✕

Migranti, 10 anni fa il naufragio più grande. Mattarella: “Ue si impegni a governare i flussi”

Ascolta l'audio

Nel decimo anniversario del più grande naufragio della storia dell’immigrazione, il tragico consuntivo dei morti in mare parla di 34mila vittime. Intanto è sparito un barcone con 72 persone a bordo
2 minuti di lettura

Gli ultimi settantadue, con tutta probabilità, sono finiti in mare qualche giorno fa. Partiti dalla Libia il 12 aprile su una barca in vetroresina e mai arrivati da nessuna parte. Da quattro giorni, il centro nazionale di ricerca e soccorso della Guardia costiera a Roma rilancia un allarme Sar a tutte le navi sulla rotta tra la Libia e Lampedusa, ma nessuno risponde

Dieci anni fa il disastro più grande

L’ennesimo naufragio fantasma di cui si ha notizia arriva in coincidenza con il decimo anniversario del più grande disastro di tutti i tempi della storia dell’immigrazione, quello che il 18 aprile del 2015 fece quasi mille vittime nel ventre di un barcone finito sul fondo del Mediterraneo a grande profondità e tirato fuori tanti mesi dopo su iniziativa del governo Renzi.

In questi dieci anni, la stima dei morti in mare è di 34mila persone ma è un numero evidentemente al ribasso. E anche nel 2024, sebbene gli arrivi in mare in Europa siano diminuiti del 24% , raggiungendo le 200mila pers…

Gli ultimi settantadue, con tutta probabilità, sono finiti in mare qualche giorno fa. Partiti dalla Libia il 12 aprile su una barca in vetroresina e mai arrivati da nessuna parte. Da quattro giorni, il centro nazionale di ricerca e soccorso della Guardia costiera a Roma rilancia un allarme Sar a tutte le navi sulla rotta tra la Libia e Lampedusa, ma nessuno risponde

Dieci anni fa il disastro più grande

L’ennesimo naufragio fantasma di cui si ha notizia arriva in coincidenza con il decimo anniversario del più grande disastro di tutti i tempi della storia dell’immigrazione, quello che il 18 aprile del 2015 fece quasi mille vittime nel ventre di un barcone finito sul fondo del Mediterraneo a grande profondità e tirato fuori tanti mesi dopo su iniziativa del governo Renzi.

In questi dieci anni, la stima dei morti in mare è di 34mila persone ma è un numero evidentemente al ribasso. E anche nel 2024, sebbene gli arrivi in mare in Europa siano diminuiti del 24% , raggiungendo le 200mila persone, il numero di morti e dispersi è rimasto alto, almeno 8.500.

L’appello Unhcr

A 10 anni da quella tragedia, l'Unhcr sollecita "un'azione decisiva, completa, mirata e coordinata lungo le rotte dei rifugiati e dei migranti"sottolineando che "i tagli agli aiuti globali minacciano di aggravare la situazione, costringendo le persone a spostarsi ulteriormente per la loro sopravvivenza e sicurezza".

“Senza alternative - afferma Philippe Leclerc, direttore dell'Ufficio dell'Unhcr per l'Europa - i rifugiati e i migranti continueranno a intraprendere viaggi pericolosi. Operazioni di ricerca e soccorso tempestive, più percorsi legali verso l'Europa, ma anche aiutare le persone a trovare sicurezza e assistenza salvavita più vicino a casa, dove la maggior parte dei rifugiati rimane, sono azioni che salvano vite umane".

L'Agenzia Onu per i Rifugiati chiede "un sistema solido di salvataggio in mare, vie legali credibili per raggiungere l'Europa, ma anche un'azione completa e decisiva per affrontare le cause profonde che possono spingere le persone verso questa tragica fine".

Le parole di Mattarella

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il naufragio di dieci anni fa nel Canale di Sicilia. "I movimenti migratori vanno governati e l'Unione Europea deve esprimere il massimo impegno in questo senso".
"Nel fare memoria – ha aggiunto il capo dello Stato – rinnoviamo l'apprezzamento per l'opera di soccorso da parte delle navi italiane che sono riuscite, in condizioni estreme, a salvare vite, rispettando quanto impone la legge del mare". E ancora: “È la nostra civiltà a impedirci di voltare le spalle, di restare indifferenti, di smarrire quel sentimento di umanità che è radice dei nostri valori".

Il ringraziamento di Mediterranea

“Ringraziamo il presidente Mattarella – scrive la ong Mediterranea – per aver ribadito, nel giorno che ricorda un terribile naufragio, quanto la grandezza di un Paese, il suo grado di civiltà, dipenda dal suo impegno nel salvare vite umane. In tempi nei quali morti in mare per omissioni di soccorso, guerre, respingimenti, deportazioni, lager sembrano diventati “banalità del male”, le nostre MareJonio e Safira portano la bandiera italiana navigando in direzione ostinata e contraria alla morte, all’odio e all’indifferenza”.

Croce Rossa: “Un dovere restituire l’identità alle vittime”

“Restituire identità alle vittime di un naufragio è un dovere nei confronti di quanti hanno perso la vita in mare e dei loro cari. Un obbligo umanitario, menzionato nelle Convenzioni di Ginevra e nel Diritto Internazionale Umanitario. Perdere la vita non significa perdere la propria identità". Così Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, a dieci anni dal naufragio nel Canale di Sicilia del 18 aprile 2015. Per ricordare le vittime di questa tragedia, la Croce Rossa Italiana ha diffuso oggi, attraverso i propri canali social, un video che racconta l’impegno dell’Associazione e dell’intero Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per restituire dignità a quelle vite, per ricostruire la loro storia e facilitare le procedure di identificazione delle salme, attraverso le richieste dei familiari.

Leggi i commenti