Argentino come papa Francesco, gesuita come papa Francesco, il cardinale Angel Sixto Rossi, 66 anni, arcivescovo di Cordoba, conobbe Jorge Mario Bergoglio quando era giovane e oggi, alla vigilia dell’ingresso in Cappella Sistina per prendere parte all’elezione del successore di Francesco ne difende l’eredità dalle interpretazioni contrarie. Nessuno pensa che il prossimo Pontefice debba essere uguale al primo Papa latino-americano della storia, ma sarebbe bene che avesse «il coraggio di continuare il cammino» avviato da Francesco.
Eminenza, com’è stato il clima nelle congregazioni generali in questi giorni?
«Mi sembra che sia stato un clima famigliare, sicuramente amichevole e pieno di rispetto».
Qualcuno nelle congregazioni generali ha detto che il pontificato di Francesco ha fatto un po’ di “confusione”, ad esempio nella decisione del Papa di nominare donne e laici a capo di alcuni dicasteri vaticani
«No, non è vero, non ha fatto confusione. Francesco ha aperto una strada, diverse st…
Argentino come papa Francesco, gesuita come papa Francesco, il cardinale Angel Sixto Rossi, 66 anni, arcivescovo di Cordoba, conobbe Jorge Mario Bergoglio quando era giovane e oggi, alla vigilia dell’ingresso in Cappella Sistina per prendere parte all’elezione del successore di Francesco ne difende l’eredità dalle interpretazioni contrarie. Nessuno pensa che il prossimo Pontefice debba essere uguale al primo Papa latino-americano della storia, ma sarebbe bene che avesse «il coraggio di continuare il cammino» avviato da Francesco.
Eminenza, com’è stato il clima nelle congregazioni generali in questi giorni?
«Mi sembra che sia stato un clima famigliare, sicuramente amichevole e pieno di rispetto».
Qualcuno nelle congregazioni generali ha detto che il pontificato di Francesco ha fatto un po’ di “confusione”, ad esempio nella decisione del Papa di nominare donne e laici a capo di alcuni dicasteri vaticani
«No, non è vero, non ha fatto confusione. Francesco ha aperto una strada, diverse strade, e penso che sia di buon senso proseguire su questo cammino».
Qualcuno dice che adesso c’è bisogno di un po’ di pace, di pausa, dopo dodici anni di Bergoglio
«C’è qualche pace che non è vera pace. Francesco è stato un uomo che ha spinto la Chiesa e i fedeli ad andare avanti e questa mi sembra una cosa buona».
Che eredità lascia papa Francesco?
«Lascia un’eredità di vicinanza con la gente, il desiderio forte di una vera pace nel mondo. Se dovessi scegliere un solo termine del pontificato di Francesco, credo che la misericordia sia quello che li batte tutti».
Si può tornare indietro rispetto all’epoca di Francesco?
«Penso di no. Dovremmo approfittare del cammino da lui aperto per continuare a crescere nel dialogo e nell’ascolto. Un cammino di sinodalità, un camminiamo accanto al nostro popolo per discernere insieme la strada da percorrere. Il Papa ha detto che il pastore deve stare a volte davanti al gregge, altre volte in mezzo per ascoltarlo, e altre volte dietro per vedere dove Dio sta conducendo il suo popolo. Credo che oggi lo spirito generale sia che dobbiamo raccogliere il testimone senza per questo perdere l’individualità, perché non è che chi verrà dopo deve essere un Francesco».
E dunque quale profilo dovrebbe avere il prossimo Papa?
«È semplice, secondo me dovrebbe avere il coraggio di continuare il cammino che ci ha lasciato papa Francesco».
Ma ci può essere un altro Papa latino-americano o addirittura un altro Papa argentino?
«Non si sa, oggettivamente questa è una possibilità, ma è difficile da sapere».
E come farete a trovare una sintesi in un collegio cardinalizio così composito e differenziato, con 133 porporati provenienti da 70 Paesi diversi?
«Come fate voi giornalisti! L’unità per noi è il Signore, il Vangelo e il popolo di Dio».
Ma la geografia è importante nella selezione del prossimo Papa? L’Asia sarebbe pronta per avere un Papa, o l’Africa?
«Ma tutti sono pronti a servire il Signore. Il punto non è un problema di carta geografica ma un problema del cuore. Non mi interessa da dove proviene il prossimo Papa, la mappa geografica, ma com’è il suo cuore».
Molti cardinali intervenuti hanno sottolineato l’importanza dell’unità della Chiesa: come si rispetta questa unità?
«La si rispetta nell’amore per il Signore e nell’amore al popolo di Dio, sono le due cose che danno l’unità della Chiesa».
Un’ultima domanda eminenza: secondo lei quanto durerà il conclave?
«Le rispondo con un’espressione che usate voi italiani: boh!».