Prada e Versace. “La vera forza è la diversità dei due brand”
di Serena TibaldiMilano – Una bellissima notizia. Riportare a casa un marchio così prestigioso è un’ottima cosa, per l’Italia e il Made in Italy». Il presidente della Camera della moda, Carlo Capasa, sa bene il valore che l’acquisizione di Versace da parte di Prada ha per il sistema.
Conta che i due marchi siano tanto diversi?
«Credo che aiuti, perché li rende le due facce di una stessa medaglia. La forza dell’operazione sta anche nella diversità: evita dannose sovrapposizioni».
Anche Miuccia Prada e Donatella Versace sembrano agli opposti.
«Sono due donne iconiche, con storie molto diverse e con una forte visione personale. Donatella ha interpretato in maniera magistrale lo stile di Gianni, dandone una sua versione. Miuccia ha plasmato un immaginario di enorme spessore culturale, di cui lei stessa è la rappresentazione».
Entrambe sono molto amate.
«Perché hanno saputo creare una community: se Prada e Versace sono quello che sono, è perché incarnano mondi precisi. Non dimentichiamo però che Do…
Milano – Una bellissima notizia. Riportare a casa un marchio così prestigioso è un’ottima cosa, per l’Italia e il Made in Italy». Il presidente della Camera della moda, Carlo Capasa, sa bene il valore che l’acquisizione di Versace da parte di Prada ha per il sistema.
Conta che i due marchi siano tanto diversi?
«Credo che aiuti, perché li rende le due facce di una stessa medaglia. La forza dell’operazione sta anche nella diversità: evita dannose sovrapposizioni».
Anche Miuccia Prada e Donatella Versace sembrano agli opposti.
«Sono due donne iconiche, con storie molto diverse e con una forte visione personale. Donatella ha interpretato in maniera magistrale lo stile di Gianni, dandone una sua versione. Miuccia ha plasmato un immaginario di enorme spessore culturale, di cui lei stessa è la rappresentazione».
Entrambe sono molto amate.
«Perché hanno saputo creare una community: se Prada e Versace sono quello che sono, è perché incarnano mondi precisi. Non dimentichiamo però che Donatella Versace non è più la creativa del marchio, ma la sua ambasciatrice: vedremo che strada imboccherà il brand con il nuovo assetto. Tanto più che godrà delle capacità produttive e distributive di Prada».
Lei conosceva Gianni Versace. Come avrebbe preso l’accordo?
«Non lo so, non posso saperlo. Ma Gianni era molto attento alla modernità. E la sua priorità era creare le migliori condizioni per il suo marchio: avrebbe preso in considerazione l’operazione, se l’avesse ritenuta la scelta giusta».