Domiciliari per Chiara Petrolini, ma per la Cassazione ha “una determinazione criminale non comune”
di Conchita Sannino , e Romina MarcecaNiente carcere per Chiara Petrolini. Perché le condizioni in cui la giovanissima madre di Vignale di Traversetolo (Parma) ha messo a segno gli omicidi dei suoi due bambini appena partoriti, che poi ha anche seppellito in giardino, “non sono più ripetibili” agli arresti domiciliari. Così la Suprema corte (presidente Monica Boni, consiglieri Raffaele Magi, Eva Toscani, Carmine Russo e Daniele Cappuccio estensore) motiva la sentenza con cui, lo scorso 25 febbraio, aveva accolto il ricorso del legale di Petrolini, Nicola Tria, annullando l’ordinanza con cui il Tribunale del Riesame disponeva il carcere per l’indagata e rinviando a un nuovo giudizio dinanzi a un altro collegio, in diversa composizione.
"Una non comune determinazione criminale”
Tuttavia…
Niente carcere per Chiara Petrolini. Perché le condizioni in cui la giovanissima madre di Vignale di Traversetolo (Parma) ha messo a segno gli omicidi dei suoi due bambini appena partoriti, che poi ha anche seppellito in giardino, “non sono più ripetibili” agli arresti domiciliari. Così la Suprema corte (presidente Monica Boni, consiglieri Raffaele Magi, Eva Toscani, Carmine Russo e Daniele Cappuccio estensore) motiva la sentenza con cui, lo scorso 25 febbraio, aveva accolto il ricorso del legale di Petrolini, Nicola Tria, annullando l’ordinanza con cui il Tribunale del Riesame disponeva il carcere per l’indagata e rinviando a un nuovo giudizio dinanzi a un altro collegio, in diversa composizione.
"Una non comune determinazione criminale”
Tuttavia per la Corte di Cassazione, l’assenza di un pericolo di “reiterazione delle condotte”, che è connessa all’impossibilità di “avere relazioni” e “di negazione della maternità”, nulla toglie all’efferata condotta della ventiduenne: che ha mostrato “una elevatissima capacità mistificatoria - scrive la Suprema corte - e una non comune determinazione criminale”. Petrolini, infatti, per la quale il procuratore di Parma Alfonso D’Avino e la pm Francesca Arienti hanno chiesto il rinvio a giudizio, è accusata di aver partorito da sola, di aver ucciso e poi sotterrato - a un anno di distanza uno dall’altro - i suoi due neonati, nella villetta di Vignale di Traversetolo. Una sequenza clamorosa, avvenuta peraltro nell’inconsapevolezza dei suoi genitori e dello stesso fidanzato della ragazza. Il primo neonato venne partorito il 12 maggio 2023, il secondo il 7 agosto del 2024. E’ proprio delle ultime ore l’archiviazione della posizione dei genitori della studentessa universitaria, accusati in un primo momento degli stessi reati della figlia. A deciderlo è stato il gip di Parma.
"Omicidi irripetibili” ai domiciliari
“I fatti di interesse processuale si sono svolti in presenza di condizioni non più presenti né ripetibili”, è l’assunto con cui gli ermellini confutano il ragionamento del Riesame, il quale aveva indicato le modalità particolarmente efferate, delle condotte perpetrate da Chiara Petrolini. Secondo gli Ermellini sono diversi i vizi su cui poggia la decisione del Tribunale dei Riesame di Bologna per gli arresti in carcere. In alcuni punti addirittura “laconica” e anche connotata da “profili di irrazionalità”. Il Riesame ha reputato, secondo la Cassazione, “irrilevante la pregressa incensuratezza” di Chiara Petrolini e “che il pericolo di recidiva non sarebbe adeguatamente contenuto dai congiunti”. Non c'è nessun allontanamento seppur temporaneo dall'abitazione da parte di Chiara Petrolini che, di fatto, non potrebbe incontrare, concepire, partorire e poi uccidere un altro bambino.
Il percorso psichiatrico
Altro punto è quello relativo al percorso psichiatrico intrapreso da Chiara Petrolini. Per il tribunale del Riesame “non può costituire elemento tale da condurre al superamento della presunzione di adeguatezza della custodia in carcere”. I parziali risultati del consulente di parte, presentati al Riesame, sul disturbo della personalità della Petrolini, secondo la Cassazione non devono escludere l'impegno che la ragazza "avrebbe profuso nell'aderire al progetto di cura".
L’udienza preliminare, il processo alle porte
Domani, venerdì 16 maggio Chiara Petrolini si presenterà per la prima volta davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Parma che deciderà se rinviarla a giudizio, o meno, per i reati di duplice omicidio e soppressione di cadavere. A costituirsi parte civile, con molta probabilità, sarà il suo ex fidanzato e padre dei due bambini, Samuel.