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Anni di abusi sessuali e psicologici, il Papa sopprime il movimento del Sodalizio di Vita Cristiana

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Certificato lo scioglimento della comunità conservatrice fondata in Perù e diffusa in tutto il mondo. Il fondatore Figari, apprezzato in Vaticano all’epoca di Giovanni Paolo II, è stato espulso anni fa
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Dopo che il Vaticano ha accertato abusi sessuali e malversazioni economiche prolungati nel corso del tempo, papa Francesco ha approvato la soppressione del Sodalizio di Vita Cristiana, una delle più importanti comunità cattoliche sudamericane, movimento conservatore che ha goduto a lungo di ampio sostegno tanto nell’alta borghesia del paese quanto in Vaticano.

Inviati in Perù a indagare

A portare alla luce i problemi sono stati due giornalisti, Pedro Salinas e Paola Ugaz, membri fuoriusciti dal Sodalizio che, nel 2015, hanno pubblicato il libro “Mitad monjes mitad soldados” (metà monaci, metà soldati), nella quale hanno raccolto le testimonianze di numerose vittime di abusi sessuali, psicologici e di potere avvenuti per anni nel movimento. Nell’agosto 2023 il Papa inviò a indagare a Lima, in Perù, dove il Sodalitium era nato, monsignor Charles Scicluna, arcivescovo maltese e segretario aggiunto del dicastero per la Dottrina della fede, e del monsignore spagnolo Jordi Bartomeu, officia…

Dopo che il Vaticano ha accertato abusi sessuali e malversazioni economiche prolungati nel corso del tempo, papa Francesco ha approvato la soppressione del Sodalizio di Vita Cristiana, una delle più importanti comunità cattoliche sudamericane, movimento conservatore che ha goduto a lungo di ampio sostegno tanto nell’alta borghesia del paese quanto in Vaticano.

Inviati in Perù a indagare

A portare alla luce i problemi sono stati due giornalisti, Pedro Salinas e Paola Ugaz, membri fuoriusciti dal Sodalizio che, nel 2015, hanno pubblicato il libro “Mitad monjes mitad soldados” (metà monaci, metà soldati), nella quale hanno raccolto le testimonianze di numerose vittime di abusi sessuali, psicologici e di potere avvenuti per anni nel movimento. Nell’agosto 2023 il Papa inviò a indagare a Lima, in Perù, dove il Sodalitium era nato, monsignor Charles Scicluna, arcivescovo maltese e segretario aggiunto del dicastero per la Dottrina della fede, e del monsignore spagnolo Jordi Bartomeu, officiale dello stesso dicastero vaticano responsabile dei processi canonici per gli abusi sessuali. All’inizio del dicembre dello scorso anno Bergoglio aveva ricevuto Salinas e Ugaz, accompagnati dalla giornalista statunitense Elise Harris Allen, che avevano raccontato le denunce legali e gli attacchi, specie tramite i social media, ricevuti a motivo del loro lavoro.

La tagliola di suor Brambilla

Ora il superiore generale del Sodalitium ha firmato il decreto di soppressione della comunità dinanzi alla prefetta del dicastero vaticano per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, suor Simona Brambilla, e lo stesso monsignor Bartomeu è stato nominato commissario apostolico per la gestione della liquidazione. “Con dolore e obbedienza”, si legge nel comunicato, “accettiamo questa decisione, approvata specificamente da papa Francesco, che pone fine alla nostra società”.

I fasti dell’era Wojtyla

Il Sodalitium Christianae Vitae è stato fondato nel 1971 da un laico, il teologo peruviano Luis Fernando Figari, e nel 1997 fu approvato da Giovanni Paolo II come società di vita apostolica. Figari stesso è stato a lungo una personalità benvenuta e riverita in Vaticano. Il movimento, presente in molti paesi dell’America latina (oltre al Perù, Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica, Cile, Ecuador), ma anche negli Stati Uniti e, in misura molto minore, in Italia, godeva del sostegno dell’allora arcivescovo di Lima, il cardinale dell’Opus Dei Juan Luis Cipriani Thorne, a sua volta incorso in sanzioni per abusi, e, a Roma, del cardinale colombiano Alfonso Lopez Trujillo, sotto Wojtyla e Ratzinger presidente del pontificio consiglio per la Famiglia.

Una morte improvvisa

Come ha ricostruito la rivista cattolica spagnola Vida Nueva, tanto Figari quanto quattro dei suoi principali collaboratori sono stati riconosciuti colpevoli di avere abusato tra il 1994 e il 2002 di 36 membri del movimento, 19 dei quali minorenni all’epoca dei fatti. I numeri reali sarebbero molto più alti. Già nel 2017 lo stesso Figari è stato rimosso dal suo ruolo di guida, e successivamente è stato formalmente espulso. Per il “delfino” di Figari, German Doig Klinge Klinge, morto improvvisamente nel 2001, era stato avviato un processo di beatificazione che fu però interrotto bruscamente quando – come ammise lo stesso Sodalizio – emersero gli abusi che aveva compiuto nei confronti di almeno due giovani uomini. Un altro dirigente, Daniel Bernardo Murguía Ward, fu scoperto in fragrante dalla polizia mentre in una camera d’albergo di Lima fotografava un minorenne nudo appena adescato per strada, ma le accuse – lo ha ricostruito il sito statunitense Crux – sono state diminuite grazie anche agli agganci di cui l’uomo gode presso la magistratura peruviana.

Asservimento e sfruttamento

Gli abusi, tuttavia, non sono solo di natura sessuale. Alcune delle donne che aderiscono alle branche femminili del Sodalizio – la Fraternità Mariana della Riconciliazione e le Serve del Piano di Dio – hanno lamentato condizioni di asservimento e abuso psicologico. E la stampa peruviana ha riportato nel corso del tempo disinvolti comportamenti imprenditoriali nei confronti dei lavoratori da parte di società legate al Sodalizio. Che ora, per volontà di Bergoglio, non esiste più.

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