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“Lo stupro è evitabile”: gli stereotipi di genere della generazione Z

Stop violenza alla donne - Genova 

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Il Rapporto giovani dell’Istituto Toniolo e Ipsos su donne e violenza. “I maschi ancora legati ad alcuni luoghi comuni”
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Più di un ragazzo su tre pensa che le donne che non vogliono un rapporto sessuale possono evitarlo. E pochi meno che siano le ragazze a provocare lo stupro con il modo di vestire. E sì, resistono stereotipi di genere profondi tra gli adolescenti e i giovani maschi sono meno tolleranti delle loro compagne e sì, i ragazzi sperimentano da subito che le donne sono meno libere di realizzarsi e ancora sì, la violenza, soprattutto psicologica, colpisce tante e fa paura.

L’indagine

Eppur si muove. Un’indagine campionaria su 2001 persone tra i 18 e i 34 anni condotta da Ipsos per il Rapporto giovani dell’Istituto Toniolo mostra che «il muro si sta sgretolando, qualcosa sta cambiando», sostiene Cristina Pasqualini, docente di Sociologia della Cattolica e autrice dello studio.«Questi ragazzi sono figli della generazione X, vivono e vedono in famiglia una divisione dei ruoli maggiormente intercambiabile, hanno relazioni positive soprattutto con le madri ma anche con i padri, si confidano, si sent…

Più di un ragazzo su tre pensa che le donne che non vogliono un rapporto sessuale possono evitarlo. E pochi meno che siano le ragazze a provocare lo stupro con il modo di vestire. E sì, resistono stereotipi di genere profondi tra gli adolescenti e i giovani maschi sono meno tolleranti delle loro compagne e sì, i ragazzi sperimentano da subito che le donne sono meno libere di realizzarsi e ancora sì, la violenza, soprattutto psicologica, colpisce tante e fa paura.

L’indagine

Eppur si muove. Un’indagine campionaria su 2001 persone tra i 18 e i 34 anni condotta da Ipsos per il Rapporto giovani dell’Istituto Toniolo mostra che «il muro si sta sgretolando, qualcosa sta cambiando», sostiene Cristina Pasqualini, docente di Sociologia della Cattolica e autrice dello studio.«Questi ragazzi sono figli della generazione X, vivono e vedono in famiglia una divisione dei ruoli maggiormente intercambiabile, hanno relazioni positive soprattutto con le madri ma anche con i padri, si confidano, si sentono rispettati, non hanno paura di chiedere aiuto. Anche se, se hanno bisogno di soldi, è ancora ai papà che si rivolgono», racconta Pasqualini.

OSSERVATORIO FEMMINICIDI

Ma la cura è sempre delle donne

Ed è vero che in famiglia, osservano, il lavoro domestico e di cura è sbilanciato ancora sulle spalle delle donne, ma c’è più democrazia che nella società in cui, rispondono, «le donne sono meno libere di realizzarsi o di prendere decisioni per sé stesse». E questo sono più le ragazze dei ragazzi ad averlo ben presente.

Controllare il cellulare e i vestiti della partner

Sugli stereotipi, dice Pasqualini, «ci sono aspetti in cui, nelle relazioni di coppia che loro hanno, cercano, vogliono, i giovani hanno raggiunto una maturità affettiva e altri in cui sono ancora fragili». Vietare a una donna di avere un lavoro o un conto corrente è oggi tra i veti più inaccettabili, così come contano le competenze e non il sesso, ma anche qui i divari di genere si vedono. Controllare il cellulare o i vestiti della partner, invece, è inconcepibile per meno della metà dei maschi e per due terzi delle femmine. Quel che «non si può trascurare — aggiunge Pasqualini — è che molti hanno sperimentato diverse forme di violenza: il 12% ha assistito a episodi ai danni di una mamma, di una sorella, della migliore amica». Violenza soprattutto psicologica, poi fisica, in pochi casi sessuale. Certo il femminicidio di Giulia Cecchettin ha fatto da spartiacque, li ha coinvolti, fatti informare, segnati: uno su tre ha provato rabbia, tristezza. Una ragazza su 5 ha raccontato di avere paura.E allora, chiede l’indagine, «è in atto una rivoluzione silenziosa per cui il futuro sarà meno patriarcali? ». Sì, per sei giovani su dieci, anche se non manca qualche scetticismo. «In questo studio però ho letto dei segnali di speranza — chiude Pasqualini — Ci vorrà del tempo ma questi ragazzi hanno in gran parte gli anticorpi per una società migliore».

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