Il cardinale Tarcisius Isao Kikuchi, arcivescovo di Tokyo e presidente di Caritas internazionale, è convinto che uno dei candidati di punta che emergerà nel corso del Conclave sarà asiatico.
Come stanno andando le congregazioni generali? Sta emergendo qualcuno?
«Il problema è che la maggioranza di noi non si è mai incontrata prima e questa è la prima volta che siamo qui insieme. Si può dire che non ci conosciamo. Ogni giorno più persone prendono la parola per cinque o dieci minuti, oggi ho parlato anche io a proposito della Caritas, ma penso che non ci sia molto poco tempo per capire come sia quella persona, cosa pensa: non è facile. In questo momento, comunque, non stanno ancora emergendo dei nomi».
Sembra che alcuni degli interventi siano un po’ noiosi…
«No, non noiosi. Tra i cardinali ci sono quelli che hanno più di 80 anni, più esperti, e quelli che sono elettori: la maggioranza di noi è stata scelta da papa Francesco e per tanti è il primo Conclave. Penso che i cardinali più…
Il cardinale Tarcisius Isao Kikuchi, arcivescovo di Tokyo e presidente di Caritas internazionale, è convinto che uno dei candidati di punta che emergerà nel corso del Conclave sarà asiatico.
Come stanno andando le congregazioni generali? Sta emergendo qualcuno?
«Il problema è che la maggioranza di noi non si è mai incontrata prima e questa è la prima volta che siamo qui insieme. Si può dire che non ci conosciamo. Ogni giorno più persone prendono la parola per cinque o dieci minuti, oggi ho parlato anche io a proposito della Caritas, ma penso che non ci sia molto poco tempo per capire come sia quella persona, cosa pensa: non è facile. In questo momento, comunque, non stanno ancora emergendo dei nomi».
Sembra che alcuni degli interventi siano un po’ noiosi…
«No, non noiosi. Tra i cardinali ci sono quelli che hanno più di 80 anni, più esperti, e quelli che sono elettori: la maggioranza di noi è stata scelta da papa Francesco e per tanti è il primo Conclave. Penso che i cardinali più anziani vogliano insegnarci cosa dovremmo fare e quali sono le loro preoccupazioni per il futuro, dedichiamo tanto tempo ad ascoltarli. Molti sottolineano che l’unità della Chiesa è importante, e anche io penso che sia vero, mettono in luce l’importanza che l’insegnamento sia chiaro. La maggioranza dei giovani cardinali sta sperimentando la sinodalità nelle loro diocesi, la sinodalità è stare insieme, condividere, sostenersi reciprocamente, pregare insieme, la direzione non è sempre così chiara e forse alcuni dei cardinali anziani non sono così contenti su questo modo ambiguo di mostrare la direzione. Ma capisco che molti cardinali anziani siano preoccupati per il futuro della Chiesa».
E voi giovani cardinali siete preoccupati?
«Io ho partecipato a due assemblee sinodali qui a Roma nel 2023 e 2024 e in Giappone stiamo sperimentando un cammino sinodale: sono convinto che la sinodalità sia uno dei modi migliori per il popolo di Dio per seguire la direzione dello Spirito Santo».
Alcuni cardinali hanno detto che papa Francesco ha creato un po’ di “confusione” e ora c’è bisogno di qualcuno più calmo, lei che ne pensa?
«In tutto il mondo ci sono alcune persone nella Chiesa che hanno questo sentimento, ma ci sono anche persone che stanno bene in sintonia con la via di papa Francesco, e dunque è naturale che anche tra i cardinali ci sia qualcuno che dice una cosa del genere».
E la sua opinione qual è?
«La mia opinione è che papa Francesco aveva buone idee ma a volte incontrava difficoltà a coinvolgere tutti per farle comprendere. Credo però che coloro che stanno lavorando alla sinodalità, come i cardinali Grech e Hollerich, stiano realizzando quello che papa Francesco voleva».
Non vi conoscete bene, non avete molto tempo, ma domani entrate in Conclave: come farete?
«Alcuni cardinali stanno esprimendo la proposta che il nuovo Papa convochi un concistoro con tutti i cardinali almeno una volta all’anno per discutere di specifichi temi e sostenere il Santo Padre. Ma in questo momento è così, quindi domani (oggi per chi legge, ndr) ci trasferiamo a Casa Santa Marta. Inizialmente dovevamo andare la sera ma possiamo già andare prima, durante la giornata, stare insieme, pranzare o cenare insieme, avere un po’ di tempo insieme per scambiare le idee, conoscerci l’un l’altro. Alcuni dei giovani cardinali dicono che dovremmo avere tempo per pregare insieme. Ovviamente celebriamo messa insieme ma forse dovremmo avere più tempo per la riflessione spirituale».
Ad ogni modo domani si comincia: c’è il rischio di fare errori?
«Umanamente parlando forse! Ma siamo fiduciosi nella guida dello Spirito Santo».
Pensa che la geografia sia importante? Gli asiatici sono una parte importante del collegio cardinalizio…
«Percentualmente gli europei sono maggioranza, se fossero uniti sarebbero i più forti, ma non sembra così. Gli europei non sono così uniti. Invece noi asiatici molto probabilmente saremo più compatti per sostenere uno o due candidati».
Posso chiederle chi?
«No, ma vedremo il primo scrutinio, e vedremo quale nome apparirà come candidato di punta, e sono sicuro che uno di loro verrà dall’Asia: e poi avremo qualche discussione domani notte».
Ma possiamo essere fiduciosi che avremo un Papa in pochi giorni?
«Sicuramente, penso dopo tre giorni, il 9 o il 10, speriamo».