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Caso Resinovich, parla Visintin: “Io indagato? Sono sereno. Mi godo l’Austria, ma non sono fuggito”

(ansa)

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L’intervista al marito di Liliana iscritto nel registro degli indagati: “Gli inquirenti sanno dove trovarmi. Qui vado in bici, faccio saune e ci sono tante belle signorine”
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TRIESTE – «Il marito è sempre il sospettato numero uno, questo oggi è il mio ruolo. Certo non è piacevole, ma sono assolutamente tranquillo. Non ho nulla da nascondere». Otto ore di perquisizione notturna, con Mobile e Scientifica che a tre anni e mezzo dalla scomparsa della moglie Liliana Resinovich sono tornate a passare al setaccio la casa in cui insieme vivevano, e un avviso di garanzia per omicidio non hanno fatto cambiare programmi a Sebastiano Visintin. Come ogni fine settimana o quasi è andato in gita, bici al seguito e il solito gruppo di amici a fargli compagnia.

«Sono in Carinzia, a Villaco, sono partito alle 6.30 e in due ore ero qui», ha spiegato nella tarda mattinata di ieri. Voce tranquilla, atteggiamento compassato di chi ha fatto il callo alle domande dei media, non si sottrae all’intervista. «Avevo bisogno di riposare - spiega - Ho fatto due saune con amici e amiche, adesso sono a letto, poi magari prendo la bici e faccio il giro del lago. Qui ci sono belle signorin…

TRIESTE – «Il marito è sempre il sospettato numero uno, questo oggi è il mio ruolo. Certo non è piacevole, ma sono assolutamente tranquillo. Non ho nulla da nascondere». Otto ore di perquisizione notturna, con Mobile e Scientifica che a tre anni e mezzo dalla scomparsa della moglie Liliana Resinovich sono tornate a passare al setaccio la casa in cui insieme vivevano, e un avviso di garanzia per omicidio non hanno fatto cambiare programmi a Sebastiano Visintin. Come ogni fine settimana o quasi è andato in gita, bici al seguito e il solito gruppo di amici a fargli compagnia.

«Sono in Carinzia, a Villaco, sono partito alle 6.30 e in due ore ero qui», ha spiegato nella tarda mattinata di ieri. Voce tranquilla, atteggiamento compassato di chi ha fatto il callo alle domande dei media, non si sottrae all’intervista. «Avevo bisogno di riposare - spiega - Ho fatto due saune con amici e amiche, adesso sono a letto, poi magari prendo la bici e faccio il giro del lago. Qui ci sono belle signorine».

Non teme che gli inquirenti possano interpretare questo viaggio come un tentativo di fuga?

«Ma no, faccio gite fuori tutte le settimane. Venerdì scorso ero ai laghi di Varese, poi sono andato a Lecco e Bellagio. Vado via ogni volta che posso, non c’è nulla di strano. Da tre anni è mezzo gli investigatori sanno benissimo dove trovarmi».

Adesso però è indagato. Temeva potesse succedere dopo quanto rivelato dalla superperizia?

«Dopo tre anni e mezzo è stata una brutta sorpresa, ma non sono assolutamente preoccupato. Le verifiche sono state fatte minuziosamente più volte. Ma poi, uno che uccide la moglie, dopo prende la go-pro e va in giro per il Carso in bici? Impossibile. Certo non mi aspettavo di essere l’unico. Tutti adesso dovrebbero stare sotto la lente».

Si è fatto un’idea del perché?

«È quello che stanno cercando di capire i miei avvocati. Stanno acquisendo gli atti relativi alle ultime attività, poi valuteremo il da farsi».

A livello personale quest’accusa non le pesa?

«Non auguro a nessuno di vivere quello che ho passato io negli ultimi tre anni e mezzo. Non solo il dolore, ma anche i sospetti, i commenti a mezza bocca, la gente che evita di incrociare il tuo sguardo, ma ti fissa appena volti.. Certo, ci sono anche persone che mi stimano, mi vogliono bene, però...».

Si è allontanato anche per evitare queste pressioni?

«Ma no, qui ci vengo sempre. Ci sono venuto anche con Liliana per trent’anni».

Che effetto le fa tornarci adesso che una perizia afferma che è stata uccisa?

«Insieme siamo andati in talmente tanti posti che qualsiasi luogo in cui mi trovi me la ricorda. Mi manca tanto che a volte mi sembra quasi di non respirare».

Chiederà di essere ascoltato dai magistrati?

«Non sarò certo io a fare il primo passo. Con i miei avvocati dovremo analizzare le cose che sono state trovate, gli atti, poi nel caso valuteremo».

Quando tornerà a Trieste?

«Dipende sempre dal tempo. Se è brutto, magari torno a casa subito. Se ci sono belle giornate può essere che rimanga fuori anche domenica sera, o lunedì, martedì... E in questo momento non c’è una nuvola».

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