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Mestre, bambina aggredita dal violentatore seriale. Il patriarca di Venezia: “Perchè era libero?”

L’uomo, Massimiliano Mulas, è stato arrestato: aveva diversi precedenti. L’aveva seguita per strada mentre era al cellulare con un’amica. A tradirlo, il marsupio lasciato nell’appartamento della vittima. L’avvocato: “Era libero perché aveva scontato la sua pena”
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Stava per varcare la porta di casa, nell’androne del suo palazzo, la ragazzina di 11 anni che giovedì pomeriggio, 10 aprile, è stata violentata a Mestre (Venezia). L’aggressore l’aveva seguita per strada, forse fin dall’uscita dalla palestra, mentre lei era al cellulare con una coetanea.

L’amica era ancora in linea quando la ragazzina è stata aggredita e spinta in casa dal violentatore: Massimiliano Mulas, 45 anni, originario di Tempio Pausania e già noto alle forze dell’ordine per abusi sessuali su altre donne. Dopo la violenza, l’uomo ha anche tentato di rapinarla e poi è fuggito.

Il patriarca di Venezia: “Come è stato possibile?”

«Orrore, ripugnanza, un misto di impotenza e dolore». Con queste parole il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia ha condannato la violenza durante le celebrazioni per la domenica delle Palme. «Come è stato possibile quanto accaduto? Se consideriamo i precedenti di chi è accusato di tale nefandezza sembra non esserci risposta». Poi il pensiero è andato alla famiglia: «Una bambina di soli 11 anni si è trovata di fronte alla persona sbagliata, incontrandola per caso, come poteva accadere a una qualsiasi coetanea. Impossibile immaginare cosa rimarrà nell'anima e nella psiche di una studentessa di 11 anni che, ignara di tutto, tornava a casa dopo una normale giornata. Questa esperienza difficilmente potrà essere superata e lo sarà solo con l'aiuto di tutti. Non è facile, soprattutto dopo un trauma di tale entità tornare ad avere fiducia nelle persone. Esprimo la mia vicinanza e solidarietà, umana e cristiana, alla piccola vittima e alla sua famiglia e volentieri sono disponibile a un incontro personale».

L’avvocato: “Non è considerato socialmente pericoloso”

Il legale dell’uomo arrestato ha spiegato che, nonostante i precedenti per violenza sessuale, il suo cliente era fuori dal carcere perché aveva scontato la sua pena e non è mai stato dichiarato socialmente pericoloso. «Ha finito di scontare nel 2021 l’ultima condanna nel carcere di Lanusei, Nuoro – ha spiegato al Corriere della Sera – e ne è uscito pienamente libero». Insomma nessun tribunale ha adottato misure per impedire che l’uomo potesse colpire di nuovo.

Tradito dal marsupio

La madre della vittima ha sporto denuncia e in poche ore Mulas è stato preso dai carabinieri. A tradirlo, riporta il Gazzettino, è stato il suo marsupio, dimenticato a casa della ragazzina. Nella sacca, ritrovata dai militari di Mestre intervenuti nell’appartamento, c’erano i suoi documenti. Ed è bastato inserire le generalità dell’uomo nelle banche dati per scoprire che per lui non era certo la prima volta.

I precedenti in Veneto, Trentino e a Perugia

Nel 2006, sempre in Veneto, il 45enne sardo era già stato condannato a otto anni per aver aggredito due studentesse nel Padovano. E da quegli episodi erano emerse le stesse modalità: aveva bloccato le sue vittime all’ingresso delle loro case (una volta minacciando la ragazza con un coltello) e aveva abusato di loro. Ma non è l’unico precedente: nel 2006 aveva appena finito di scontare una condanna a quattro anni e mezzo per rapina e violenza sessuale su una turista in vacanza in Trentino. Mentre a qualche anno fa risale un’altra violenza che gli è stata contestata a Perugia.

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