Cronaca

Scuola, Valditara alla Ue: “Via i cellulari dalle classi in Europa fino a 14 anni”

Scuola, Valditara alla Ue: “Via i cellulari dalle classi in Europa fino a 14 anni”
(reuters)

Il ministro: “Valutare anche di estendere lo stop alle superiori e di imporre restrizioni ai social per gli under 15”

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Vietare i cellulari in tutte le scuole d’Europa per gli studenti con meno di 14 anni e, perché no, anche oltre. E valutare restrizioni ai social per gli under 15. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha presentato al Consiglio dell'Unione europea dedicato all'Istruzione la sua proposta per una “raccomandazione europea” che scoraggi l'uso degli smartphone in classe in tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado della Ue.

Almeno come primo step. Perché Valditara, che in Italia già dal luglio scorso ha varato una circolare che vieta alle elementari e alle medie l’uso nelle aule dei cellulari, va pure oltre: «Stiamo ragionando se non sia opportuno estendere ulteriormente questo divieto come qualche altro Paese ha fatto», ha spiegato il ministro alla stampa. E cioè bandire gli smartphone anche alle superiori. «Ritengo – ha detto – che il divieto dei cellulari nelle scuole in Italia e in Europa anche per gli studenti oltre i 14 anni, negli istituti superiori, possa avere una sua utilità, ma è un tema che va approfondito ulteriormente».

Sarebbero già 11, secondo fonti diplomatiche e dello stesso ministero dell’Istruzione, i Paesi che sostengono la proposta italiana: Francia, Svezia, Ungheria, Cipro, Belgio, Lussemburgo, Lituania, Grecia, intervenuti a sostegno, ai quali si aggiungono Austria e Slovacchia che hanno cofirmato la proposta. Nessun Paese invece si è espresso in senso contrario. La presidenza polacca ha appoggiato la proposta e la commissaria europea Roxana Minzatu si è impegnata a portare avanti l'iniziativa.

Una richiesta trasversale visto che in precedenza anche deputati del gruppo dei Verdi hanno chiesto provvedimenti alla Commissione per una stretta e l’esecutivo comunitario, che sta raccogliendo prove e pratiche da tutta la Ue sull’impatto dei divieti dei cellulari a scuola, sarebbe pronto a varare lo stop.

A oggi in Europa la situazione è varia: la Francia ha bandito gli smartphone nelle scuole medie dal 2018 e la Grecia e i Paesi Bassi hanno adottato politiche simili. In Germania e Regno Unito le scuole godono di maggiore autonomia: nel 2007 la metà delle scuole britanniche vietava i cellulari, percentuale salita al 98% entro il 2012. La Svezia punta invece su un uso guidato della tecnologia, integrandola in progetti didattici.

«I risultati degli studi scientifici - ha dichiarato ancora Valditara - dimostrano che l'abuso di dispositivi mobili durante l'infanzia e la preadolescenza incide negativamente sullo sviluppo cognitivo, causando perdita di concentrazione e memoria, riduzione delle competenze linguistiche e del pensiero critico. Oltre al calo delle performance scolastiche, l'uso eccessivo degli smartphone in età precoce –sostiene il ministro - è riconosciuto come una delle principali cause di isolamento sociale. E' giunto il momento di intervenire con decisione per tutelare il benessere e l'apprendimento dei nostri giovani. Se vogliamo davvero bene ai nostri figli, dobbiamo garantirgli a scuola una pausa dai cellulari. Ora - ha proseguito - è necessario un approccio coordinato a livello europeo anche sul tema dell'accesso ai social network per contrastare fenomeni come il cyberbullismo, la pedopornografia, gli atti di autolesionismo, e la violenza di genere».

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