Fretta e prudenza, il desiderio di arrivare presto a chiudere il vuoto di potere e la consapevolezza che comporre tante variabili non sarà affatto facile. Si muove tra queste due tendenze la preparazione del Conclave che eleggerà il successore di papa Francesco. La data di apertura potrebbe essere il cinque o il sei di maggio.
A Roma fino a ieri mattina c’erano solo 113 cardinali su 252, neppure la metà, con meno di ottant’anni, sono elettori. Quasi tutti i 135 elettori, però, hanno già risposto che arriveranno, in Vaticano si attendono le ultime adesioni per ufficializzare i numeri finali, e dovrebbero arrivare a Roma in queste ore e partecipare tutti o quasi ai funerali del Papa.
Fretta e prudenza, il desiderio di arrivare presto a chiudere il vuoto di potere e la consapevolezza che comporre tante variabili non sarà affatto facile. Si muove tra queste due tendenze la preparazione del Conclave che eleggerà il successore di papa Francesco. La data di apertura potrebbe essere il cinque o il sei di maggio.
A Roma fino a ieri mattina c’erano solo 113 cardinali su 252, neppure la metà, con meno di ottant’anni, sono elettori. Quasi tutti i 135 elettori, però, hanno già risposto che arriveranno, in Vaticano si attendono le ultime adesioni per ufficializzare i numeri finali, e dovrebbero arrivare a Roma in queste ore e partecipare tutti o quasi ai funerali del Papa.
L’inizio del dibattito
Durante la terza congregazione generale, che si è prolungata più del previsto, i porporati non si sono limitati a licenziare le incombenze procedurali, ma «hanno cominciato la conversazione sulla Chiesa e sul mondo», ha riferito la sala stampa vaticana, un linguaggio ellittico che significa che i porporati hanno iniziato a parlare di quali sono i problemi e le priorità della Chiesa, e qual è l’identikit ideale per fare il Papa. «Ognuno dice la sua», nota con una punta di humor un porporato, «ci sono idee diverse ma troveremo una sintesi».
L’atmosfera è ancora leggera, non è il momento delle decisioni gravi, a metà della riunione, a metà mattinata, un po’ di porporati escono all’aperto per una pausa e chiacchierano tra loro. In tutto sono intervenuti 34 cardinali ha fatto sapere il Vaticano, che di queste riunioni a porte chiuse si limita a riferire i tratti essenziali.
Le tempistiche
Quanto alla tempistica, ufficialmente non è stato deciso ancora niente, e le idee non coincidono. Il cardinale tedesco Rainer Maria Woelki, in arrivo a Roma, ha ricordato che molti cardinali non si conoscono tra di loro e avranno pertanto bisogno di tempo per famigliarizzare. Ma una ipotesi che sta prendendo corpo è quella di iniziare il Conclave il cinque o sei maggio: i funerali di sabato marcano, infatti, l’inizio dei cosiddetti novendiali, i nove giorni durante i quali si celebrano messe in suffragio del Papa defunto. L’ultima messa sarà domenica quattro maggio, dal giorno dopo, o da quello successivo, i cardinali elettori potrebbero recarsi in Cappella Sistina per iniziare a votare. «È probabile», ha confermato il cardinale Jean-Claude Hollerich a margine di una messa celebrata insieme al cardinale Jean-Marc Aveline ieri sera nella chiesa di San Luigi dei Francesi.
La normativa lo permette: la costituzione apostolica Universi Dominici Gregis prevede che il Conclave inizia tra i 15 e i 20 giorni successivi alla morte del Pontefice: dunque dal 6 al 10 maggio. Ma Benedetto XVI introdusse un emendamento alla normativa, autorizzando le congregazioni generali a decidere di anticipare l’inizio qualora a Roma fossero già giunti tutti i cardinali, cosa che era difficile nell’antichità, ma in tempi moderni, con i mezzi di trasporto, è più che normale. Sarebbe dunque possibile iniziare il 6 o anche anticipare al 5 maggio. Dal 28 aprile, ad ogni modo, la Cappella Sistina è chiusa al pubblico, rimangono invece aperti i Musei Vaticani.
Il nodo Becciu
Nel frattempo non si è sciolto il nodo Becciu. Il cardinale Angelo Becciu, condannato dal tribunale vaticano nel noto caso della compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra, fu sospeso da papa Francesco dalle prerogative legate al cardinalato. Non ha dunque il diritto di entrare in Conclave, ma eleggere un Papa, oltre che un diritto, è anche un dovere di un cardinale: negargli di partecipare potrebbe dunque configurarsi come una violazione. «Il tema sarà discusso, per il momento non possiamo dire niente», ha detto ieri il cardinale Fernando Filoni interpellato dai giornalisti mentre si recava nell’aula nuova del Sinodo per partecipare alla congregazione generale. Ma i cardinali possono prendere una decisione in merito? «Si studierà», ha risposto il porporato pugliese. Il nodo è se i cardinali, che durante la sede vacante governano la Chiesa cattolica nella sua ordinaria amministrazione, hanno la potestà per prendere una decisione che corregga un Pontefice. «Per me c’è una decisione del Papa e non può essere ribaltata», ha detto da parte sua il cardinale Hollerich.