La visita a Genazzano bagno di folla a sorpresa per il Papa “Qui mi sento a casa”
dalla nostra inviata Alessandra ZinitiGenazzano – La più ardita è una giovanissima mamma con un neonato in braccio. Coglie di sorpresa gli uomini della sicurezza, avanza verso il van nero che non si è ancora fermato davanti alla basilica e timidamente porge il fagottino da cui emerge una minuscola testolina attraverso il finestrino del lato passeggero. È la prima carezza di Papa Leone XIV. Appena il tempo di scendere dall’auto, non senza incertezza davanti a questa piccola folla festante che non si aspettava, che il nuovo Pontefice si ritrova attorniato. Tre donne anziane gli tendono le mani, un’altra mamma gli avvicina il suo bimbo, un uomo gli afferra un braccio, una vecchina lo tira letteralmente dalla sua parte per baciargli la mano, un bambino tenta di dargli il cinque. All’amico rettore della Basilica della Madre del buon consiglio, padre Ludovico Maria Centra, che lo accoglie con un lunghissimo abbraccio, dice all’orecchio: «Ma chi ha avvertito tutta questa gente?».
La prima uscita pubblica
La prima uscita p…
Genazzano – La più ardita è una giovanissima mamma con un neonato in braccio. Coglie di sorpresa gli uomini della sicurezza, avanza verso il van nero che non si è ancora fermato davanti alla basilica e timidamente porge il fagottino da cui emerge una minuscola testolina attraverso il finestrino del lato passeggero. È la prima carezza di Papa Leone XIV. Appena il tempo di scendere dall’auto, non senza incertezza davanti a questa piccola folla festante che non si aspettava, che il nuovo Pontefice si ritrova attorniato. Tre donne anziane gli tendono le mani, un’altra mamma gli avvicina il suo bimbo, un uomo gli afferra un braccio, una vecchina lo tira letteralmente dalla sua parte per baciargli la mano, un bambino tenta di dargli il cinque. All’amico rettore della Basilica della Madre del buon consiglio, padre Ludovico Maria Centra, che lo accoglie con un lunghissimo abbraccio, dice all’orecchio: «Ma chi ha avvertito tutta questa gente?».
La prima uscita pubblica
La prima uscita pubblica di Papa Leone XIV ha colto di sorpresa tutti ma non la gente di questo piccolo centro dei Castelli romani dove Robert Prevost è di casa da tanti anni. È qui, al santuario della Madre del buon consiglio, custodito dagli Agostiniani a cui appartiene, che il nuovo Pontefice è sempre venuto a pregare la Madonna cui era devoto anche Leone XIII dopo ogni nomina importante: da padre generale dell’ordine di Sant’Agostino, da cardinale. E dunque anche ora da Papa.
Ma i movimenti del servizio di sicurezza che dalla tarda mattinata hanno cominciato a muoversi attorno al santuario hanno inevitabilmente attivato il tam tam e alle 16.30, quando il van nero con a bordo il Pontefice preceduto da due berline si inerpica sugli ultimi tornanti di Genazzano, la piazza è già gremita. Gli uomini della sicurezza sono costretti ad aprire un varco a piedi. Papa Leone, seduto nel sedile anteriore passeggero abbassa il finestrino oscurato, un timido sorriso sul volto, comincia a salutare mentre esplode un solo grido: «Viva Papa Leone!».
Il sindaco avvertito dalla figlia
«Sono contento di essere qui, a Genazzano mi sento un pò a casa», dice poco dopo al sindaco Alessandro Cefaro che lo aspetta sul sagrato della basilica. Anche lui colto assolutamente di sorpresa dalla visita inaspettata: «Mia figlia ha visto diverse macchine della polizia e mi ha chiamato. Sono sceso in strada pure io, ho visto i gendarmi vaticani e ho capito che stava per accadere qualcosa di importante».
Abito talare bianco, come la papalina, per l’incontro con la sua famiglia agostiniana Papa Leone ha voluto portare con sé il fratello John, appena arrivato dagli Stati Uniti. Insieme al vescovo di Palestrina Mauro Parmeggiani e al priore Giovanni Gisondi varca la soglia della basilica, poi il portone si chiude lasciando fuori in trepidante attesa la folla che cresce man mano che la voce si sparge nei paesi vicini. Il momento del raccoglimento in preghiera davanti alla Madonna del buon consiglio e poi il lungo incontro con i frati agostiniani restano privatissimi. Come lo scambio di doni: lui porta un calice, riceve un quadro della sua Madonna e un ritratto di Leone XIII. Ride, raccontano, quando gli dicono che nei giorni immediatamente precedenti al Conclave, cinque cardinali sono venuti a pregare qui al santuario e i frati hanno donato loro delle immaginette della Madonna del buon consiglio. «Ah, ecco perché le ho viste girare in Vaticano», ammicca Prevost. Chissà se gli sono state di buon auspicio.
Il discorso improvvisato in piazza
L’uscita di scena è tutta da improvvisare. «La nostra gente ti aspetta», gli dice padre Ludovico. E come d’incanto, quando il portone del santuario pian piano si riapre, al coro che in piazza scandisce ritmicamente: «Papa Leone, Papa Leone», segue un silenzio assoluto. Un giovane frate gli regge un microfono improvvisato davanti al viso. E il Papa così si rivolge alla sua gente: «Grazie, grazie, buonasera a tutti. È una grande emozione tornare qui, in questo posto che ho da molti anni nel mio cuore. Avete un dono così grande, quello della presenza della Madonna, ma vuol dire che avete anche una grande responsabilità, come quella di una mamma con i propri figli, dovete essere anche fedeli». Poi la benedizione, prima di risalire sul van. C’è ancora il tempo di un «Forza Roma», urlatogli da un tifoso al passaggio dell’auto. Il Papa sorride immortalato da un video mentre (forse) ripete l’augurio per la sua squadra del cuore.