Cronaca

Treviso, polemica per bimbi d’asilo in moschea. Indaga Usr Veneto. La scuola: “Occasione di dialogo”

La visita dei bambini dell'asilo nella moschea di Susegana (Treviso). Foto presa da Facebook
La visita dei bambini dell'asilo nella moschea di Susegana (Treviso). Foto presa da Facebook 

L’istituto cattolico per l’infanzia spiega: “La gita faceva parte di un progetto per educare i bambini alla convivenza e al rispetto”. La Lega critica l’iniziativa, l’Ucoii replica: “Attacchi politici preoccupanti”

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Una gita scolastica a una moschea di Susegana, nel trevigiano, ha scatenato una serie di polemiche dopo che i bambini di una scuola materna cattolica sono stati accompagnati dall'insegnante per un'attività educativa. Durante la visita, i piccoli alunni hanno avuto l'opportunità di conoscere la religione musulmana, esplorando, tra le altre cose, i cinque pilastri dell'Islam e provando la preghiera.

Le immagini pubblicate sulla pagina Facebook della scuola, che mostravano i bambini chinati in preghiera, hanno suscitato forti reazioni tra alcuni genitori e politici, che hanno accusato l'istituto di aver introdotto i bambini all'Islam in modo inappropriato.

Alcuni commentatori hanno criticato duramente l'iniziativa, parlando di "indottrinamento" e di una "sottomissione ideologica", mentre altri hanno espresso preoccupazioni sul fatto che la scuola stesse promuovendo un'unica fede religiosa, senza includere altre tradizioni religiose del territorio. Alcuni genitori hanno chiesto chiarimenti sulla decisione di far partecipare i bambini alla preghiera e sul coinvolgimento di moschee non ufficialmente riconosciute.

"Vogliono togliere i crocifissi e l'ora di Religione per indottrinarci all'Islam? Il sospetto è più che lecito dopo l'ennesima scena di sottomissione ideologica, stavolta in una scuola dell'infanzia”, commenta Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega.

Tuttavia, la scuola ha difeso l'iniziativa, sottolineando che l'obiettivo era educativo e volto a favorire la conoscenza interculturale. "È un'opportunità di dialogo e rispetto reciproco", ha affermato la direzione scolastica, che ha sottolineato come la visita fosse parte di un progetto volto a educare i bambini alla convivenza e al rispetto delle differenze religiose.

Lo stesso Centro culturale islamico "Emanet" lo scorso 23 ottobre aveva ospitato il primo evento della "Giornata del Dialogo Islamo-Cristiano" 2024 in Veneto. Nel corso della giornata era stata pronunciata congiuntamente una preghiera per la pace dall'allora vescovo di Vittorio Veneto (Treviso), monsignor Corrado Pizziolo, e dall'imam del centro, Avnija Nurceski. “Vogliamo trasmettere – avevano detto i due – un messaggio di pace, fratellanza e amore. E lo tramanderemo ai nostri figli e a chi verrà dopo di noi".

L’ufficio scolastico regionale per il Veneto, precisando che si tratta di una scuola non statale iscritta alla Federazione italiana scuole materne, ha annunciato che, su incarico degli uffici centrali del ministero dell'Istruzione e del Merito, “verranno avviati degli approfondimenti, per verificare se siano state rispettate, tra l'altro, le norme sulla parità scolastica".

L’Usr “ricorda che anche per questa istituzione, come per tutte le scuole statali e paritarie, vigono le regole dell'autonomia scolastica, da cui discende la necessità di dotarsi del proprio progetto educativo, specifico, autonomo e condiviso con le famiglie. A questo progetto educativo le insegnanti e il coordinatore scolastico devono attenersi, come richiesto dalla Legge n. 62/2000 sulla parità scolastica, per ogni tipo di attività progettuale".

Nel dibattito sono intervenuti anche rappresentanti di altre confessioni religiose, come Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche: “Noi portiamo i bambini di tutte le scuole pubbliche a visitare il museo e la Sinagoga per capire cos'é la presenza di duemila anni della comunità ebraica di Roma a Roma. Ma certo non li facciamo partecipare alla preghiera. Ogni visita in un luogo di culto deve avere il sapore della convivenza, in termini di condivisione, certo non in termini di conversione e indottrinamento".

Da parte sua, Yassine Lafram, presidente dell'Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane), ha difeso il gesto, sottolineando come il rispetto e la conoscenza reciproca siano fondamentali per una società pluralista: “Trovo profondamente preoccupante che una visita didattica in moschea, organizzata con sensibilità e intelligenza pedagogica da una scuola dell'infanzia, venga trasformata in oggetto di polemica politica. Quei bambini non sono stati 'costretti' a nulla. Sono stati, invece, accompagnati a conoscere da vicino una parte importante della vita dei loro compagni. È questo il compito della scuola: educare all'ascolto, al rispetto, alla convivenza".

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