Cronaca

Strage di turisti sulla strada per Yellowstone, anche una ragazza italiana fra le sette vittime

Strage di turisti sulla strada per Yellowstone, anche una ragazza italiana fra le sette vittime

Tragedia in Idaho: un pulmino con visitatori stranieri si scontra con un pick-up e prende fuoco. A perdere la vita cinque cinesi, l’autista del furgone e una ragazza di 28 anni di Milano

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Roger Merrill, sessant’anni, stava tornando a casa in auto quando ha visto un enorme vortice di fiamme e fumo levarsi in mezzo alla Us Highway 20, vicino a Henry’s Lake, in Idaho, a 20 miglia dal parco di Yellowstone. Sotto a quell’inferno rosso e grigio bruciavano le lamiere accartocciate di un pick-up Dodge Ram e di un furgone Mercedes e con loro le vite di sei turisti e dell’autista.

Il primo, il pick-up, stava viaggiando verso ovest con a bordo solo il conducente; il secondo, il Mercedes, andava a est per portare i quattordici stranieri verso il Parco nazionale di Yellowstone, un’escursione organizzata dal tour operator internazionale Ctour Holiday.

Alle 19.15 del primo maggio, ora locale, lungo quella specie di autostrada a due corsie, il van e il pulmino, senza ancora un perché, dice la polizia dell’Idaho, si sono scontrati frontalmente. Un impatto violentissimo che ha fatto strage di turisti, intrappolati tra i sedili del furgone e carbonizzati dall’incendio scoppiato in una decina di minuti.

Tra i sette morti c’è anche una cittadina italiana, una ragazza di 28 anni nata a Milano. «Il nostro consolato a San Francisco segue da vicino la vicenda in coordinamento con l’Ambasciata e fornirà ogni assistenza alla famiglia della vittima», ha fatto sapere la Farnesina. Gli altri, ha confermato il consolato di Pechino, sono cinque turisti di nazionalità cinese, così come gli otto feriti, e un americano, il primo identificato, tra le vittime dal medico legale della contea di Fremont, Brenda Dye: si chiamava Isaiah Moreno, aveva 25 anni, era di Humble, Texas, alla guida del pick-up. Per dare un nome agli altri servirà l’esame del Dna perché i loro corpi sono stati resi irriconoscibili dall’incendio. «L’identificazione delle vittime e la notifica ai loro parenti richiederanno tempo», ha spiegato la polizia dell’Idaho.

Se ci sono otto sopravvissuti è invece grazie anche al coraggio di alcuni automobilisti che hanno aiutato i passeggeri a uscire dal minivan già in fumo prima che fosse avvolto dalle fiamme. Tre, i più gravi, sono volati via con l’eliambulanza, gli altri ricoverati in condizioni stabili al Madison memorial hospital e all’Eastern Idaho regional medical center, gli ultimi medicati e già dimessi.

La polizia ha spiegato che un vice sceriffo della contea di Fremont è arrivato poco dopo lo schianto e con un estintore ha provato a spegnere le fiamme di quell’incendio che però troppo in fretta ha avvolto e divorato il pulmino dei turisti. Merrill, che ha ripreso la strage in un video, ha raccontato: «Ci è voluto un tempo spaventosamente lungo prima che i soccorsi arrivassero perché quel posto è lontano da tutto». La meraviglia di Yellowstone si raggiunge attraversando strade tortuose e estremamente trafficate. E i media locali raccontano che quei paesaggi unici distraggono spesso chi guida, causando ogni anno incidenti a ripetizione, così frequenti che non entrano neanche nelle statistiche ufficiali, ha documentato uno storico del parco come Lee H. Whittlesey.

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