Alle 15 i gendarmi chiudono la Porta del Perugino. La schermatura della rete mobile e dati è già attiva sul Vaticano, le finestre di Casa Santa Marta sono sbarrate. I cardinali non possono più comunicare con l’esterno. E non solo loro. Lo spegnimento dei ripetitori taglia fuori dalla vita digitale anche chi abita e lavora nelle strade vicine alla Santa Sede. Inizia così la prima giornata di passione per gli schermati dal Vaticano.
L’insegnante Daria col telefonino in mano cerca la rete sulle scale della palazzina dove abita in via della Stazione Vaticana, di fronte a Casa Santa Marta. Prova a chiamare la madre per l’ennesima volta ma niente. «Anche la linea fissa è disattivata, andrò in piazza Gregorio VII alle 20 — dice mentre accarezza il meticcio bianco che la segue ovunque — . Si è sparsa la voce che lì, a 400 metri da noi, i telefonini funzionano. Una bolla sfuggita allo scudo. Nel frattempo ho dato a mia mamma i numeri di due mie amiche che vivono vicino a lei, per qualsia…
Alle 15 i gendarmi chiudono la Porta del Perugino. La schermatura della rete mobile e dati è già attiva sul Vaticano, le finestre di Casa Santa Marta sono sbarrate. I cardinali non possono più comunicare con l’esterno. E non solo loro. Lo spegnimento dei ripetitori taglia fuori dalla vita digitale anche chi abita e lavora nelle strade vicine alla Santa Sede. Inizia così la prima giornata di passione per gli schermati dal Vaticano.
L’insegnante Daria col telefonino in mano cerca la rete sulle scale della palazzina dove abita in via della Stazione Vaticana, di fronte a Casa Santa Marta. Prova a chiamare la madre per l’ennesima volta ma niente. «Anche la linea fissa è disattivata, andrò in piazza Gregorio VII alle 20 — dice mentre accarezza il meticcio bianco che la segue ovunque — . Si è sparsa la voce che lì, a 400 metri da noi, i telefonini funzionano. Una bolla sfuggita allo scudo. Nel frattempo ho dato a mia mamma i numeri di due mie amiche che vivono vicino a lei, per qualsiasi emergenza». Via della Stazione Vaticana conta quattro piccoli condomini, un hotel e un’officina Mercedes e adesso non è più connessa al resto del mondo. Proprio come i cardinali e decine tra ristoranti, tabaccherie, bar, sulle vie Aurelia e Cavalleggeri, anche loro a ridosso del Vaticano. Cellulari in down, pos non funzionanti, collegamenti per il gioco dell’Enalotto a singhiozzo, casse scollegate dall’Agenzia delle entrate. C’è già chi si augura tra i ristoratori: «Che sia il Conclave più breve della storia, altrimenti qui ci rimettiamo noi lavoratori». All’officina Mercedes che guarda le mura vaticane, un impiegato spiega che «per il Conclave del 2013 ci fecero chiudere e abbiamo beneficiato degli sgravi fiscali». Ma stavolta non è andata così: «È venuto uno dei Servizi, ci ha fatto leggere un comunicato e poi è andato via». Nell’officina oggi è il caos. «Non riesco a contattare i clienti per dirgli che c’è da ritirare la macchina o che dobbiamo fare qualche lavoro in più. Siamo bloccati. Chiediamo solo un po’ di rispetto per chi paga le tasse da 40 anni».
Poco distante, al civico 5, Fabrizio Funtò, progettista dell’innovazione, lavora esclusivamente con la realtà virtuale. Il suo studio è in casa. «Abbiamo creato l’avatar di Borromini e dobbiamo addestrarlo. Dovrei lavorare ma così non posso. Chi mi risarcirà?». Ramona arriva alla sua casa vacanze, di fianco all’appartamento dei Funtò, trafelata: «Oggi aspetto in serata una coppia di tedeschi, l’attenderò in strada. Non sapevo che la schermatura arrivasse fin qui».
Su via di Porta Cavalleggeri una tabaccheria ha iniziato a scollegarsi dai terminali già da martedì: «Un’altalena di linea che va e viene». Mentre a una decina di metri all’osteria Come va? la titolare ha sfoderato il suo asso nella manica: «Ho un pos indipendente, l’unico problema è che in banca i soldi arriveranno tra molti giorni». All’angolo della strada Giorgio Masiero, ristoratore di lungo corso, allarga le braccia dietro la cassa del suo Pausa Caffè: «Ho dato fiducia ai clienti, sono andati a prelevare i contanti. Avrò fatto bene? Non lo so ma tanto non avevo altra scelta».