Dalla morte di papa Francesco al Conclave: cosa succede ora
di Iacopo ScaramuzziCittà del Vaticano – Ora la macchina vaticana, quell’ingranaggio antico e complesso che per dodici anni lui ha terremotato, riformato, eluso, accompagna Francesco nei rituali successivi alla morte. Prima che la salma di Bergoglio venga trasferita in quella basilica di Santa Maria Maggiore dove ha già fatto predisporre il suo sepolcro per un eterno riposo lontano dal Vaticano.
Verso il Conclave
Dall’inizio della sede vacante, scattata con la morte del Pontefice argentino, il governo è passato per l’ordinaria amministrazione nelle mani dei cardinali. I poteri torneranno pieni quando ci sarà un nuovo Papa. Allergica al vuoto di potere, Santa Romana Chiesa ha affinato nei secoli norme e procedure che fissano paletti molto precisi, e che da ieri come un binario conducono il Vaticano verso il Conclave.
La morte e l’esposizione della salma
Bergoglio è morto nel suo appartamento, la suite 201 di Casa Santa Marta. «Ictus, coma, collasso cardiocircolatorio irreversibile», le cause accertate dal professor Andrea Arcangeli, direttore del dipartimento Igiene e Sanità del Vaticano che molto discretamente ha fatto parte del team medico che lo ha curato in queste settimane difficili. La «constatazione della morte e la deposizione nella bara», avvenuta ieri sera nella cappella della residenza papale, è il primo capitolo del rito delle esequie, dunque già un atto liturgico che prelude al funerale. Insieme ad Arcangeli erano presenti il decano del collegio cardinalizio, Giovanni Battista Re, il cardinale camerlengo Kevin Farrell, che ha presieduto il rito con indosso una stola rossa, il maestro delle celebrazioni pontificie monsignor Diego Ravelli e «i famigliari del Romano Pontefice». Ieri sera sono stati anche apposti i sigilli all’appartamento di Bergoglio a Santa Marta nonché ai locali che in questi dodici anni sono rimasti a sua disposizione, ma lui ha disertato, nel palazzo apostolico.
Ieri si è anche provveduto alla tanatoprassi, disponendo «ogni cosa per una perfetta conservazione della salma, affinché la sua esposizione avvenga con il massimo decoro e rispetto».
La traslazione a San Pietro e i funerali
La salma di Francesco oggi rimane nella cappella dove il Papa ha celebrato messa per tutto il suo pontificato e già ieri sera è iniziato il via vai di cardinali e collaboratori della curia romana per dare al Papa l’ultimo saluto. Da domani dovrebbe essere traslata a San Pietro per poi essere esposta, fino a venerdì sera, alla devozione della folla di fedeli. La decisione finale verrà però presa oggi stesso dai cardinali che, già presenti a Roma in attesa di tutti gli altri porporati in arrivo da tutto il mondo, terranno alle nove la prima congregazione generale: riunioni che precedono, e preparano, il Conclave.
Saranno sempre i porporati a decidere la data dei funerali, che però, in base al protocollo fissato nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, si devono tenere «fra il quarto e il sesto giorno dopo la morte» del Pontefice, ossia tra venerdì e domenica. «Il giorno prescelto sarà sabato 26 aprile», dice il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, ma l’ultima parola spetta al Vaticano.
Le regole semplificate di Francesco per l’addio
Anche i funerali seguono, ovviamente, rigidissime procedure, che però Jorge Mario Bergoglio ha voluto molto semplificare. «Sto rivedendo il rito insieme al maestro di cerimonie in modo che i papi siano vegliati e sepolti come ogni altro figlio della Chiesa», confidò al giornalista Javier Martinez Brocal nel libro Il successore (Marsilio): «Con dignità, come un cristiano qualsiasi, e non sopra dei grossi cuscini». Francesco avrebbe voluto addirittura che la bara venisse chiusa, alla fine si è trovato un compromesso con il maestro delle celebrazioni: la novità, formalizzata nel nuovo libro dell’ Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, prevede che non ci sia più una tripla bara di cipresso, piombo e rovere, ma una semplice bara, niente catafalco per l’esposizione in basilica e non sarà posto accanto alla bara il pastorale papale. Esequie, come ha chiosato monsignor Diego Ravelli, «di un pastore e discepolo di Cristo e non di un potente di questo mondo». Ai funerali arriveranno leader politici di tutto il mondo, Donald Trump ha già annunciato la sua presenza insieme alla first lady Melania.
Le altre tappe
Dopo le esequie il calendario continua a proseguire secondo regole e tempi precisi. Per nove giorni si tengono messe in suffragio dell’anima di Francesco, i novendiali, poi, dopo che i cardinali esauriscono le discussioni per individuare l’identikit del nuovo Papa, si aprirà il Conclave, tra 15 e 20 giorni dopo il decesso di Francesco, ossia al più tardi il 10 maggio. Ma per allora i resti mortali di Bergoglio saranno seppelliti a Santa Maria Maggiore. Sarebbe il primo Papa del Novecento, ma non il primo in assoluto, Francesco, a riposare fuori dal Vaticano. Chissà se ha pensato all’olandese Adriano VI, che visse all’epoca della riforma luterana, «chiedendo espressamente perdono per i peccati dei prelati della Curia Romana», ha notato Bergoglio, aggiungendo: «Coraggioso, oggi avrebbe tanto lavoro».