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Leone XIV scrive a Di Segni: “Rafforzare il dialogo con il popolo ebraico”

(agf)

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Il rabbino capo di Roma parteciperà alla messa di inizio pontificato. Anche Israele sarà rappresentato dal presidente Herzog
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CITTÀ DEL VATICANO – Il primo approccio è positivo. Leone XIV scrive alle comunità ebraiche e i riscontri sono all’insegna della gratitudine e addirittura della commozione. Il Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha reso noto di aver ricevuto un messaggio personale nel quale il Papa si impegna «a continuare e a rafforzare il dialogo e la cooperazione della Chiesa con il popolo ebraico nello spirito della dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II».

Il richiamo citato da Prevost si riferisce al documento pubblicato il 28 ottobre di 60 anni fa da Paolo VI, sulla base di una bozza avviata in precedenza da Giovanni XXIII. Si tratta del testo, approvato con una maggioranza schiacciante da parte dei padri conciliari, con il quale la Chiesa cattolica «nulla rigetta di quanto è vero e santo» nelle altre religioni e gli ebrei, in particolare, vengono riconosciuti «carissimi a Dio». Il documento è stato citato da Prevost anche in un altro messaggio, inviato la sera stessa del…

CITTÀ DEL VATICANO – Il primo approccio è positivo. Leone XIV scrive alle comunità ebraiche e i riscontri sono all’insegna della gratitudine e addirittura della commozione. Il Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha reso noto di aver ricevuto un messaggio personale nel quale il Papa si impegna «a continuare e a rafforzare il dialogo e la cooperazione della Chiesa con il popolo ebraico nello spirito della dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II».

Il richiamo citato da Prevost si riferisce al documento pubblicato il 28 ottobre di 60 anni fa da Paolo VI, sulla base di una bozza avviata in precedenza da Giovanni XXIII. Si tratta del testo, approvato con una maggioranza schiacciante da parte dei padri conciliari, con il quale la Chiesa cattolica «nulla rigetta di quanto è vero e santo» nelle altre religioni e gli ebrei, in particolare, vengono riconosciuti «carissimi a Dio». Il documento è stato citato da Prevost anche in un altro messaggio, inviato la sera stessa dell’elezione all’American Jewish Committee, una delle più importanti organizzazioni di soccorso ebraiche. «Siamo profondamente commossi che papa Leone XIV, così presto nel suo pontificato, abbia ribadito il suo impegno per le relazioni cattolico-ebraiche», è il commento diffuso ieri, in una giornata nella quale Prevost ha evitato uscite pubbliche ma si è recato per la messa e il pranzo nella curia generalizia agostiniana.

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Anche la sinagoga di Roma ha sottolineato che il Rabbino capo «ha accolto con soddisfazione e gratitudine» le parole arrivate dal Vaticano. È stata confermata la presenza di Riccardo Di Segni domenica, alla messa di inizio pontificato di Leone, così come già era avvenuto per i funerali di Francesco. In quel caso, il Rabbino era arrivato a piedi per osservare uno dei precetti previsti per il sabato ma come gesto di rispetto per il pontefice argentino aveva fatto un’eccezione rispetto al divieto di partecipare ai riti funebri nel giorno di riposo. Di Segni aveva definito «complesso» il rapporto con Bergoglio: «All’inizio ha creato una grande amicizia e poi è stato capace di smontarla con una serie di interventi che ci hanno lasciato molto perplessi». Su tutti, aveva pesato l’espressione «genocidio» utilizzata per gli attacchi di Israele a Gaza. Di Segni aveva invitato però a evitare confusione di ruoli con Netanyahu, che invece ha disertato il funerale: «Lui è il primo ministro dello Stato di Israele mentre noi siamo la comunità ebraica di Roma». Per l’inizio del pontificato di Leone, comunque, Israele sarà rappresentato dal presidente Isaac Herzog.

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