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Fusione nucleare, avanti con il reattore Iter: montati i magneti che ospiteranno il Sole sulla Terra

Fusione nucleare, avanti con il reattore Iter: montati i magneti che ospiteranno il Sole sulla Terra

La fusione è la reazione che alimenta le stelle e può fornire energia abbondante e pulita. Avviene però a una temperatura di 150 milioni di gradi. Il progetto internazionale Iter ha costruito in Francia il “contenitore” che potrà mantenerla

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Il sole ha una nuova casa. È stata costruita in Francia, a Cadarache. Se una scintilla di stella sarà davvero creata sulla Terra – come promette il progetto Iter – il suo nido da oggi è pronto.

È fatto per ora di 18 magneti allineati. Il loro grigio metallico non è il massimo della poesia, ma solo creando un campo magnetico intensissimo, tanto forte da poter sollevare una portaerei, sarà un giorno possibile contenere e confinare in pochi metri cubi la reazione che alimenta le stelle: quella fusione nucleare che per innescarsi sulla Terra ha bisogno di riscaldare il suo combustibile a 150 milioni di gradi.

Il reattore prende forma

Il reattore per la fusione nucleare Iter, a Cadarache nella Francia del sud, ha appena completato l’allineamento e il montaggio dei suoi magneti. Sono stati disposti in modo da creare uno spazio vuoto a forma di ciambella: il tokamak.

La sua altezza è pari a quella di un edificio di cinque piani, largo trenta metri, il peso di 3mila tonnellate equivale quattro jumbo a pieno carico. Al suo interno però ospiterà solo pochi grammi di combustibile: deuterio e trizio sotto forma di gas.

Come avviene la fusione nucleare

Riscaldati da correnti elettriche intensissime, questi due elementi dall’approvvigionamento relativamente facile, raggiungeranno i 150 milioni di gradi, 10 volte la temperatura del centro del sole. I loro nuclei leggeri a quel punto cominceranno a fondersi come avviene nelle stelle, liberando energia sotto forma di calore, che verrà trasformato in elettricità.

Il tokamak è solo uno dei componenti di un reattore a fusione nucleare. Molto altro resta da costruire a Cadarache. Il suo completamento in tre anni di lavoro però rappresenta un’accelerazione rispetto alle prime fasi di costruzione dell’impianto, ideato negli anni ’80 durante un vertice fra Reagan e Gorbaciov, proprio per dotare il mondo di una fonte di energia abbondante e pulita.

Dallo scoraggiamento ai successi

Il primo magnete, inserito nel 2022, fu poi estratto per un difetto di fabbricazione, portando a Cadarache un umore non certo stellare. Anche oggi, con un entusiasmo assai più brillante, non si smette di ricordare che i primi test del reattore, se tutto andrà bene, non sono previsti prima del 2034.

L’energia da fusione è una preziosa eredità da lasciare ai figli, non una soluzione per l’oggi.Il gioco però potrebbe valere la candela (incluso un costo stimato di 20 miliardi). Iter promette di generare dieci volte l’energia di cui ha bisogno per riscaldare e confinare il combustibile, senza emissioni inquinanti e con un livello di radiazioni minimo rispetto alla fissione, la reazione delle centrali nucleari usate oggi.

Il reattore che sta unendo il mondo

“Ciò che rende Iter unico – spiega Pietro Barabaschi, l’ingegnere genovese che lo dirige – non è solo la sua complessità tecnica. A sostenere il progetto c’è anche una cooperazione internazionale che è andata avanti a prescindere dal variare dei panorami politici”.

Tra le mille difficoltà dell’embargo, al progetto continua a collaborare la Russia, erede di quell’Unione Sovietica da cui nacque, insieme con gli Usa, l’idea di ricreare la fusione sulla Terra. Fra gli altri cinque membri figurano regioni diverse e lontane come Europa, India, Giappone, Corea e Cina.

Ognuno, Italia inclusa, ha realizzato e trasportato a Cadarache i suoi componenti, che dovevano combaciare al millesimo di millimetro con quelli altrui.

“L’obiettivo che abbiamo raggiunto oggi – aggiunge Barabaschi – dimostra che quando l’umanità deve affrontare sfide esistenziali come il cambiamento climatico e la sicurezza energetica siamo in grado di superare le divergenze nazionali per trovare delle soluzioni. Iter è l’incarnazione di una speranza. Vogliamo dimostrare che è possibile costruire un futuro di pace ed energia sostenibile”.

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