Monfalcone, trionfa la Lega nella città con più immigrati
dalla nostra inviata Alessia CanditoMonfalcone – Quando a Monfalcone è già pomeriggio, sullo stradone che dalla stazione porta al centro si vedono decine di tute blu. Per lo più sono bengalesi, come la maggior parte degli stranieri che abitano in città. Dei circa 30mila abitanti, sono quasi un terzo. Nella giungla di appalti e subappalti della galassia Fincantieri, che da più di un secolo determina il destino di Monfalcone, forse molti di più.
La pioggia gonfia i manifesti della campagna elettorale appena terminata, che alla destra ha regalato un'inequivocabile vittoria, una batosta al Pd, dimezzato rispetto alle Europee, e una delusione alla lista di Bou Konate, ingegnere di origine senegalese e ex assessore del centro sinistra, a questa tornata candidato sindaco di una lista di soli italiani di origine straniera. A meno di sorprese, per lo 0,1 per cento rimarrà fuori dal consiglio comunale.
Luca Fasan, ex assessore e erede designato dell'ex sindaca leghista Annamaria Cisint, non ha dovuto aspettare neanche la fine del…
Monfalcone – Quando a Monfalcone è già pomeriggio, sullo stradone che dalla stazione porta al centro si vedono decine di tute blu. Per lo più sono bengalesi, come la maggior parte degli stranieri che abitano in città. Dei circa 30mila abitanti, sono quasi un terzo. Nella giungla di appalti e subappalti della galassia Fincantieri, che da più di un secolo determina il destino di Monfalcone, forse molti di più.
La pioggia gonfia i manifesti della campagna elettorale appena terminata, che alla destra ha regalato un'inequivocabile vittoria, una batosta al Pd, dimezzato rispetto alle Europee, e una delusione alla lista di Bou Konate, ingegnere di origine senegalese e ex assessore del centro sinistra, a questa tornata candidato sindaco di una lista di soli italiani di origine straniera. A meno di sorprese, per lo 0,1 per cento rimarrà fuori dal consiglio comunale.
Luca Fasan, ex assessore e erede designato dell'ex sindaca leghista Annamaria Cisint, non ha dovuto aspettare neanche la fine dello spoglio per iniziare a festeggiare. Già a metà scrutinio, viaggiava oltre il 70 per cento dei consensi.
Merito soprattutto dell'ex prima cittadina, che a dispetto del seggio in Europa, non ha smesso di far sentire la propria presenza a Monfalcone. Più che un feudo elettorale, per lei - militante di Forza Italia in gioventù, passata in Ncd ai tempi di Alfano, oggi salviniana di ferro - un manifesto della battaglia contro la presunta "invasione islamica", da combattere a colpi di ordinanze antimoschea, antiburqini, campagne contro il velo, le biciclette in centro città, le panchine. Persino il cricket ci è andato di mezzo, bandito dagli impianti in città come sport pericoloso.
"La mia comunità è stata presa di mira dalla destra, ma siamo un pezzo di questa città. è un dato inequivocabile e che non si può cancellare", dice Nahida Akter, 28 anni, candidata di Monfalcone civica e solidale, alternativa di sinistra al Pd, che con l'8,6 per cento è forse la vera sorpresa delle elezioni. "Ci ho messo tempo per definire la mia identità - racconta - ho capito di essere troppo bengalese per essere solo italiana e troppo italiana per essere solo bengalese e non vedo perché non dovrebbe andare bene così". Anche a Monfalcone, storicamente bolla democristiana in una provincia un tempo rossa, mista come può essere una città a venti minuti scarsi dal confine, ma in cui la destra si è imposta al grido: "vota italiano". "La paura - spiega Yasmine Abbane, giovanissima candidata 19enne della stessa lista – è uno strumento semplice". A partire da quella del velo.
"Ne hanno parlato tanto, ma alla fine a me hanno dato fiducia", spiega Linda Khan, la più votata della lista di Bou Konate. Una risposta, se non uno sberleffo alla destra che da anni accusa la comunità straniera di voler importare la sharia. E convince: a dispetto dei tre induisti e delle sei donne presenti nell'esperimento politico di Konate è riuscita a farlo passare come "lista islamista". E apriti cielo quando al suo fianco si è schierato il deputato Aboubakhar Soumahoro.
Ecco perché forse, a dispetto dei risultati, Konate non appare deluso: "Questa non è stata una campagna elettorale, ma una battaglia di civiltà. Ci sono cittadini che hanno smesso di sentirsi di serie B e già questa - afferma - è una vittoria". Lo ha capito, racconta, quando ha visto dei ragazzi scattarsi i selfie davanti ai suoi manifesti. "Sono nati e cresciuti a Monfalcone, ma non se ne sentivano parte. Adesso sì".
Un dato politico con cui toccherà fare i conti. A partire dal Pd: con il suo candidato sindaco non è riuscito a convicere neache tutti gli elettori del centrosinistra. Più di un centinaio, gli hanno preferito Konate.