“Violenze sessuali su ragazze sempre più giovani, bisogna combatterle aiutando anche i genitori”
di Alessandra Ziniti«Lo sai mantenere un segreto?».Oppure, «Ti fidi di me?». Per arrivare al «Dopo questa cosa, sarai più grande». Nel manuale degli adescatori sono le frasi più ricorrenti. Toccano le corde più intime e fragili in un’adolescente, quella della fiducia, del rapporto esclusivo, della crescita».
Barbara Strappato, vicedirettrice della Polizia postale, la rete rischia di diventare un luogo anche fisicamente pericoloso?
«Quello che è successo a Busto Arsizio non è un evento eccezionale, ci sono adescatori di minorenni che restano confinati sul web ma tanti altri che, al momento giusto, lanciano l’amo della “prova di fiducia”, quella del primo appuntamento, e riescono a portare le loro vittime fuori dalla loro cameretta. Con tutti i rischi che ne conseguono».
Dove si nascondono le insidie?
«Non solo sui social o sulle piattaforme di incontri, come si crede. Oggi uno dei luoghi più pericolosi sono le chat dei videogiochi. È lì che gli adescatori si fingono coetanei, utilizzano il linguaggi…
«Lo sai mantenere un segreto?».Oppure, «Ti fidi di me?». Per arrivare al «Dopo questa cosa, sarai più grande». Nel manuale degli adescatori sono le frasi più ricorrenti. Toccano le corde più intime e fragili in un’adolescente, quella della fiducia, del rapporto esclusivo, della crescita».
Barbara Strappato, vicedirettrice della Polizia postale, la rete rischia di diventare un luogo anche fisicamente pericoloso?
«Quello che è successo a Busto Arsizio non è un evento eccezionale, ci sono adescatori di minorenni che restano confinati sul web ma tanti altri che, al momento giusto, lanciano l’amo della “prova di fiducia”, quella del primo appuntamento, e riescono a portare le loro vittime fuori dalla loro cameretta. Con tutti i rischi che ne conseguono».
Dove si nascondono le insidie?
«Non solo sui social o sulle piattaforme di incontri, come si crede. Oggi uno dei luoghi più pericolosi sono le chat dei videogiochi. È lì che gli adescatori si fingono coetanei, utilizzano il linguaggio degli adolescenti. Il problema è che loro sono abilissimi. E invece, dall’altra parte, non c’è nessuno che verifica le conversazioni di questi ragazzi».
Non è facile, per dei genitori, riuscire a controllare le conversazioni online dei figli.
«E però dobbiamo essere consapevoli che se un adolescente riesce a percepire un qualche tipo di rischio anche dal mutamento dei termini di una conversazione, così non è per i più piccoli. Sotto i 14 anni non sono in grado di cogliere i segnali, restano totalmente imbrigliati in questo di rapporto di pseudofiducia che si instaura sul web con uno sconosciuto che ti coinvolge, ti lusinga».
La ragazzina che ha subìto violenza a Busto Arsizio da un ragazzo conosciuto sui social aveva solo 14 anni.
«Esatto, e l’età scende sempre di più. A partire dagli anni della pandemia abbiamo casi di bambine e bambini anche di 9-10 anni vittime di estorsione sessuale. Sono lasciati troppo spesso soli davanti ai dispositivi, neanche davanti ai videogiochi. Ed è sempre più complicato in un Paese come il nostro dove, alla prima comunione, ai bambini si regala il cellulare».
I genitori hanno gli strumenti per valutare questi rischi?
«Non sempre, e questo è un altro problema reale su cui anche noi della Polizia postale stiamo cominciando ad intervenire andando a parlare loro nei luoghi di lavoro, nelle aziende. Perché non basta più andare nelle scuole. Gli adulti, che spesso non hanno idea di quello che si cela nella rete, devono essere consapevoli ma devono anche trovare il linguaggio giusto per parlare con i loro figli. Se no, continueremo a rincorrere ragazzini senza via d’uscita».
La mancanza di dialogo in famiglia è così diffusa?
«In modo impressionante. Sa qual è la prima cosa che ci dicono i ragazzini che si rivolgono a noi? “Per favore, i miei genitori non devono sapere nulla”. E allora, se è più facile parlare con una persona in divisa o con uno sconosciuto piuttosto che con il papà o la mamma o un fratello o una sorella maggiore vuol dire che in casa c’è un problema».
Eppure, atterrisce qualsiasi genitore il pericolo che una figlia possa subìre violenza da una persona conosciuta online.
«C’è anche un altro aspetto da considerare: sempre più spesso oggi il primo approccio alla sessualità avviene sul web. Ed è un approccio ad un sesso violento privo di qualsiasi percezione dell’altro, di corporeità dell’altro, che abbatte le barriere. Pensano di essere al sicuro a casa, dietro uno schermo ma se poi accettano un incontro non hanno difesa».
I siti di incontri, piattaforme come Only fans, anche quelli sono pericolosi per i più giovani?
«Questa irresistibile voglia di apparire, di avere follower presenta enormi rischi. Da un paio di mesi osserviamo la sottrazione di interi profili di ragazzine che finiscono su Only fans. Profili aperti, immagini condivise, sempre più svestite. Foto che finiscono scambiate, vendute su siti erotici, che diventano oggetto di ricatto. Quello che diciamo sempre loro è: siate gelose del vostro corpo, E anche qui, il controllo dei genitori è praticamente nullo».
E a questo ora si aggiunge l’insidia dell’intelligenza artificiale.
«L’abbiamo già riscontrato. Voci replicate, immagini modificate, testi scritti da adulti che sembrano quelli di un bambino. Ai nostri figli oggi non possiamo imporre quasi nulla, l’unica difesa è crescere ragazzi consapevoli e parlare con loro a viso aperto anche di temi difficili come la sessualità».