✕
Una parte del tema scritto da Veronica 

La storia di Veronica che svela nel tema a scuola le violenze subite: “Ho salvato la mia famiglia”

Ascolta l'audio

Il racconto, scritto in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, insospettisce i professori che la convocano: “Il mio patrigno mi ha violentata per anni, non permettete che succeda ad altri”. Ora la famiglia è in una casa protetta
2 minuti di lettura

Veronica ha 18 anni e oggi sarà nello studio di un avvocato. Lo nominerà suo difensore nella causa per stupro contro l’uomo che da bambina le ha tolto “un pezzo di anima alla volta”, il patrigno. Veronica non è il suo nome ma è reale il passato di sofferenze nella città del Trentino dove è nata.

A 16 anni ha salvato i fratelli da possibili abusi sessuali utilizzando un’arma tanto lieve quanto potente: la scrittura. Sua madre, la sorella di 8 anni e il fratello di 10 dall’estate scorsa sono in una casa protetta. Veronica ha affidato la verità a un tema in classe, così ha liberato il cuore e la famiglia.

“A scuola ci è stato chiesto di scrivere un racconto per la giornata contro la violenza sulle donne. Ho intravisto una via d’uscita, era il 2023”, fa un respiro profondo mentre parla al telefono. I weekend con i figli concessi “a lui” dal tribunale, l’età della sorella “la stessa di quando toccò a me”. Veronica non ha più resistito. “Qualcosa è salito su dalla pancia. Non riuscivo a acc…

Veronica ha 18 anni e oggi sarà nello studio di un avvocato. Lo nominerà suo difensore nella causa per stupro contro l’uomo che da bambina le ha tolto “un pezzo di anima alla volta”, il patrigno. Veronica non è il suo nome ma è reale il passato di sofferenze nella città del Trentino dove è nata.

A 16 anni ha salvato i fratelli da possibili abusi sessuali utilizzando un’arma tanto lieve quanto potente: la scrittura. Sua madre, la sorella di 8 anni e il fratello di 10 dall’estate scorsa sono in una casa protetta. Veronica ha affidato la verità a un tema in classe, così ha liberato il cuore e la famiglia.

“A scuola ci è stato chiesto di scrivere un racconto per la giornata contro la violenza sulle donne. Ho intravisto una via d’uscita, era il 2023”, fa un respiro profondo mentre parla al telefono. I weekend con i figli concessi “a lui” dal tribunale, l’età della sorella “la stessa di quando toccò a me”. Veronica non ha più resistito. “Qualcosa è salito su dalla pancia. Non riuscivo a accettare che la mia sorellina a 6 anni trascorresse anche una sola notte con quello squilibrato. Era arrivato il momento di fare qualcosa dopo 10 anni e dare voce al mio segreto”, lo dice pacata ma con tono fermo. La penna è stata l’alleata per “sentirmi libera, leggera”.

L’inizio degli abusi

“Tutto iniziò una bella giornata di agosto, io avevo 6 anni e mia mamma aveva appena conosciuto un nuovo ragazzo. Ero al settimo cielo, morivo dalla voglia di conoscere quello che pensavo sarebbe stato il mio futuro padre. Le cose poi presero una brutta piega il giorno che andai a sciare insieme a lui. Quella fu la prima volta”, comincia così il racconto “Occhi piccoli che videro molto” consegnato agli insegnanti il 25 novembre di quasi due anni fa.

Il testo descrive le prime avance, poi le violenze dopo le quali Veronica si sentiva “un sacco di immondizia”. E i quotidiani tormenti: “Mi costringeva a mangiare tutto quello che c’era nel piatto fino a finire con la faccia dentro il wc”. I professori hanno capito che quella non era fantasia.

Veronica confessa: “Io un po’ ci speravo e un po’ temevo quel momento. Quando mi hanno convocata, ho ceduto e ho chiesto il loro aiuto”. La denuncia alla procura è stata una conseguenza naturale.Cinque anni “a combattere la mia battaglia”. Per tutto questo tempo Veronica è stata un oggetto nelle mani del mostro: “Nei suoi occhi vedevo il male, mi baciava, sentivo quel calore e speravo che fosse sempre più caldo fino a bruciarmi tutta. Mi sminuiva per qualsiasi cosa ma quando voleva lui ero la sua principessa”.

Veronica non si è mai confidata con nessuno perché “mi vergognavo troppo, ero uno spirito muto, senza voce”. Ora che la madre e i fratellini sono al sicuro è “contenta e triste perché vivere in fuga non è né facile né giusto”. Lui ha perseguitato la famiglia per anni, ha abusato di un’altra figlia più grande, picchiato la moglie, è già indagato per diversi reati, rischia un nuovo processo e di perdere la potestà dei due figli minorenni.

La forza di denunciare

Nel tema la protagonista si suicida il giorno del suo undicesimo compleanno. “E’ a quell’età che ho capito che dopo le violenze dovevo comunque andare avanti, da sola, uccidere quella bambina rotta”, spiega Veronica. L’infanzia è stata spezzata ma lei non ha smesso di sognare. “Studio all’alberghiero perché vorrei fare la barman di notte, il mio vero obiettivo però è diventare un’insegnante di italiano”, guarda così al futuro. Davanti ai suoi occhi castani, ancora troppo spesso, appaiono fantasmi difficili da scacciare: “Se mi ritrovo da sola con dei maschi mi assale la paura all’improvviso”. Sui sentimenti che prova per “lui”, è serena: “Rancore, pena, ma niente rabbia. Non voglio caderci dentro, farebbe male solo a me. Voglio dimostrargli come è bello vivere un’esistenza splendente, gioiosa”. C’è spazio per il perdono? “Non posso, ha rubato una parte della mia vita. Mi auguro che curi le sue ferite e faccia un percorso per cambiare. Per essere finalmente migliore. Un vero uomo”.

Leggi i commenti