Il Consiglio superiore di sanità è scaduto da due mesi e devono ancora essere indicati i nomi dei nuovi membri e soprattutto del nuovo presidente. L’unica cosa certa, al momento, è che si chiude l’era di Franco Locatelli, l’oncoematologo del Bambino Gesù che è stato uno dei tecnici maggiormente impegnati nella lotta al Covid. E’ stato tra i consulenti più ascoltati dall’allora ministro alla Salute Roberto Speranza e ha fatto parte del Cts, il Comitato tecnico scientifico, consultato per ogni decisione del governo legata alla pandemia. Il Consiglio è un organo di consulenza tecnica e scientifica, che dà pareri al ministero della Salute e delle sue direzioni su varie questioni.
La successione
Il ministero ha lavorato a lungo per trovare il nome del successore di Locatelli, che da quando al governo è andato il centrodestra ha scelto una posizione molto defilata e allo stesso tempo non è praticamente stato mai interpellato dal ministro alla Salute Orazio Schillaci. Praticamente, si è aspe…
Il Consiglio superiore di sanità è scaduto da due mesi e devono ancora essere indicati i nomi dei nuovi membri e soprattutto del nuovo presidente. L’unica cosa certa, al momento, è che si chiude l’era di Franco Locatelli, l’oncoematologo del Bambino Gesù che è stato uno dei tecnici maggiormente impegnati nella lotta al Covid. E’ stato tra i consulenti più ascoltati dall’allora ministro alla Salute Roberto Speranza e ha fatto parte del Cts, il Comitato tecnico scientifico, consultato per ogni decisione del governo legata alla pandemia. Il Consiglio è un organo di consulenza tecnica e scientifica, che dà pareri al ministero della Salute e delle sue direzioni su varie questioni.
La successione
Il ministero ha lavorato a lungo per trovare il nome del successore di Locatelli, che da quando al governo è andato il centrodestra ha scelto una posizione molto defilata e allo stesso tempo non è praticamente stato mai interpellato dal ministro alla Salute Orazio Schillaci. Praticamente, si è aspettato che l’incarico suo e dei componenti (30 di diritto e 30 nominati dal ministero) arrivasse a scadenza. La ricerca è stata piuttosto travagliata. Al momento in pole position ci sarebbe Alberto Mantovani, immunologo e presidente della Fondazione Humanitas per la ricerca. Della struttura milanese è stato direttore scientifico. Mantovani è uno degli scienziati italiani più citati al mondo e sulle qualità della sua attività di ricerca non ci sono discussioni. Grande sostenitore dei vaccini e, è tra l’altro membro dell’accademia dei Lincei e tempo fa ha sottoscritto la lettera di una serie di scienziati, tra i quali il Nobel Giorgio Parisi, per sottolineare l’importanza del sistema sanitario pubblico. Il suo nome è inattaccabile dal punto di vista scientifico e ora si aspetta di capire se sarà davvero lui il successore di Locatelli o se il ministero alla fine percorrerà una strada diversa.
L’ipotesi sfumata
Il ministero alla Salute nelle scorse settimane avrebbe tentato una carta diversa. L’idea, infatti, era quella di nominare come presidente Annamaria Colao, endocrinologa e professoressa a Napoli. Già presidente della Società italiana di endocrinologia, anche lei vanta una solida attività scientifica. E’ sposata con Stefano Caldoro, ex presidente della Regione Campania e da poco diventato consulente di Giorgia Meloni. E proprio dalla presidenza del consiglio sarebbe arrivato lo stop alla nomina di Colao. Il no è arrivato in giorni un po’ complicati nei rapporti tra la presidenza e il ministero alla Salute. Ad alimentare i malumori è stata la decisione una vicenda diversa, e cioè la decisione di dare una medaglia al valore sanitario a Roberto Burioni, l’immunologo del San Raffaele pure lui grande sostenitore dei vaccini, ma inviso a molti all’interno della maggioranza. Visto che a proporre le onorificenze, poi assegnate dal presidente della Repubblica, è il ministero alla Salute, dall’esecutivo si è chiesto come mai quel “premio” a Burioni. Probabilmente, è la ricostruzione, la decisione del riconoscimento era stata presa prima, ai tempi addirittura in cui al ministero c’era Beatrice Lorenzin, che scrisse la legge sull’obbligo della vaccinazione pediatrica. Comunque sia, Colao, che sembrava destinata alla nomina al Consiglio superiore di sanità appena qualche settimana fa, è saltata. Si è pensato anche a Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, ma anche quel nome non è passato. Si aspetta di capire se toccherà davvero a Mantovani.