Una partita a scacchi difficilissima e mai come in questa luttuosa occasione più politica che mai. Tanto che a ventiquattro ore dall’inizio dei funerali di papa Francesco, sulla disposizione dei posti delle delegazioni mondiali, dei capi di stato e di governo, dei re e delle regine, dei potenti della terra sul sagrato della basilica di San Pietro, ci sono ancora non poche incertezze. Di certo invece, anche se assai meno strategico, c’è il rigoroso dress code richiesto dal Vaticano secondo tradizionalissimi e infrangibili protocolli. Il colore sarà il nero, ca va sans dire. Per i maschi completo scuro con cravatta nera lunga e un bottone dello stesso colore sul bavero sinistro della giacca, a meno di non poter esibire una sobria onorificenza vaticana. Per le donne abiti neri, possibilmente lunghi o almeno sotto il ginocchio, guanti e velette o mantiglie sempre total black, unico ornamento ammesso un filo di perle.
I posti dunque. La diplomazia vaticana ha questa volta l’arduo compito di sistemare al lato destro della bara di papa Francesco, 170 delegazioni provenienti da tutto il mondo e 10 famiglie reali. (Il lato sinistro infatti è destinato ai cardinali). Con la differenza, rispetto ai funerali di Karol Wojtyla e di Joseph Ratzinger, che oggi in Europa c’è una guerra in Ucraina, c’è Donald Trump che sta sconvolgendo gli equilibri mondiali e molti ex amici oggi nemici potrebbero ritrovarsi seduti gli uni accanto agli altri.
In ogni caso il protocollo vaticano prevede che i posti assegnati vengano poi scanditi, tradizionalmente, con l’ordine dell’alfabeto francese. Quindi, per fare un esempio, gli Stati Uniti, saranno alla lettera “E” (États-Unis) e Donald Trump – tra i primi ad annunciare la sua presenza con la moglie Melania - potrebbe dunque sedere tra due Stati africani: Eswatini ed Etiopia. Vedremo. L’evento si annuncia però grandioso. E vista la grandissima affluenza una nuova area riservata è stata addirittura creata alle spalle della scalinata della basilica, davanti alla statua di San Paolo. Qui potrebbero trovare posto membri extra-delegazioni, ma comunque di rango, l’ex presidente americano Biden, ad esempio.
In ogni caso, la scacchiera, un vero e proprio risiko, dovrebbe essere così composta. I potenti del mondo siederanno alla destra del sagrato, dove il cardinale Giovanni Battista Re celebrerà i funerali di Francesco. In prima fila i rappresentanti di Italia e Argentina, quindi il presidente Mattarella con la figlia Laura e la premier Giorgia Meloni, insieme al presidente Milei e alla sua delegazione.
Nella seconda fila ci saranno i membri delle case reali cattoliche, poi quelle non cattoliche, quindi i rappresentanti dei governi delle altre nazioni, disposti in ordine di importanza decrescente a partire dal capo delegazione. Si inizia, procedendo dalle file più vicine alla bara, con i paesi rappresentati da un capo di Stato, seguiti da quelli che hanno inviato a Roma un capo di governo, un ministro o una ministra, e infine ambasciatori e ambasciatrici.
Il tutto, come dicevamo, secondo l’alfabeto francese: il che vuol dire, ad esempio, che Trump potrebbe trovarsi molto vicino al presidente francese Emmanuel Macron, assai lontano invece da Volodymyr Zelensky che ha già fatto sapere di aver chiesto un incontro al capo della Casa Bianca a margine della cerimonia.
Folta la partecipazione delle case reali, sedute sempre alla destra del sagrato: il Regno Unito sarà rappresentato, dall'erede al trono, il principe William, per la “cattolicissima” Spagna, ci sarà Felipe con la regina Letizia, quindi i reali del Belgio, Filippo e Matilde, principe Alberto di Monaco con la moglie Charlène. A seguire le case reali non cattoliche come la Svezia, con re Gustavo e la consorte Silvia e il principe ereditario Haakon di Norvegia con la principessa Mette-Marit.
E per quanto riguarda il capitolo dinastie coronate, c’è una particolarità che riguarda i reali olandesi, Guglielmo Alessandro e la regina Maxima. Di fede protestante hanno rinunciato a partecipare alle esequie di papa Francesco per la concomitanza della data con il “Giorno del Re” che celebra il compleanno del sovrano. Una decisione sofferta, visto che la regina è invece non solo cattolica e argentina.
Questo dunque è lo scenario, il colpo d’occhio che il mondo si troverà di fronte domani alle 10, quando la bara di Francesco partirà per l’ultimo viaggio verso la tomba di Santa Maria Maggiore. Con un cromatismo molto definito: a destra il nero degli abiti a lutto e delle velette di pizzo, a sinistra il rosso delle porpore cardinalizie, davanti l’immenso, colorato, affranto popolo di papa Francesco.