Papa Francesco ai sacerdoti: no al clericalismo, ascoltare chi è ferito dalla Chiesa
di Iacopo ScaramuzziBisogna “uscire dal clericalismo” e ascoltare il “popolo” di Dio, compresi “coloro che nel rapporto con la Chiesa sono stati feriti”. E’ la raccomandazione che papa Francesco ha affidato ai sacerdoti nell’omelia che ha scritto per la messa del crisma celebrata in sua assenza a San Pietro.
Atteso a Regina Coeli
Francesco nel pomeriggio dovrebbe recarsi al carcere romano di Regina Coeli in occasione della messa in coena Domini che apre il triduo pasquale, questo pomeriggio. Alla messa del crisma, che si celebra sempre la mattina del giovedì santo, il Papa ha chiesto al cardinale Domenico Calcagno di sostituirlo. Nel corso di questa celebrazione eucaristica i sacerdoti – a San Pietro ci sono molti preti della diocesi di Roma – rinnovano le promesse fatte al momento dell’ordinazione. Sempre durante questa messa ha luogo la benedizione dell’olio degli infermi, dell’olio dei catecumeni e del crisma che vengono usati nelle chiese durante l’anno.
Il “fiuto" del popolo di Dio
Nell’omelia …
Bisogna “uscire dal clericalismo” e ascoltare il “popolo” di Dio, compresi “coloro che nel rapporto con la Chiesa sono stati feriti”. E’ la raccomandazione che papa Francesco ha affidato ai sacerdoti nell’omelia che ha scritto per la messa del crisma celebrata in sua assenza a San Pietro.
Atteso a Regina Coeli
Francesco nel pomeriggio dovrebbe recarsi al carcere romano di Regina Coeli in occasione della messa in coena Domini che apre il triduo pasquale, questo pomeriggio. Alla messa del crisma, che si celebra sempre la mattina del giovedì santo, il Papa ha chiesto al cardinale Domenico Calcagno di sostituirlo. Nel corso di questa celebrazione eucaristica i sacerdoti – a San Pietro ci sono molti preti della diocesi di Roma – rinnovano le promesse fatte al momento dell’ordinazione. Sempre durante questa messa ha luogo la benedizione dell’olio degli infermi, dell’olio dei catecumeni e del crisma che vengono usati nelle chiese durante l’anno.
Il “fiuto" del popolo di Dio
Nell’omelia letta dal cardinale Calcagno il Papa sottolinea che l’anno giubilare rappresenta per i sacerdoti “una specifica chiamata a ricominciare nel segno della conversione. Pellegrini di speranza, per uscire dal clericalismo e diventare annunciatori di speranza. Certo, se Alfa e Omega della nostra vita è Gesù, anche noi potremo incontrare il dissenso da Lui sperimentato a Nazaret. Il pastore che ama il suo popolo non vive alla ricerca di consenso e approvazione a ogni costo. Eppure, la fedeltà dell’amore converte, lo riconoscono per primi i poveri, ma lentamente inquieta e attrae anche gli altri”.
Appello alla coerenza di vita
Lo “spirito di Gesù” è, in questo senso, “protagonista” del servizio sacerdotale: “Il popolo ne avverte il soffio quando in noi le parole diventano realtà. I poveri, prima degli altri, e i bambini, gli adolescenti, le donne e anche coloro che nel rapporto con la Chiesa sono stati feriti, hanno il “fiuto” dello Spirito Santo: lo distinguono da altri spiriti mondani, lo riconoscono nella coincidenza in noi tra l’annuncio e la vita”. Francesco raccomanda per questo la “prossimità quotidiana del prete alla sua gente in cui le profezie di giustizia e di pace si adempiono. ‘Ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre’: ecco il popolo di Dio. Questo regno di sacerdoti non coincide con un clero”.