Vernice sulle mura e le vetrate, scritte con la bomboletta spray sugli ingressi e poi striscioni e affissioni. Nella notte la banda di Robin Hood, un gruppo anonimo di attivisti che aveva già sabotato i lucchetti per le chiavi degli appartamenti per gli affitti brevi turistici, è tornata a colpire.
Stavolta il bersaglio sono stati gli studentati di gestori privati di quattro città italiane: Milano, Bologna, Roma e Reggio Emilia.
Sugli striscioni e i muri delle case per studenti sono apparse le scritte “Ladri”, “Stop affitti brevi”, “Basta studentati privati per ricchi, stop affitti turistici e b&b, casa per tutti”.
Nel volantino che è stato affisso davanti alle residenze si legge: “Saboteremo i vostri studentati, la speculazione e il decoro. La casa e lo studio sono diritti, non galline dalle uova d’oro”.
"Robin Hood – spiegano gli attivisti con il volto nascosto da sciarpe e cappucci – è tornato per colpire di nuovo la speculazione immobiliare. Questa notte abbiamo invece deciso di sabotare gli studentati privati. Colossi che insieme agli affitti brevi contribuiscono maggiormente alla compressione del mercato immobiliare e al rigonfiamento del costo degli affitti. Colossi che vogliono rendere sempre più elitaria la possibilità di studiare all’università”.
Responsabili sarebbero strutture come “The Social Hub, Camplus, Campus X e di altri competitor” che, scrivono i manifestanti che hanno imbrattato gli ingressi, “con le loro piscine, le palestre con spa, gli spazi di co-working, propongono affitti esorbitanti trainano verso l’alto il resto del mercato. Questi prezzi sono sempre meno accessibili per troppe famiglie, che ormai non si possono più permettere di pagare gli studi dei figli”.
La nuova struttura ibrida a San Lorenzo, Roma, ad esempio, offre camere per studenti a partire da 1299 euro al mese. Uno studentato a quattro stelle perché nello stesso edificio si trovano postazioni per lavorare, una palestra, rooftop con piscina, bar e, quando sarà completo, 10 mila metri quadri di parco.
A Milano davanti alla Bicocca le singole partono da 810 euro fino a 1.390, ognuna da 31 metri quadrati in un campus che accoglie anche 2500 metri quadrati di spazi comuni tra sale ricreative, bar, palestre, aree per lavorare.
“Molte delle società che costruiscono gli studentati privati – concludono gli attivisti nel volantino attaccato sui palazzi – hanno attinto dai fondi del Pnrr senza prevedere stanze a prezzo calmierato. Le istituzioni devono investire e finanziare progetti di edilizia popolare per studentati pubblici con affitti economicamente sostenibili”.