Ebrima, il modello ghanese chiuso nel Cpr di Bari, è stato liberato dopo l’inchiesta di Repubblica
di Giuliano FoschiniEbrima è libero. Il modello ghanese chiuso per quasi tre mesi nel Cpr di Bari – dopo l’inchiesta di Repubblica e la denuncia della deputata di Avs, Elisabetta Piccolotti – è stato liberato ieri dal tribunale di Bari. Ebrima Moussa non avrebbe dovuto essere portato in un Cpr ha detto il giudice, accogliendo il ricorso di urgenza presentato dal suo nuovo legale Loredana Liso.
Il ragazzo dovrebbe però lasciare l’Italia entro sette giorni. Il condizionale è d’obbligo perché nelle prossime ore verrà presentata una nuova istanza per ottenere la protezione internazionale: per una serie di errori e intoppi burocratici, Ebrima dal 2020 aveva avuto una serie di proroghe al permesso di soggiorno e quando la commissione, nel 2024, si è trovata a ridiscutere la sua istanza non ha tenuto conto (perché non erano state presentate) le nuove condizioni del ragazzo che, arrivato minorenne in Italia e dopo aver avuto piccoli precedenti di Polizia, aveva trovato appunto un lavoro come modello di prima fas…
Ebrima è libero. Il modello ghanese chiuso per quasi tre mesi nel Cpr di Bari – dopo l’inchiesta di Repubblica e la denuncia della deputata di Avs, Elisabetta Piccolotti – è stato liberato ieri dal tribunale di Bari. Ebrima Moussa non avrebbe dovuto essere portato in un Cpr ha detto il giudice, accogliendo il ricorso di urgenza presentato dal suo nuovo legale Loredana Liso.
Il ragazzo dovrebbe però lasciare l’Italia entro sette giorni. Il condizionale è d’obbligo perché nelle prossime ore verrà presentata una nuova istanza per ottenere la protezione internazionale: per una serie di errori e intoppi burocratici, Ebrima dal 2020 aveva avuto una serie di proroghe al permesso di soggiorno e quando la commissione, nel 2024, si è trovata a ridiscutere la sua istanza non ha tenuto conto (perché non erano state presentate) le nuove condizioni del ragazzo che, arrivato minorenne in Italia e dopo aver avuto piccoli precedenti di Polizia, aveva trovato appunto un lavoro come modello di prima fascia per i grandi marchi del lusso. Con tanto di casa, contratti e contatti con il mondo della moda e dello spettacolo.
Quando a febbraio Ebrima è stato portato nel Cpr era convinto di essere stato chiamato in Questura per avere il nuovo permesso visto che sarebbe dovuto partire per la Spagna dove aveva uno shooting per un grande marchio dell’abbigliamento. “Non possiamo che essere felici che Ebrima sia fuori, seppur la sua odissea certo non è finita” dice Piccolotti. “Ma questa non è soltanto la sua storia. Ma la prova che la Bossi-Fini e tutte le politiche anti-accoglienza producono clandestinità forzata, abbandono in strada dei migranti e quindi insicurezza per loro e per noi. Un altro modo di gestire le politiche di immigrazione permetterebbe a tantissimi oggi detenuti in condizioni inaccettabili di farsi una vita normale. E di contribuire a rendere migliore un paese che, come dimostra Ebrima, è anche il loro”.