Cronaca

Cancellato il murale di Laika per papa Francesco. L’artista: “La censura non mi sorprende”

Cancellato il murale di Laika per papa Francesco. L’artista: “La censura non mi sorprende”

Il graffito in bianco e nero, apparso due giorni fa in via Nicolò Piccolomini, vicino al Vaticano, raffigurava un Pontefice in paradiso scrutare dubbioso la lista dei convenuti alle sue esequie

1 minuti di lettura

Qualcuno avrà pensato che avrebbe dato fastidio agli ospiti internazionali. Non ha resistito nemmeno 48 ore il murale apparso in Via Nicolò Piccolomini a Roma in occasione dei funerali di papa Francesco. È stato prontamente cancellato la notte scorsa, appena prima dell'avvio delle celebrazioni. Troppo sfacciato, evidentemente, il riferimento ai politici nazionali e internazionali da parte dell'autrice, la street artist romana Laika 1954.

“Non mi sorprende questa notizia – ha commentato l'artista – quasi sempre le mie opere vengono cancellate o rimosse. I miei lavori portano messaggi chiari, prese di posizione nette, e questo inevitabilmente mi rende ‘divisiv*’. In quella lista c’erano nomi che, purtroppo, molti continuano ad apprezzare proprio per le loro politiche xenofobe, razziste e guerrafondaie. Stiamo vivendo un nuovo Medioevo, e la censura non mi stupisce affatto. Anzi, credo che abbiano agito persino troppo tardi: quell’immagine ha già fatto il giro del mondo. Rimuoverla non fa che amplificarne ancora di più la forza”.

“Gli Invitati”, il titolo del graffito in bianco e nero, vedeva un Pontefice in paradiso con l'aureola scrutare dubbioso la lista dei convenuti alle sue esequie. Donald Trump, Milei, Von der Leyen, Salvini e Piantedosi. Così, per evitare lamentele o incidenti diplomatici, in verità molto remoti, una manina accorta e probabilmente istituzionale ha steso un colpo di bianco sulla parete.

“È la prima volta che ritraggo il Papa nei miei poster – aveva scritto il 24 aprile Laika sul suo profilo Istagram – proprio perché la Chiesa è un mondo estremamente lontano da me, soprattutto in termini di diritti civili. Ma non si può negare che Francesco sia stato un Papa attento ai migranti, al massacro dei palestinesi a Gaza e contrario al riarmo, in nome di una pace senza armi. Volevo giusto fare una breve riflessione sulla ‘sfilata di ipocrisia’ che si terrà questo sabato”.

(afp)

E aveva proseguito: “Al suo funerale ci saranno Donald Trump, criticato per le deportazioni di massa di migranti negli Stati Uniti; Javier Milei, presidente argentino di estrema destra, accusato di smantellare lo stato di diritto e promotore di politiche xenofobe; Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, sostenitrice del riarmo europeo e contraria a politiche di accoglienza; Matteo Salvini, mai ricevuto da Papa Francesco durante il suo pontificato; Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno, promotore del discusso Decreto Cutro.?Penso che Francesco, se avesse potuto, quei nomi sulla sua ‘guest list’ li avrebbe depennati volentieri“.

Laika non è nuova a questo trattamento che lei definisce “censura”. Nel 2021 era stato cancellato il suo murale intitolato “Zapatos rojos, save Afghan women” in difesa dei diritti calpestati delle donne afghane.

I commenti dei lettori