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Il dottor scimpanzé: anche i primati curano i compagni e conoscono le piante medicinali

Una ferita cicatrizzata, foresta di Budongo. Credit Dr Elodie Freymann 

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Usano foglie per tamponare il sangue e vegetali per favorire la cicatrizzazione. I ricercatori di Oxford in Uganda: “Mostrano empatia, il primo passo verso l’altruismo”
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Il primo medico della storia forse non è stato Ippocrate. Anche gli scimpanzé infatti sono in grado di occuparsi della salute degli altri. Nella foresta di Budongo, in Uganda, alcuni esemplari feriti durante le zuffe o a causa delle trappole piazzate dagli uomini sono stati assistiti dagli altri membri del gruppo, non necessariamente loro parenti.

Gli scimpanzé medici si sono preoccupati di rimuovere i lacci di nylon dai polpacci dei compagni, di leccare le ferite o pulirle con le mani, di tamponare l’uscita del sangue con le foglie o masticare piante dalle proprietà curative per poi applicare la poltiglia sulle lacerazioni. Alcune specie vegetali vengono usate anche dalla medicina tradizionale umana: l’analisi chimica ha confermato che hanno proprietà chimiche che facilitano la disinfezione e la cicatrizzazione delle ferite.

“Abbiamo cercato di capire quali sono le radici evolutive della medicina umana” spiega Elodie Freymann, biologa dell’università di Oxford, prima autrice dello st…

Il primo medico della storia forse non è stato Ippocrate. Anche gli scimpanzé infatti sono in grado di occuparsi della salute degli altri. Nella foresta di Budongo, in Uganda, alcuni esemplari feriti durante le zuffe o a causa delle trappole piazzate dagli uomini sono stati assistiti dagli altri membri del gruppo, non necessariamente loro parenti.

Gli scimpanzé medici si sono preoccupati di rimuovere i lacci di nylon dai polpacci dei compagni, di leccare le ferite o pulirle con le mani, di tamponare l’uscita del sangue con le foglie o masticare piante dalle proprietà curative per poi applicare la poltiglia sulle lacerazioni. Alcune specie vegetali vengono usate anche dalla medicina tradizionale umana: l’analisi chimica ha confermato che hanno proprietà chimiche che facilitano la disinfezione e la cicatrizzazione delle ferite.

“Abbiamo cercato di capire quali sono le radici evolutive della medicina umana” spiega Elodie Freymann, biologa dell’università di Oxford, prima autrice dello studio uscito oggi su Frontiers in Ecology and Evolution. Con i suoi colleghi ha trascorso quattro mesi nella foresta di Budongo osservando dalla mattina alla sera i comportamenti di due gruppi di scimpanzé.

Degli oltre 170 esemplari studiati a Budongo, una settantina almeno aveva segni di ferita da trappola. Piazzati per catturare le antilopi, questi lacci di nylon o tagliole di metallo sono la principale minaccia alla salute degli scimpanzé, che altrimenti vivrebbero tranquilli, quasi senza predatori. Altre ferite, più numerose ma meno gravi, sono causate dalle zuffe interne al gruppo, che coinvolgono i maschi più frequentemente delle femmine.

“La medicina degli scimpanzé comprende diverse pratiche” spiega Freymann. “Leccare direttamente le ferite per rimuovere lo sporco e potenzialmente sfruttare le proprietà disinfettanti della saliva. Premere le ferite con le dita o con le foglie. Oppure masticare delle piante prima di applicarle direttamente sulle ferite”. Tutti gli scimpanzé medicati in questo modo osservati dai biologi sono guariti, anche se ovviamente è impossibile attribuire con sicurezza il merito alle cure.

“Abbiamo anche osservato – prosegue la ricercatrice di Oxford – pratiche di igiene rivolte a se stessi e agli altri, come l’uso di foglie per la pulizia dei genitali dopo l’accoppiamento o dell’ano dopo la defecazione, allo scopo di prevenire le infezioni”. Medici e infermieri erano equamente divisi fra maschi e femmine. Né le cure erano necessariamente rivolte ai propri parenti. “Crediamo che anche gli scimpanzé abbiamo la capacità di provare empatia, un tratto che anticipa l’altruismo vero e proprio” scrivono i ricercatori nello studio.

Nei primati erano già stati osservati comportamenti altruistici, come l’adozione di cuccioli rimasti orfani o l’offerta di un passaggio sulla groppa dei piccoli altrui, quando la madre era in difficoltà. Degli scimpanzé in gabbia erano stati osservati mentre estraevano delle schegge dalle ferite altrui o addirittura rimuovevano denti doloranti. Esempi di accudimento degli altri erano stati registrati già dalla famosa primatologa Jane Goodall negli anni Ottanta nella foresta di Gombe, in Tanzania. Lo studio di Budongo dimostra che questo comportamento è più comune di quanto pensassimo e che i sistemi sanitari sono in fondo un patrimonio della nostra storia.

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