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Chiara Petrolini: i domiciliari nella villa, tra bagni di sole e visite dell’amica del cuore

La villetta di Vignale a Traversetolo coperta con teli e tendoni e circondata di telecamere sul perimetro esterno (vasini)

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Il tribunale ha concesso alla ragazza un’autorizzazione “permanente” alle visite: conosce fin dall'infanzia la studentessa accusata del duplice omicidio dei suoi due neonati
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Vignale di Traversetolo (Parma) - “E’ stata rinviata a giudizio o no?”, chiede sottovoce una vicina della villa dove abita Chiara Petrolini. C’è un sole tiepido e ancora una settimana di attesa prima di conoscere il verdetto che un po’ tutti si aspettano. Ma la prudenza è d’obbligo davanti alle possibili variabili della giustizia. Da un paio d’ore l’udienza preliminare è stata riaggiornata al 23 maggio dalla gup di Parma, Chiara è andata via subito sull’auto dei carabinieri che l’ha riportata qui, a Vignale di Traversetolo. Alle 16 il silenzio sulla strada è rotto da alcuni bambini che giocano in un parco poco distante. Per il resto da un lato c’è un filare di ville tra cui quella gialla dove Chiara Petrolini sta scontando gli arresti domiciliari, dall’altro campagna a perdita d’occhio.

La residenza blindata

La residenza dei Petrolini in questi mesi ha cambiato volto, soprattutto da quando è stata dissequestrata e la famiglia ha deciso di ritornarci a vivere. Proprio lì dove Chiara ha…

Vignale di Traversetolo (Parma) - “E’ stata rinviata a giudizio o no?”, chiede sottovoce una vicina della villa dove abita Chiara Petrolini. C’è un sole tiepido e ancora una settimana di attesa prima di conoscere il verdetto che un po’ tutti si aspettano. Ma la prudenza è d’obbligo davanti alle possibili variabili della giustizia. Da un paio d’ore l’udienza preliminare è stata riaggiornata al 23 maggio dalla gup di Parma, Chiara è andata via subito sull’auto dei carabinieri che l’ha riportata qui, a Vignale di Traversetolo. Alle 16 il silenzio sulla strada è rotto da alcuni bambini che giocano in un parco poco distante. Per il resto da un lato c’è un filare di ville tra cui quella gialla dove Chiara Petrolini sta scontando gli arresti domiciliari, dall’altro campagna a perdita d’occhio.

La residenza blindata

La residenza dei Petrolini in questi mesi ha cambiato volto, soprattutto da quando è stata dissequestrata e la famiglia ha deciso di ritornarci a vivere. Proprio lì dove Chiara ha sotterrato i suoi due figli partoriti e poi uccisi, come le contesta la procura di Parma.

Sulla facciata sono state installate alcune tende parasole “che sono sempre chiuse”, racconta chi abita qui e inevitabilmente guarda di frequente in direzione della villa che ha svelato il suo orrore nell’agosto del 2024. Nessuno si affaccia dalle terrazze attorno alla casa dei Petrolini. In altre parti sono state sistemate altre tende bianche per non fare intravedere nemmeno cosa succede oltre le finestre. Sui muri esterni una telecamera a sorvegliare il vialetto della casa e scoraggiare eventuali curiosi. La villa sta diventando sempre più blindata, chiusa al resto del mondo.

Le visite e l’amica

Alle 17 il padre di Chiara, conosciuta e descritta in questi mesi da quasi tutta la frazione di 604 anime come una studentessa modello, lascia la villa sul suo Suv per accompagnare il figlio minore agli allenamenti di calcio in un venerdì che ha lasciato in sospeso chi attendeva l’avvio del processo. Rientra poco dopo con una mascherina sul viso e il parasole abbassato perché teme di essere fotografato.

“Chiara riceve delle visite, soprattutto di un’amica che arriva qui con una macchina nera e un tettuccio rosso”, spiega una delle persone più informate della strada. Quella ragazza è una delle più care amiche di Chiara Petrolini. Il tribunale l’ha autorizzata in “modo permanente”, come ha avuto modo di verificare Repubblica, per andare a trovare l’amica. In un’intervista al nostro giornale, all’indomani della macabra scoperta del primo neonato sotterrato, aveva detto: “Non capisco perché non mi ha detto nulla, avrei potuto aiutarla. Adesso non mi risponde più ma devo cercare di riprendermi anche io”. Con molta probabilità Chiara avrà parlato della sua amica conosciuta da bambina e chi adesso sta curando il suo percorso psichiatrico avrà ritenuto utile questi incontri. A Natale e San Silvestro lo stesso giudice aveva anche dato l'assenso a un pranzo con zii e cugini.

Chiara Petrolini (foto di Marco Vasini) (vasini)

La polemica

“Certo che così sono dei bei domiciliari, non è certo come in carcere. La villa, l’amica, i parenti”, è polemica la vicina che vede molte cose dalla sua casa. “L’altro giorno pettinava il cane, proprio quello che ha trovato il primo neonato - dice – e quando c’è il sole Chiara si mette in sdraio per abbronzarsi a pochi passi dal giardino dove ha seppellito quelle povere creature”.

La procura di Parma ha chiesto per due volte il carcere per Chiara Petrolini, il tribunale del Riesame di Bologna aveva accolto la seconda richiesta. La Cassazione ha invece annullato quel giudizio, dopo il ricorso dell’avvocato Nicola Tria sull’adeguatezza dei domiciliari, e ha rinviato per un nuovo giudizio al tribunale di Bologna. “Secondo me – finisce la sua analisi la vicina – non farà nemmeno un giorno di carcere”. Ma su questo la parola presto passerà ancora una volta ai magistrati.

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