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Cardinale Re: “Ma quale profezia? Era un desiderio, dimostra che la Chiesa è unita”

(ansa)

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Intervista al decano che ieri mattina ha pronosticato l’imminente fumata bianca: “Porterà una ventata di vitalità e proseguirà l’opera di papa Francesco”
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CITTA’ DEL VATICANO - “Sarà sicuramente il Papa della pace, dell’accoglienza, e dell’amore per l’uomo sofferente. Il pastore che porterà al centro dell’attenzione generale la bellezza della fede in Cristo e che con altrettanta certezza si spenderà fino a l’ultimo per contrastare il processo di secolarizzazione che sta minacciando il mondo intero dedicando il suo Pontificato alla proclamazione della parola di Dio”. Il cardinale decano Giovanni Battista Re parla così del nuovo papa Leone XIV appena appresa la notizia dell’avvenuta elezione. Ne è a dir poco entusiasta e non lo nasconde.

E non sembra persino per niente “sorpreso” che il Conclave lo abbia scelto alla guida della Chiesa cattolica universale prendendo il “testimone” di papa Francesco, del quale, fa capire il cardinale Re, proseguirà l’opera pastorale in particolare in materia di fede, ma non solo. Il porporato ne parla a ragion veduta perché, in fondo, sa chi è Robert Francesco Prevost, il cardinale che, su decisione di…

CITTA’ DEL VATICANO - “Sarà sicuramente il Papa della pace, dell’accoglienza, e dell’amore per l’uomo sofferente. Il pastore che porterà al centro dell’attenzione generale la bellezza della fede in Cristo e che con altrettanta certezza si spenderà fino a l’ultimo per contrastare il processo di secolarizzazione che sta minacciando il mondo intero dedicando il suo Pontificato alla proclamazione della parola di Dio”. Il cardinale decano Giovanni Battista Re parla così del nuovo papa Leone XIV appena appresa la notizia dell’avvenuta elezione. Ne è a dir poco entusiasta e non lo nasconde.

E non sembra persino per niente “sorpreso” che il Conclave lo abbia scelto alla guida della Chiesa cattolica universale prendendo il “testimone” di papa Francesco, del quale, fa capire il cardinale Re, proseguirà l’opera pastorale in particolare in materia di fede, ma non solo. Il porporato ne parla a ragion veduta perché, in fondo, sa chi è Robert Francesco Prevost, il cardinale che, su decisione di papa Francesco, una ventina di mesi fa, lo sostituì al vertice del Dicastero dei Vescovi, l’organismo-chiave della Curia vaticana che sovrintende alle nomine vescovili di tutto il mondo del quale il decano del Collegio cardinalizio per anni è stato Prefetto. E forse anche per questo ieri mattina, dal Santuario di Pompei aveva dichiarato di “sentire” che “presto avremo il nuovo Papa”.

Cardinale Giovanni Battista Re, nelle sue parole pronunziate ieri mattina a Pompei c’era forse una sorta di “profezia” per quanto sarebbe accaduto nel tardi pomeriggio nel Conclave della Cappella Sistina? Forse pensava a tutto quello che sarebbe accaduto poco fa in Vaticano?

“Non parliamo di profezie. Sarebbe fuorviante e sbagliato. Dico solo che con l’ascesa di Leone XIV al soglio di Pietro la Chiesa andrà incontro ad una nuova ventata di vitalità, di crescita e di proclamazione della fede in un mondo minacciato da una secolarizzazione a dir poco pericolosa. Al Santuario di Pompei ho auspicato un desiderio nel segno della Madonna”.

Come giudica le prime parole pronunziate dal neo Pontefice dalla Loggia delle Benedizioni alla sua prima pubblica benedizione Urbi et Orbi? Si è visto che ha parlato, pur in un italiano piuttosto incerto, con emozione, senza tuttavia rinunziare ad accennare a possibili linee programmatiche lungo le quali intende impostare la sua futura missione pastorale come vescovo di Roma e come guida spirituale della Chiesa cattolica, vale a dire circa un miliardo e 400 milioni di fedeli.

“Leone XIV e’ un uomo di fede profonda e, certamente, sarà un Papa che farà tanto bene alla Chiesa universale riportando, lo ripeto, la fede in Cristo al centro del mondo, e nello stesso tempo, stando vicino alle fasce sociali più deboli ed ai sofferenti, impostando la sua opera pastorale nel più profondo spirito evangelico”.

La prima frase pronunziata da Leone XIV dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro è stata interamente dedicata alla pace. Impossibile pensare diversamente quando ha inaugurato alle migliaia di persone radunate in piazza San Pietro collegato in mondovisione tv “la pace sia con voi”.

“Vero. Come è altrettanto impossibile non vedere che la pace, quella autentica, è legata direttamente, come un figlio con la propria mamma, alla fede cristiana, quella fede che promana dalla resurrezione di Cristo. Sono certo che tutto il Pontificato del successore di papa Francesco avrà nel riportare la fede cristiana al centro del mondo uno dei suoi tratti più caratterizzanti”.

Eminenza, possiamo dire che lei in un certo senso ha dato ai 133 cardinali elettori la “linea” in vista della imminente scelta del successore di papa Bergoglio? Nella sua omelia pronunziata alla Messa Pro Eligendo Pontifici la mattina di giovedì scorso nella basilica di San Pietro ha toccato tanti aspetti del Pontificato bergogliano additandoli ad esempio.

“Non esageriamo. La mia grande preoccupazione che ho tenuto presente nell’omelia di giovedì scorso ai cardinali elettori è stata quella di essere breve, sintetico, conciso e nello stesso tempo di fornire un quadro piuttosto completo dell’opera pastorale svolta dal grande papa Francesco. Se ci sono riuscito non sta a me dirlo. Ho parlato con sincerità e se sono stato capito, in qualche modo, non può che farmi piacere. Ma non parlerei né di linea programmatica, né, tanto meno, di indicazioni a futura memoria. E’ stata, semplicemente l’omelia che in cuor mio e in tutta coscienza ho dedicato all’opera e alla figura dell’indimenticabile papa Bergoglio”.

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