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Impasse sul caso Becciu ma il cardinale insiste: “Io potrò votare”

Giovanni Angelo Becciu 

 

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Il porporato privato dei suoi diritti da Francesco: “Mi disse di aver trovato una soluzione”. Paglia lo smentisce: “Il caso è chiuso: è già fuori”
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CITTA’ DEL VATICANO – Si avvierebbe a conclusione il caso Becciu che in questi giorni ha continuato a tenere banco nelle discussioni d’aula e nei pourparlers dei cardinali riuniti in questi giorni in Vaticano in vista del Conclave. Se la sala stampa vaticana rimanda ogni comunicazione ufficiale a dopo i funerali di papa Francesco, e se svariati cardinali arrivati da paesi lontani non considerano la vicenda del porporato sardo così cruciale per i destini della Chiesa mondiale, la questione è però intricata. Ed è stata oggetto di schermaglie a porte chiuse, interpretazioni e anche narrative diverse.

Il pregresso è noto. Nel settembre 2020 papa Francesco ha rimosso il cardinale dal ruolo di prefetto della congregazione delle Cause dei santi e lo ha privato dei «d…

CITTA’ DEL VATICANO – Si avvierebbe a conclusione il caso Becciu che in questi giorni ha continuato a tenere banco nelle discussioni d’aula e nei pourparlers dei cardinali riuniti in questi giorni in Vaticano in vista del Conclave. Se la sala stampa vaticana rimanda ogni comunicazione ufficiale a dopo i funerali di papa Francesco, e se svariati cardinali arrivati da paesi lontani non considerano la vicenda del porporato sardo così cruciale per i destini della Chiesa mondiale, la questione è però intricata. Ed è stata oggetto di schermaglie a porte chiuse, interpretazioni e anche narrative diverse.

Il pregresso è noto. Nel settembre 2020 papa Francesco ha rimosso il cardinale dal ruolo di prefetto della congregazione delle Cause dei santi e lo ha privato dei «diritti connessi al Cardinalato». Da lì a poco Becciu, che è comunque rimasto cardinale, è finito sotto processo nel tribunale vaticano — e infine è stato condannato in primo grado a dicembre 2023 — per la compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra deciso all’epoca in cui il cardinale era Sostituto agli affari generali della Segreteria di Stato. Da allora Francesco ha permesso a Becciu, di volta in volta, di partecipare ai concistori, ma non gli ha mai restituito i «diritti» perduti, ed è morto senza aver sciolto il nodo. Ora, tra i diritti di un cardinale c’è quello di entrare in Conclave, ma eleggere un nuovo Papa è anche un obbligo. E dunque se Becciu non partecipa viene meno a questo obbligo ma se partecipa viola la disposizione papale. Il rebus ne contiene un altro: possono essere le congregazioni generali a risolvere il dilemma, e restituire al cardinale i suoi diritti o no? E su questo le opinioni divergono. Il porporato, che ha partecipato alle riunioni dei cardinali, ha chiesto di essere riabilitato. Ma un fronte trasversale di cardinali ritiene che loro non abbiano la potestà di prendere una simile decisione. «Non potrei pensare che questa decisione sia affidata all’insieme dei cardinali che si riuniscono», ha detto il cardinale Agostino Marchetto, diplomatico di lungo corso, «queste cose riguardano il futuro Papa». Per il cardinale gesuita Jean-Claude Hollerich, «c’è una decisione papale e non penso che i cardinali possano ribaltarla».

All’agenzia Reuters Becciu ha raccontato che a gennaio aveva incontrato il Papa, subito prima che venisse ricoverato, il quale gli avrebbe detto: «Penso di aver trovato una soluzione». Giovanni Maria Vian, ex direttore dell’Osservatore Romano, ha scritto sul Domani che il cardinale Pietro Parolin «avrebbe mostrato a Becciu due lettere dattiloscritte e siglate dal pontefice con la F che lo escluderebbero dal Conclave: una del 2023 e l’altra dello scorso mese di marzo». C’è chi ipotizza che il Papa stesse preparando un chirografo, ossia un documento autografo, su questa vicenda. Di certo Oltretevere riferiscono che nel corso dei mesi passati più volte il Papa, interpellato sull’affaire Becciu, ha evitato di sciogliere le sue riserve, lasciando indefinita la situazione del cardinale. E del resto dal 2022 non ha mai sentito la necessità di reinserire il cardinale nei suoi diritti. Ora anche persone prossime a Becciu gli hanno consigliato di fare il beau geste del passo indietro per non mettere in difficoltà l’intero collegio cardinalizio, oltretutto con il rischio di allungare un’ombra caotica sui cardinali italiani. Il caso Becciu? «Credo sia stato chiuso, non esiste più», ha detto monsignor Vincenzo Paglia, intervistato ieri sera a Tg2Post. Quindi non potrà votare? «Non credo, ma è un problema veramente molto secondario». I cardinali arrivati a Roma — ieri erano 149 su 252 — hanno molti altri temi da discutere per il futuro prossimo della Chiesa.

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