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Avezzano, insulti e minacce contro due compagne di scuola: cinque ragazze indagate

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Una storia di stalking e bullismo durata mesi, che ha compromesso la salute delle due vittime quindicenni, che alla fine hanno trovato il coraggio di denunciare.
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“Ti trito, stupida racchia”. Violenze verbali a scuola, via whatsapp, sui social network. E poi quelle fisiche. Schiaffoni e minacce di pestaggi veri e propri se non avessero fatto quanto richiesto. Protagoniste di una storia di bullismo che è finita con un fascicolo aperto per stalking, sono cinque ragazze, di cui quattro minorenni. Le loro vittime sono due coetanee che dopo mesi e mesi di vessazioni, hanno vinto la paura e trovato il coraggio di denunciare.

La denuncia

Tutto è cominciato con l’inizio dell’anno scolastico, ma la paura e lo stato di ansia vissuto dalle giovani vittime – che crea un vero stato di soggezione in chi subisce – ha fatto venire a galla l’agghiacciante storia solo ad aprile. Quando le due q…

“Ti trito, stupida racchia”. Violenze verbali a scuola, via whatsapp, sui social network. E poi quelle fisiche. Schiaffoni e minacce di pestaggi veri e propri se non avessero fatto quanto richiesto. Protagoniste di una storia di bullismo che è finita con un fascicolo aperto per stalking, sono cinque ragazze, di cui quattro minorenni. Le loro vittime sono due coetanee che dopo mesi e mesi di vessazioni, hanno vinto la paura e trovato il coraggio di denunciare.

La denuncia

Tutto è cominciato con l’inizio dell’anno scolastico, ma la paura e lo stato di ansia vissuto dalle giovani vittime – che crea un vero stato di soggezione in chi subisce – ha fatto venire a galla l’agghiacciante storia solo ad aprile. Quando le due quindicenni di un comune della Marsica si sono fatte forza a vicenda e hanno affidato la loro disperazione ai carabinieri di Avezzano. Immediatamente le querele sono rimbalzate sulle scrivanie delle procure di Avezzano e L'Aquila, quest'ultima competente per i minorenni. Le accuse vanno “dalle offese personali alle minacce alle percosse, con l'aggravante della continuità delle condotte vessatorie”.

Bullismo sistematico

Scorrendo le carte dell’inchiesta si respira un clima di bullismo sistematico, fatto di minacce, insulti e vessazioni, sia a scuola sia per strada. Una violenza resa normale dalla quotidianità che ha fatto ipotizzare il reato di stalking. Neanche il fidanzato di una delle due giovani, intervenuto per arginare l’incubo – che ha cagionato “nelle persone offese un grave stato di ansia e paura” – è riuscito a porre un argine: anche lui è stato infatti minacciato. Le vittime spesso entravano alla seconda ora per non incontrare nel cortile le bulle e non sentirsi apostrofare con “stupide, racchie, handicappate di m...”, deridere e minacciare con frasi del tipo “ti trito, ti meno, ti mangio”.

Chiuse in bagno

Il gruppo avrebbe costretto in più occasioni le due coetanee a chiudersi in bagno e restare lì senza uscire perché non dovevano frequentare altri locali della scuola in quanto “troppo brutte”. In un passaggio della denuncia si legge che la ragazza maggiorenne avrebbe riferito loro «di essere pazza, di non stare bene con la testa e non aver paura di una denuncia». Poi, lo scorso 26 marzo, avrebbe «messo una mano in faccia a una delle vittime, facendole cadere gli occhiali». La goccia che ha fatto esplodere il caso, ora nelle mani degli inquirenti.

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