Il cardinale Pietro Parolin ha raccontato che l’elezione di papa Leone XIV è stata accolta da un «lunghissimo e caloroso applauso» nella Cappella Sistina. Il Segretario di Stato era tra i favoriti alla successione a Francesco e all’avvicinarsi al Conclave è stato bersagliato di fake news, ad esempio sulla sua salute. Al Giornale di Vicenza che gli ha chiesto un commento all’indomani della fumata bianca, riferendogli che tutti i vicentini avevano «tifato» per lui, il porporato originario di Schiavon ha scritto che tale «tifoseria», «umanamente comprensibile», «alla fine va superata secondo una logica diversa, di fede e di Chiesa». Nella «breve testimonianza» che ha scritto «ancora “fresco” della forte e coinvolgente esperienza del Conclave», Parolin esprime «gioia che in così breve tempo la Chiesa universale abbia ritrovato il suo Pastore, il successore di Pietro, il vescovo di Roma, dopo la malattia e la morte di papa Francesco, che — sottolinea — ha avuto la pazienza di tenermi come …
Il cardinale Pietro Parolin ha raccontato che l’elezione di papa Leone XIV è stata accolta da un «lunghissimo e caloroso applauso» nella Cappella Sistina. Il Segretario di Stato era tra i favoriti alla successione a Francesco e all’avvicinarsi al Conclave è stato bersagliato di fake news, ad esempio sulla sua salute. Al Giornale di Vicenza che gli ha chiesto un commento all’indomani della fumata bianca, riferendogli che tutti i vicentini avevano «tifato» per lui, il porporato originario di Schiavon ha scritto che tale «tifoseria», «umanamente comprensibile», «alla fine va superata secondo una logica diversa, di fede e di Chiesa». Nella «breve testimonianza» che ha scritto «ancora “fresco” della forte e coinvolgente esperienza del Conclave», Parolin esprime «gioia che in così breve tempo la Chiesa universale abbia ritrovato il suo Pastore, il successore di Pietro, il vescovo di Roma, dopo la malattia e la morte di papa Francesco, che — sottolinea — ha avuto la pazienza di tenermi come suo Segretario di Stato per quasi 12 anni».
Il lunghissimo applauso
«Noi crediamo fermamente che, attraverso l’azione dei cardinali elettori — anche attraverso la loro umanità — è lo Spirito Santo che sceglie l’uomo destinato a guidare la Chiesa», scrive Parolin. «Siamo immensamente grati a Papa Leone XIV per aver accettato la chiamata del Signore ad amarlo “più di costoro” e a seguirlo, per pascere le sue pecorelle e i suoi agnelli come Gesù chiese a Pietro (…). Credo di non rivelare nessun segreto», prosegue, «se scrivo che un lunghissimo e caloroso applauso è seguito a quell’“accetto” che lo rendeva il 267° papa della Chiesa cattolica. Di lui mi ha colpito soprattutto la serenità che traspariva dal suo volto in momenti così intensi e, in un certo senso, “drammatici”, perché cambiano totalmente la vita di un uomo. Non ha mai perduto il suo sorriso mite, pur, immagino, nella viva consapevolezza dei non pochi e dei non semplici problemi che la Chiesa d’oggi si trova ad affrontare».
Stima da tempo
Parolin sottolinea che «il nuovo Papa ha ben presenti i problemi del mondo d’oggi, come ha dimostrato fin dalle sue prime parole dalla Loggia di San Pietro, riferendosi immediatamente alla pace “disarmata e disarmante”. Questa serenità — ricorda il cardinale veneto — io l’ho sempre sperimentata nel cardinale Prevost, che ebbi modo di conoscere all’inizio del mio servizio come Segretario di Stato per una questione spinosa che riguardava la Chiesa in Perù, dove egli era vescovo della diocesi di Chiclayo. Ho avuto poi la possibilità di collaborare direttamente con lui in questi due ultimi anni, dopo che papa Francesco l’ha chiamato a Roma e l’ha messo a capo del Dicastero per i vescovi. Ho potuto sperimentare in lui conoscenza delle situazioni e delle persone, pacatezza nell’argomentazione, equilibrio nella proposta delle soluzioni, rispetto, attenzione e amore per tutti». Il Segretario di Stato vaticano si dice convinto che «papa Leone XIV, oltre ovviamente che nella grazia del Signore, troverà nella sua grande esperienza di religioso e di pastore, come pure nell’esempio, nell’insegnamento e della spiritualità del grande padre Agostino — che egli ha citato nelle sue prime parole — le risorse per lo svolgimento efficace del ministero che il Signore gli ha affidato, a bene della Chiesa e dell’umanità intera. Noi — conclude il cardinale Parolin — gli siamo vicini con il nostro affetto, la nostra obbedienza e la nostra preghiera».