Conclave, come si elegge un papa: il quorum dei due terzi e l’emendamento Ratzinger sul ballottaggio
di Andrea GualtieriCITTÀ DEL VATICANO – Era uno degli spauracchi agitati dai siti ultraconservatori prima ancora che Francesco si aggravasse: la minaccia di un intervento per modificare le regole del conclave, dal quorum alla composizione del corpo elettorale. Invece niente donne e niente laici. Proprio come lo stesso pontefice argentino aveva anticipato in libro-intervista con i giornalisti Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin: “L’importante è che gli elettori siano vescovi, non cardinali. Di fatto – aveva specificato - potrei emettere un decreto che modifica i requisiti per entrare nel conclave e permettere di partecipare a un vescovo che non è cardinale. Dal punto di vista dogmatico non ci sarebbero problemi. Ma, chiaramente, se una donna non può accedere al sacerdozio, meno che meno potrà accedere all’episcopato”.
Non c’è stata nemmeno la temuta modifica al quorum che avrebbe potuto garantire una fumata bianca blindata per i fedelissimi di Bergoglio. Il successore di Francesco, quindi sarà eletto con…
CITTÀ DEL VATICANO – Era uno degli spauracchi agitati dai siti ultraconservatori prima ancora che Francesco si aggravasse: la minaccia di un intervento per modificare le regole del conclave, dal quorum alla composizione del corpo elettorale. Invece niente donne e niente laici. Proprio come lo stesso pontefice argentino aveva anticipato in libro-intervista con i giornalisti Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin: “L’importante è che gli elettori siano vescovi, non cardinali. Di fatto – aveva specificato - potrei emettere un decreto che modifica i requisiti per entrare nel conclave e permettere di partecipare a un vescovo che non è cardinale. Dal punto di vista dogmatico non ci sarebbero problemi. Ma, chiaramente, se una donna non può accedere al sacerdozio, meno che meno potrà accedere all’episcopato”.
Non c’è stata nemmeno la temuta modifica al quorum che avrebbe potuto garantire una fumata bianca blindata per i fedelissimi di Bergoglio. Il successore di Francesco, quindi sarà eletto con le norme stabilite da Giovanni Paolo II nel 1996 e ritoccata da Benedetto XVI.
La soglia dei due terzi
La Costituzione Universi dominici gregis firmata da Karol Wojtyla decreta che il nuovo papa sia individuato solo quando vengono raggiunti i due terzi dei suffragi, “computati sulla base degli elettori presenti e votanti” in conclave. Con la precisazione che qualora il numero dei cardinali “non possa essere diviso in tre parti uguali”, è richiesto “un suffragio in più”. In questo caso, con 133 elettori, serviranno quindi 89 preferenze.
Escluso il primo voto che avviene la sera stessa dell’extra omnes, se il quorum non viene raggiunto si va avanti al ritmo di quattro scrutini quotidiani. Nel caso manchi l’accordo, trascorsi tre giorni – e quindi tredici votazioni – sono previste 24 ore di sospensione, per “una pausa di preghiera, di libero colloquio tra i votanti e di una breve esortazione spirituale” affidata al cardinale protodiacono. In epoche recenti non si è mai verificato: il conclave più lungo è stato nel 1958 per Roncalli e si è concluso all’undicesimo scrutinio.
I ballottaggi e l’emendamento Ratzinger
Dopo la pausa si riprende con altri tre cicli di sette votazioni ciascuno, alternati a interruzioni di riflessione di un giorno. In totale, quindi, si può arrivare a un massimo di 34 scrutini. Poi scattano i ballottaggi, nei quali restano in corsa solo i due nomi che hanno raggiunto il maggior numero di preferenze nell’ultima votazione. Benedetto XVI ha emendato questa fase introducendo due novità, rispetto alle indicazioni di Giovanni Paolo II. La prima impedisce ai due contendenti di esprimere il loro voto. La seconda, più determinante, ripristina il quorum dei due terzi anche per il ballottaggio. Wojtyla aveva infatti ridimensionato alla sola maggioranza assoluta la soglia per l’elezione al secondo turno, infrangendo una consuetudine secolare sopravvissuta a tutte le riforme recenti e suscitando la reazione di quanti temevano manovre degli elettori per arrivare a una scelta che non fosse ampiamente condivisa. Ed è per questa ragione che Ratzinger ha fatto dietrofront.