La Chiesa oggi è ancora davvero attrattiva, come si potrebbe pensare guardando le piazze stracolme di questi giorni, le folle incredibili che hanno accompagnato l’addio a papa Francesco, l’attesa per il nuovo pontefice e il grande giubilo per la sua elezione, culminata nella festa, scandita dai ritmi delle bande, di ieri in piazza San Pietro? Sembra di no, o soltanto in parte, certamente non verso la vita consacrata, a giudicare dalle parole di papa Leone XIV che ha scelto di lanciare un appello contro la crisi delle vocazioni e contro il distacco dalla Chiesa, proprio nella sua prima uscita pubblica, dopo il Regina Coeli. «Oggi, fratelli e sorelle, ho la gioia di pregare con voi e con tutto il Popolo di Dio per le vocazioni, specialmente per quelle al sacerdozio e alla vita religiosa. La Chiesa ne ha tanto bisogno». «E’ importante che i giovani e le giovani trovino, nelle nostre comunità, accoglienza, ascolto, incoraggiamento nel loro cammino vocazionale, e che possano contare su mod…
La Chiesa oggi è ancora davvero attrattiva, come si potrebbe pensare guardando le piazze stracolme di questi giorni, le folle incredibili che hanno accompagnato l’addio a papa Francesco, l’attesa per il nuovo pontefice e il grande giubilo per la sua elezione, culminata nella festa, scandita dai ritmi delle bande, di ieri in piazza San Pietro? Sembra di no, o soltanto in parte, certamente non verso la vita consacrata, a giudicare dalle parole di papa Leone XIV che ha scelto di lanciare un appello contro la crisi delle vocazioni e contro il distacco dalla Chiesa, proprio nella sua prima uscita pubblica, dopo il Regina Coeli. «Oggi, fratelli e sorelle, ho la gioia di pregare con voi e con tutto il Popolo di Dio per le vocazioni, specialmente per quelle al sacerdozio e alla vita religiosa. La Chiesa ne ha tanto bisogno». «E’ importante che i giovani e le giovani trovino, nelle nostre comunità, accoglienza, ascolto, incoraggiamento nel loro cammino vocazionale, e che possano contare su modelli credibili di dedizione generosa a Dio e ai fratelli. E ai giovani dico: non abbiate paura, accettate l’invito della Chiesa e di Cristo Signore», ha detto con voce chiara papa Prevost evocando la famosa frase sulla paura di Giovanni Paolo II.
Crollano i preti, aumentano i diaconi
Un appello forte perché la realtà della Chiesa, al di là del grande spettacolo popolare, è tutt’altro che in buona salute. Se è vero, come sottolineano l’Annuario Pontificio 2025 e l’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2023, che il numero dei cattolici nel mondo è in leggero aumento, l’1,15% rispetto al biennio precedente, con il numero complessivo dei credenti che passa da 1.390 a 1.406 miliardi, il numero delle vocazioni invece continua a scendere.
Alla fine del 2023, si legge nei rapporti pontifici, erano presenti nelle 3.041 circoscrizioni ecclesiastiche del mondo cattolico con 406.996 sacerdoti, con una flessione di 734 unità rispetto al 2022. In netta crescita invece i diaconi permanenti, a riprova dell’interesse dei laici a essere presenti nel servizio alla Chiesa, pur senza prendere i voti.
Nel 2023 il loro numero aveva raggiunto le 51.433 unità rispetto ai 50.150 registrati nel 2022, con un incremento del 2,6%. Cresce, poi, anche il numero dei vescovi: passato da 5.353 unità del 2022 a 5.430 del 2023. Ma è invece dei preti di strada, dei parroci, dei “don” vicini alle persone che “il popolo di Dio” sembra aver bisogno e non soltanto delle gerarchie. Diminuiscono invece, com’è noto, le religiose, passando da 599.228 nel 2022 a 589.423 nel 2023. Sempre più vuoti i conventi, sempre più deserte le stanze della clausura, l’unico ambito ancora attrattivo sembra essere quello missionario. E anche i candidati al sacerdozio sono passati nel pianeta da 108.481 unità nel 2022 al 106.495 nel 2023, con una variazione negativa dell’1,8%.
In Africa crescono i cattolici
Il calo interessa tutti i continenti, con l’eccezione dell’Africa, dove i seminaristi continuano ad aumentare. E questo dato si somma al percorso che sta facendo oggi la Chiesa, sempre più lontana in termini di numeri, dall’Europa. L’Africa, ad esempio, raccoglie oggi il 20% dei cattolici dell’intero pianeta: il loro numero è passato dai 272 milioni nel 2022 a 281 milioni nel 2023. Dunque il 3,31% in più. Poi troviamo - con una crescita dello 0,9% rispetto al biennio 2020-2022, l’America che registra il 47,8% dei cattolici del mondo, mentre l’Asia, seppure in modo più contenuto, registra una crescita dei cattolici. L’Europa è il fanalino di coda: anche se ospita il 20,4% della comunità cattolica mondiale, presenta una crescita, soltanto, dello 0,2%.
Chiese vuote in Europa
Chiese vuote insomma nel vecchio continente, sia sul fronte dei laici che su quello dei religiosi. Finita la festa per l’elezione del papa insomma, le messe torneranno ad essere seguite, come ormai accade, da pochi fedeli. E se dunque Roma resta la casa simbolica della cristianità è davvero altrove che il cattolicesimo mette nuove radici.