Papa Francesco, già sofferente per la bronchite, coltivava il progetto di recarsi in viaggio a Gaza, per visitare di persona quella parrocchia della Sacra famiglia, unica parrocchia cattolica della Striscia, alla quale ha telefonato ogni sera dall’inizio dell’intervento militare israeliano e ha continuato a telefonare anche nelle ultime settimane di vita. A raccontare questo inedito è il giornalista Lucio Brunelli, amico di lunga data di Bergoglio, in un articolo apparso sull’Osservatore Romano nel quale riporta anche che il Pontefice argentino gli confidò per iscritto, con il suo tipico linguaggio che intrecciava italiano e spagnolo, che avrebbe provato a “sondegiare” il suo progetto con la Segreteria di Stato.
“Sondegiare” l’ipotesi
“Il 20 gennaio scorso, già con quella brutta bronchite che provocò il ricovero al Gemelli”, scrive Brunelli, ex vaticanista del Tg2 ed ex direttore delle news di Tv2000, “mi confidò il desiderio di compiere un viaggio a Gaza, una visita pastorale al…
Papa Francesco, già sofferente per la bronchite, coltivava il progetto di recarsi in viaggio a Gaza, per visitare di persona quella parrocchia della Sacra famiglia, unica parrocchia cattolica della Striscia, alla quale ha telefonato ogni sera dall’inizio dell’intervento militare israeliano e ha continuato a telefonare anche nelle ultime settimane di vita. A raccontare questo inedito è il giornalista Lucio Brunelli, amico di lunga data di Bergoglio, in un articolo apparso sull’Osservatore Romano nel quale riporta anche che il Pontefice argentino gli confidò per iscritto, con il suo tipico linguaggio che intrecciava italiano e spagnolo, che avrebbe provato a “sondegiare” il suo progetto con la Segreteria di Stato.
“Sondegiare” l’ipotesi
“Il 20 gennaio scorso, già con quella brutta bronchite che provocò il ricovero al Gemelli”, scrive Brunelli, ex vaticanista del Tg2 ed ex direttore delle news di Tv2000, “mi confidò il desiderio di compiere un viaggio a Gaza, una visita pastorale alla piccola comunità cattolica, con cui era stato sempre in contatto telefonico dall’inizio dei bombardamenti israeliani”. Francesco è stato ricoverato il 14 febbraio, è stato dimesso dal Gemelli il 23 marzo ed è morto il 21 aprile. “L’immagine del Papa, in carrozzina, tra le macerie della guerra”, prosegue il giornalista amico del Papa, “sarebbe stata un messaggio potente di vicinanza a tutta la popolazione palestinese. ‘Sarebbe una buona cosa’ scriveva. Aggiungendo: ‘ne parlerò con la Segreteria di Stato per “sondegiare” la cosa’.
L’aggravarsi delle condizioni di salute – prosegue Brunelli – bloccò forse ogni verifica. Un viaggio che sarebbe stato impossibile, probabilmente, in ogni caso, per motivi politici. Ma commuove il pensiero del Papa quasi novantenne, malato, che desiderava essere fisicamente vicino alla popolazione della Striscia di Gaza, come lo era stato con i familiari delle vittime israeliane delle stragi del 7 ottobre e dei rapiti da Hamas. Segno – conclude il giornalista amico del Papa – di quella compassione per l’uomo propria di Cristo, di cui Francesco ha domandato al Signore di essere un povero testimone”.