CITTÀ DEL VATICANO – Amatevi come in un tango. Il lascito di papa Francesco alle coppie è un’esortazione a vivere il rapporto come “meraviglioso gioco libero tra uomo e donna, pieno di fascino erotico e di attrazione”. È un testo inedito, quello che appare come prefazione al libro Youcat. Amore per sempre, di imminente pubblicazione per la Youcat Foundation, editrice del Catechismo ufficiale per i giovani della Chiesa cattolica. Jorge Bergoglio usa la metafora del ballo che tanto gli piaceva: “Il ballerino e la ballerina si corteggiano, vivono la vicinanza e la distanza, la sensualità, l'attenzione, la disciplina e la dignità. Gioiscono dell'amore e intuiscono cosa possa significare donarsi completamente”.
Francesco conosce bene quei passi, li ha “danzati spesso” da giovane, come conferma lui stesso nel testo. Lo aveva raccontato con un gran sorriso anche al suo confratello gesuita Antonio Spadaro, nella docu-serie Netflix Stories of generation: “Sì sì che l’ho ballato, mi piace. Guidare ed essere guidati, avere la responsabilità di prendersi cura dell’altro: sono tutte immagini di tenerezza, no?”.
Nel nuovo testo postumo, Bergoglio si rivolge ai fidanzati che si preparano al matrimonio: "Credete nell'amore, credete in Dio, e credete che potete affrontare l'avventura di un amore per tutta la vita". È un percorso che si prepara e non basta un corso frettoloso alla vigilia delle nozze. Bergoglio rilancia quanto emerso nel sinodo della famiglia, uno dei momenti focali del suo pontificato. In quell’occasione si fece riferimento a quello che ora il Papa, prima di morire, ripropone come "un cammino spesso pluriennale di apprendimento e di verifica personale": “Ho sempre sognato una fase di formazione simile: può salvarvi da delusioni, da matrimoni invalidi o instabili”.
Francesco non nasconde le criticità: “Non sono cieco, e nemmeno voi lo siete – scrive – Quanti matrimoni oggi falliscono dopo tre, cinque, sette anni? Forse anche i vostri genitori hanno iniziato il sacramento del matrimonio con la stessa audacia, ma non hanno potuto portare a compimento il loro amore”. Guai però, ammonisce, a ritenere che sia meglio “evitare il dolore, toccarsi soltanto come in una danza passeggera, godersi a vicenda, giocare insieme, e poi lasciarsi”: “Non credetelo!”, esorta Francesco: “L’amore – incalza il Papa – vuole essere definitivo. Fino a nuovo ordine non è amore. Noi esseri umani abbiamo il desiderio di essere accolti senza riserve, e chi non fa questa esperienza, spesso senza saperlo porta con sé una ferita per tutta la vita. Chi invece si lega, non perde nulla, ma guadagna tutto: la vita in pienezza”.
È l’essenza del magistero di Francesco per le giovani coppie. Il Papa riferisce di averli affidati alle comunità ecclesiali, in un passaggio che a questo punto diventa quasi un lascito testamentario: “Ho chiamato tutta la Chiesa a fare molto di più per voi. Non possiamo continuare come prima: molti vedono solo il bel rito. Poi, dopo qualche anno, si separano. La fiducia è distrutta. Le ferite sono aperte. Spesso rimangono figli ai quali manca il padre o la madre. Per me è come ballare male il tango. Il tango va saputo ballare. A maggior ragione il matrimonio e la famiglia”.