San Pietro, la statua della Carità del Bernini torna a mostrare il seno: rimossa la censura del 1850
di Iacopo ScaramuzziLa statua della Carità, scolpita da Gian Lorenzo Bernini nel sepolcro di papa Urbano VIII che si trova a San Pietro, è tornata ad avere il seno scoperto come era in origine. Il dettaglio è emerso nel corso della presentazione degli ultimi restauri e del nuovo impianto illuminotecnico della fabbrica di San Pietro. E’ stato così eliminato un intervento censorio che, nel 1850, aveva coperto il petto della statua nonostante nell’iconografia questa virtù cristiana sia raffigurata come una donna che allatta. E che Bernini aveva scolpito prendendo a modello la sua amante Costanza Bonarelli.
Le censure del passato
I restauratori hanno fatto una scelta “meditata e importante”, ha spiegato in conferenza stampa Pietro Zander, responsabile della sezione Necropoli e Beni Artistici della Fabbrica di San Pietro, hanno cioè deciso di “disvelare il seno della Carità perché la Carità allatta o ha allattato”: nel gruppo berniniano allatta…
La statua della Carità, scolpita da Gian Lorenzo Bernini nel sepolcro di papa Urbano VIII che si trova a San Pietro, è tornata ad avere il seno scoperto come era in origine. Il dettaglio è emerso nel corso della presentazione degli ultimi restauri e del nuovo impianto illuminotecnico della fabbrica di San Pietro. E’ stato così eliminato un intervento censorio che, nel 1850, aveva coperto il petto della statua nonostante nell’iconografia questa virtù cristiana sia raffigurata come una donna che allatta. E che Bernini aveva scolpito prendendo a modello la sua amante Costanza Bonarelli.
Le censure del passato
I restauratori hanno fatto una scelta “meditata e importante”, ha spiegato in conferenza stampa Pietro Zander, responsabile della sezione Necropoli e Beni Artistici della Fabbrica di San Pietro, hanno cioè deciso di “disvelare il seno della Carità perché la Carità allatta o ha allattato”: nel gruppo berniniano allatta un bambino e si volge a un secondo bambino che piange per essere allattato. Rimane velata, invece, la seconda figura alla base del gruppo monumentale che raffigura la Giustizia. “Nel 1850”, ha spiegato Zander, “varie sculture della basilica hanno subito un intervento censorio: sono così state vestite diverse statue tra cui il genio della morte del monumento del Canova, che oggi non ha più il vestito, i due geni del monumento sempre del Canova dedicato alla famiglia Stuart, che anch’essi oggi non hanno più il vestito, sono stati messi i ‘brachettoni’ ai puttini che sono sui piloni della navata grande di San Pietro, ed erano state velate anche le statue della Carità, che per secoli erano così come le avevano creati i grandi maestri del barocco, sia la Carità nel sepolcro di Urbano VIII che quella nel monumento di papa Alessandro VII Chigi. Questo intervento, pur se fatto in maniera molto accurata, in qualche modo comprometteva la lettura della statua, perché la carità è una donna che allatta e quindi si è deciso di riportarla a come la statua è nata per riportarla al messaggio che la statua che doveva trasmettere”.
Illuminazione e piano esodo
Alla conferenza stampa odierna sono stati presentati gli ultimi restauri della basilica vaticana: dopo il Baldacchino e la Gloria, infatti, svelati nei mesi scorsi, tornano a splendere, nel loro contrasto tra il nero e l'oro, il monumento funebre di Urbano VIII e quello di Paolo III realizzato da Guglielmo Della Porta. Ma per accogliere meglio i pellegrini è stato anche messo a punto un nuovo piano esodo, eliminando i gradini alle porte d'uscita che sono stati coperti da passerelle, ed è stata migliorata l'illuminazione della necropoli vaticana. Quanto al piano esodo, nella conferenza stampa in Vaticano, si è precisato che non si teme per la basilica di San Pietro né un incendio né un attentato terroristico, quanto invece "rischi incogniti" che provocano ondate anomale di folle. Quanto invece ai restauri eseguiti, che papa Francesco aveva voluto vedere ieri mattina in anteprima con la sua visita a sorpresa in basilica, "la Fabbrica di San Pietro proverbialmente non si ferma mai e cerca di ricambiare la fede e l'amore dei pellegrini e dei visitatori che entrano in Basilica”, ha detto il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica, “anche e soprattutto nell'Anno Giubilare”. Hanno assistito alla conferenza stampa anche le due restauratrici che ieri, nel loro ultimo giorno di lavoro, hanno incontrato un po’ incredule il Papa che le ha volute salutare, Lorena Rauco Pineiro e Michela Malfatti.