A lavorare in azienda già a 15 anni. A prevederlo è il decreto Pnrr-Scuola ora all'esame della Commissione Cultura del Senato. La misura, decisamente innovativa rispetto alla legge attuale che prevede l'alternanza scuola lavoro solo nell'ultimo biennio degli istituti tecnici, è contenuta in uno degli allegati al decreto e testualmente cita: "Nel primo biennio, oltre alle attività orientative collegate al mondo del lavoro e delle professioni, è possibile realizzare, a partire dalla seconda classe, i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento", cioè i Pcto che è la definizione data per l'alternanza scuola lavoro.
“Ministro classista”
Il pd Andrea Orlando, già ministro del Lavoro, è molto critico con la proposta. Al ministro della Scuola, Giuseppe Valditara, dice, "va dato atto che ha una chiara impostazione classista. Anticipare il momento della scelta alla fase nella quale un ragazzino è molto giovane significa schiacciarlo nella sua dimensione di provenienza, alla sua origine sociale".
“Norma da ritirare”
"Anticipare il Pcto a studenti e studentesse di appena 15 anni, ancora in età di obbligo formativo – spiega la senatrice del M5S Barbara Floridia che chiede di ritirare immediatamente la norma – significa, in concreto, spedire adolescenti sui luoghi di lavoro, anche potenzialmente nei cantieri o in ambienti ad alto rischio, quando dovrebbero essere protetti, formati, tutelati. Significa mettere la logica dell'impresa prima di quella dell'istruzione, della sicurezza, dei diritti".
“A 15 non si lavora”
Anche Tino Magni, senatore dell'Alleanza Verdi e Sinistra, è in forte dissenso. "Siamo assolutamente contrari alla norma contenuta all'interno del decreto Pnrr Scuola. A 15 anni, ancora in età da obbligo formativo, si deve stare a scuola e non in fabbrica o nelle aziende. Un ritorno indietro a quando la scuola era di classe e c'era chi poteva studiare, mentre gli altri erano braccia per lavorare. Spedire adolescenti sui luoghi di lavoro è pericoloso e le morti di studenti avvenute negli anni precedenti non hanno insegnato niente.