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Sepolto papa Francesco, Santa Maria Maggiore sorvegliata speciale: da oggi i pellegrinaggi

Roma, Funerali di Papa Francesco Tumulazione nella Basilica di Santa Maria Maggiore Vatican Media (ROMA - ,

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I primi visitatori saranno i giovani arrivati da tutto il mondo per il Giubileo degli adolescenti
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ROMA – Un rito semplice, quasi essenziale, volutamente privato. Lontano da piazza San Pietro, dalla solennità di una cerimonia che, pur sfrondata di lussi e riti, ha visto sfilare capi di Stato, reali e alti prelati, la tumulazione voluta da papa Francesco è un addio intimo. Breve, mezz’ora appena. Per pochi. Ci sono solo il cardinale camerlengo Kevin Joseph Farrell, che presiede il rito, il decano del Collegio cardinalizio, Giovanni Battista Re e i porporati più alti nell’ordine dei cardinali vescovi, come il segretario di Stato della Santa sede Pietro Parolin. E poi vescovi, canonici e penitenzieri, ma solo quelli previsti nella Notificazione dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche, più i familiari del Pontefice defunto che per salutarlo sono arrivati anche dall’Argentina.

ROMA – Un rito semplice, quasi essenziale, volutamente privato. Lontano da piazza San Pietro, dalla solennità di una cerimonia che, pur sfrondata di lussi e riti, ha visto sfilare capi di Stato, reali e alti prelati, la tumulazione voluta da papa Francesco è un addio intimo. Breve, mezz’ora appena. Per pochi. Ci sono solo il cardinale camerlengo Kevin Joseph Farrell, che presiede il rito, il decano del Collegio cardinalizio, Giovanni Battista Re e i porporati più alti nell’ordine dei cardinali vescovi, come il segretario di Stato della Santa sede Pietro Parolin. E poi vescovi, canonici e penitenzieri, ma solo quelli previsti nella Notificazione dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche, più i familiari del Pontefice defunto che per salutarlo sono arrivati anche dall’Argentina.

A Santa Maria Maggiore, dopo che la bara è entrata nella navata sulle spalle dei dodici sediari, anche le telecamere che hanno seguito in diretta il lungo addio a papa Francesco si spengono. Solo qualche ora dopo, la sala stampa vaticana rilascia un breve video e qualche foto.

Non si vede la bara «calata nella nuda terra» - così lui stesso ha disposto nel suo testamento - mentre nella basilica risuona il Regina Coeli, tanto meno il momento in cui la lapide viene poggiata sul suo sepolcro, predisposto tra la Cappella paolina, ‘casa’ della Salus, e la Cappella Sforza, in una nicchia accessibile anche dal lato sinistro della navata. Non viene mostrata neanche la sua lapide, ma già si sa che per espressa volontà del Pontefice è una semplice lastra di marmo - pietra ligure, come la terra dei suoi avi - con sopra solo la scritta: «Franciscus».

Sul muro grigio che la sovrasta, unicamente un piccolo bassorilievo, riproduzione fedele in pietra della croce pettorale di papa Francesco, il primo segno della sua “rivoluzione”. Quella dei suoi predecessori, come di molti alti prelati è d’oro. La sua, con cui si è mostrato al mondo appena dopo l’elezione affacciandosi al Loggione di San Pietro, era di ferro, come quella che aveva da vescovo.

Una croce “povera”, come la bara, in legno di cipresso, a cui uno dopo l’altro si avvicendano i cardinali per l’apposizione dei sigilli del cardinale camerlengo Kevin Farrell, della prefettura della Casa pontificia, dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche e del Capitolo liberiano. A tumulazione terminata, l’ultima formalità: viene redatto, letto e sottoscritto l’atto autentico che fa fede dell’avvenuta tumulazione.

A partire da questa mattina, la tomba di papa Francesco sarà visitabile, diventando luogo di pellegrinaggio per centinaia di migliaia di fedeli, a partire dai ragazzi arrivati da tutto il mondo per il Giubileo degli adolescenti. E Santa Maria Maggiore, ha annunciato il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, «dovrà essere preservata al pari di piazza San Pietro per quell’afflusso straordinario di persone che ci sarà da qui in futuro».

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