Gli americani guarderanno il Vaticano dall’alto, prima di entrare in Conclave. I cardinali alloggeranno infatti al North American College sul Gianicolo, la collina con vista su San Pietro, dove gli statunitensi abitarono già nel 2013, in occasione dell’elezione di Bergoglio. Ma in questa occasione, a differenza della volta scorsa, non convocheranno conferenze stampa per preannunciare i loro orientamenti. Dodici anni fa vennero ripresi severamente dai cardinali Sodano e Bertone, irritati da quelle esternazioni irrituali nelle quali chiedevano una svolta per la chiesa durante le “congregazioni”, che sono le riunioni preparatorie del Conclave, dove si discutono quelle che dovranno essere le caratteristiche del nuovo pontefice, le sue attenzioni.
I gesuiti s…
Gli americani guarderanno il Vaticano dall’alto, prima di entrare in Conclave. I cardinali alloggeranno infatti al North American College sul Gianicolo, la collina con vista su San Pietro, dove gli statunitensi abitarono già nel 2013, in occasione dell’elezione di Bergoglio. Ma in questa occasione, a differenza della volta scorsa, non convocheranno conferenze stampa per preannunciare i loro orientamenti. Dodici anni fa vennero ripresi severamente dai cardinali Sodano e Bertone, irritati da quelle esternazioni irrituali nelle quali chiedevano una svolta per la chiesa durante le “congregazioni”, che sono le riunioni preparatorie del Conclave, dove si discutono quelle che dovranno essere le caratteristiche del nuovo pontefice, le sue attenzioni.
I gesuiti staranno nella loro Curia generalizia, a borgo Santo Spirito, a 50 metri da San Pietro, luogo topico per la Curia romana dato che anche lì si svolgono le riunioni generali dei dicasteri. Non vi dormì Bergoglio, prima di diventare Francesco. Il suo rapporto con la Compagnia di Gesù è sempre stato abbastanza “dialettico”. Nei giorni antecedenti il Conclave del dopo Ratzinger, Bergoglio arrivato da Buenos Aires alloggiò infatti alla Casa internazionale del clero, in via della Scrofa, dove in questi giorni stanno arrivando cardinali da tutto il mondo. L’emozione sarà tanta anche nel ricordare che qui Francesco mostrò per la prima volta al mondo il suo carattere e i suoi intendimenti: dopo l’elezione non mandò, come ci si sarebbe aspettati, un valletto a prendere la valigia con i suoi abiti. Andò di persona a ritirarla, suscitando enorme stupore anche perché volle pagare di tasca sua il conto.
Altre delegazioni nazionali andranno per lo più nelle sedi storiche di riferimento: i francesi al Pontificio Seminario Francese in via di Santa Chiara, dove ha un suo appartamento uno dei “papabili”, il cardinale Jean-Marc Aveline, 66 anni, arcivescovo di Marsiglia. Il teologo astro nascente del cattolicesimo francese, viene infatti regolarmente a Roma perché dal 2022 Francesco lo volle membro del Dicastero per i vescovi e del Dicastero per il dialogo interreligioso.
I porporati spagnoli sono indirizzati al Pontificio collegio spagnolo in via di Torre Rossa, mentre altri, fra i quali i brasiliani, saranno ospiti della Domus Romana Sacerdotalis in via Traspontina, un pensionato voluto da Pio XII per ospitare i pellegrini nel 1950, sul Lungotevere vicino a via Conciliazione. Alcune porpore arrivate da ogni parte del mondo, con voli intercontinentali, sono già nelle loro stanze a Casa Santa Marta, dove abitava e dove è morto Francesco. Nella moderna ma spartana residenza all’interno delle mura vaticane, per tutta la durata del Conclave, risiederanno i cardinali elettori, senza poter uscire né comunicare con l’esterno.