Città del Vaticano – Il quorum si abbassa: nella Cappella Sistina ci saranno due cardinali in meno, bloccati da problemi di salute. Serviranno quindi 89 voti per eleggere il papa. Chi riuscirà a ottenerli e in quanto tempo? I porporati sfilano via veloci per evitare l’assalto dei giornalisti davanti al varco dell’ex Sant’Uffizio, la porta più vicina alla sala del Sinodo che ospita le congregazioni generali preliminari al conclave. Il patriarca iracheno Louis Raphael I Sako dispensa ottimismo: «Sarà breve.
Al massimo due o tre giorni di votazioni, io ho già le idee chiare». E invoca «continuità con papa Francesco». Il gesuita Jean-Claude Hollerich si spinge oltre e nell’esaltare il percorso di sinodalità voluto da Bergoglio mette di fatto sul tavolo la candidatura di Mario Grech, che del sinodo è stato regista. C’è anche chi è meno entusiasta: per ora, dice a microfoni spenti il presule di una diocesi extrauropea, il dibattito è frammentario e stenta a decollare. Però gli spunti n…
Città del Vaticano – Il quorum si abbassa: nella Cappella Sistina ci saranno due cardinali in meno, bloccati da problemi di salute. Serviranno quindi 89 voti per eleggere il papa. Chi riuscirà a ottenerli e in quanto tempo? I porporati sfilano via veloci per evitare l’assalto dei giornalisti davanti al varco dell’ex Sant’Uffizio, la porta più vicina alla sala del Sinodo che ospita le congregazioni generali preliminari al conclave. Il patriarca iracheno Louis Raphael I Sako dispensa ottimismo: «Sarà breve.
Al massimo due o tre giorni di votazioni, io ho già le idee chiare». E invoca «continuità con papa Francesco». Il gesuita Jean-Claude Hollerich si spinge oltre e nell’esaltare il percorso di sinodalità voluto da Bergoglio mette di fatto sul tavolo la candidatura di Mario Grech, che del sinodo è stato regista. C’è anche chi è meno entusiasta: per ora, dice a microfoni spenti il presule di una diocesi extrauropea, il dibattito è frammentario e stenta a decollare. Però gli spunti non mancano: «Abbiamo ascoltato una testimonianza dall’Asia, lì c’è una Chiesa in espansione, più vitale di quella europea», rivela il cardinale Giuseppe Versaldi. Poi si lascia scappare: «Dovremmo guardare in quella direzione».
Alla congregazione generale di ieri gli interventi sono stati una ventina. Si è discusso del ruolo dei cattolici rispetto ai temi contemporanei: pace, relativismo, solitudine. In confronto al 2013, quando imperversava lo scandalo Vatileaks, appare meno centrale la questione della curia. Solo accenni ai problemi finanziari della Santa Sede. «Se ne parlerà nei prossimi giorni», fa trapelare un cardinale senza volersi esporre. Ma un elettore italiano che conosce bene i palazzi vaticani ridimensiona: «Nell’ultimo conclave c’era lo shock della rinuncia di Benedetto XVI, stavolta è diverso». L’abate Donato Ogliari, primo predicatore esterno chiamato a parlare ai porporati, è stato però chiaro nel ricordare le piaghe sempre attuali, a partire da quella «purulenta» degli abusi sessuali. E ha rilevato «uno smarrimento generalizzato che serpeggia nella Chiesa»: per la rarefazione delle vocazioni, la crisi del «modello parrocchia», il clericalismo, le difficoltà nel far emergere il ruolo delle donne.
Nell’aula erano presenti 183 cardinali: 124 di loro hanno meno di 80 anni e si avvieranno il 7 maggio verso la Sistina. La cerimonia, è stato deciso ieri, inizierà alle 16.30 con il giuramento e la processione. E il quadro si sta ormai completando, si attendono solo altri nove elettori dopo l’annuncio delle due defezioni. Il portavoce vaticano, Matteo Bruni, non ha voluto comunicare i nomi degli ecclesiastici malati. Uno è sicuramente lo spagnolo Antonio Canizares Llovera, arcivescovo emerito di Valencia. L’altro sarebbe il keniano John Njue, uno dei due africani per i quali di recente era stata posticipata sull’annuario pontificio la data dell’ottantesimo compleanno prolungando di conseguenza lo status di elettore.
Le assenze forzate si aggiungono alla conferma dell’esclusione di Angelo Becciu e riducono il numero di votanti a 133. Secondo la costituzione Universi dominici gregis, il quorum per far scattare la fumata bianca è di due terzi “computati sulla totalità degli elettori presenti”. Nel caso in cui il numero dei cardinali “non possa essere diviso in tre parti uguali”, è richiesto “un suffragio in più”. Quindi 89. Tanti: Bergoglio fu eletto al quinto scrutinio con 85, Ratzinger al quarto con 84. Ma questo è il conclave più affollato e variegato della storia.