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E Francesco a sorpresa si presenta a San Pietro, oggi sarà all’urbi et orbi

(agf)

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È da quando è tornato a comparire in piazza San Pietro che si era intuito che papa Francesco a Pasqua ci sarebbe stato. È tornato da meno di un mese dall’ospedale, è ancora convalescente, i medici gli raccomandano prudenza, ma nel giorno che commemora la risurrezione di Gesù il pastore non può lasciare da solo il gregge. Quando poi un paio di giorni fa le colonne che incorniciano il loggione centrale di San Pietro sono state rivestite di velluti rossi il sospetto è divenuto una mezza certezza.

Tutto è pronto

Alla fine della messa in piazza San Pietro, a mezzogiorno, tutto è pronto perché Francesco torni ad affacciarsi. Di ufficiale, però, non c’era nulla. Ieri pomeriggio, infine, quando ormai J.D.Vance aveva lasciato il Vaticano, la sala stampa della Santa Sede ha annunciato che il Papa desidera essere presente, e salvo contrordini dell’ultimo momento sarà lui a impartire di persona, pur con qualche difficoltà di movimento, la benedizione urbi et orbi, alla città e al mondo.

Sorprese …

È da quando è tornato a comparire in piazza San Pietro che si era intuito che papa Francesco a Pasqua ci sarebbe stato. È tornato da meno di un mese dall’ospedale, è ancora convalescente, i medici gli raccomandano prudenza, ma nel giorno che commemora la risurrezione di Gesù il pastore non può lasciare da solo il gregge. Quando poi un paio di giorni fa le colonne che incorniciano il loggione centrale di San Pietro sono state rivestite di velluti rossi il sospetto è divenuto una mezza certezza.

Tutto è pronto

Alla fine della messa in piazza San Pietro, a mezzogiorno, tutto è pronto perché Francesco torni ad affacciarsi. Di ufficiale, però, non c’era nulla. Ieri pomeriggio, infine, quando ormai J.D.Vance aveva lasciato il Vaticano, la sala stampa della Santa Sede ha annunciato che il Papa desidera essere presente, e salvo contrordini dell’ultimo momento sarà lui a impartire di persona, pur con qualche difficoltà di movimento, la benedizione urbi et orbi, alla città e al mondo.

Sorprese e logica

Bergoglio, si sa, ama le sorprese, decide all’ultimo in base all’andamento della salute, e poi dipende dal tempo atmosferico. Ma decide seguendo una logica precisa. Non vuole strafare ma c’è. Ieri non ha preso parte alla messa della vigilia, ma un paio d’ore prima è spuntato a San Pietro tra lo stupore degli ultimi pellegrini presenti.

Preghiera in silenzio

Nel sabato santo con il quale la Chiesa commemora la morte di Gesù col silenzio, Francesco, portato in carrozzina dal fidato infermiere Massimiliano Strappetti e seguito dal segretario Juan Cruz Villalon, si è raccolto in silenzio «per essere vicino ai fedeli che nelle prossime ore celebreranno la veglia nella notte santa di Pasqua», ha riferito la sala stampa vaticana.

Usicre a sorpresa

Il venerdì santo non è andato al Colosseo per la Via Crucis ma ha scritto lui le meditazioni che sono state lette lungo le quattordici stazioni della passione di Gesù. E così nei giorni precedenti è uscito sorprendendo talvolta i suoi stessi collaboratori ma seguendo sempre degli obiettivi precisi. Malato tra i malati, ha voluto partecipare al Giubileo dei malati, è tornato sul sagrato di San Pietro per la domenica delle Palme che segna l’inizio della Settimana santa.

Fughe calcolate

Ha fatto una “fuga” nella basilica, coperto con un poncho che ha suscitato molta curiosità, per pregare dinanzi alle tombe dei due Papi che si opposero alla Grande guerra, Pio X e Benedetto XV, è andato a pregare la Madonna a Santa Maria Maggiore, laddove ha deciso che sarà sepolto. Il giovedì santo non ha rinunciato alla tradizione di uscire dal Vaticano per andare ancorché per un breve periodo tra i carcerati di Regina Coeli.

Le ombre di morte

«Non possiamo celebrare la Pasqua senza continuare a fare i conti con le notti che portiamo nel cuore e con le ombre di morte che spesso si addensano sul mondo», ha scritto nell’omelia letta ieri sera dal cardinale decano Giovanni Battista Re. I fedeli sono chiamati a testimoniare la speranza «per coloro ai quali manca la fede nel Signore, per chi ha smarrito la strada, per quelli che si sono arresi o hanno la schiena curva sotto i pesi della vita, per chi è solo o si è chiuso nel proprio dolore, per tutti i poveri e gli oppressi della Terra, per le donne umiliate e uccise, per i bambini mai nati e per quelli maltrattati, per le vittime della guerra».

Con i fedeli dal loggione

Loro oggi Francesco avrà in mente quando tornerà ad affacciarsi da quel loggione centrale di San Pietro dal quale emerse, la prima volta, la sera del Conclave che lo elesse. La voce è ancora flebile, non potrà leggere di persona il messaggio pasquale che dovrebbe affidare al Segretario di Stato Pietro Parolin, giro d’orizzonte dei drammi e delle guerre di tutto il mondo. Ma alla fine sarà lui a benedire i fedeli.

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