Riforma reclutamento università, prof valutati ogni due anni. Più finanziamenti a chi ha i più bravi
di Corrado ZuninoROMA - Cambiano le regole per diventare professori associati e docenti ordinari nelle università, e per il reclutamento dei ricercatori a tempo determinato.
Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta della ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, la "Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario" che punta a superare l'attuale sistema di Abilitazione scientifica nazionale, che nel corso di questi anni, sostiene la maggioranza, si è trasformata in una sorta di diritto alla chiamata in ruolo, con un eccessivo allungamento della validità del titolo abilitativo.
Non sarà più un presidio di merito e qualità, quindi - fa notare il ministero dell'Università -, “ma un elefantiaco processo …
ROMA - Cambiano le regole per diventare professori associati e docenti ordinari nelle università, e per il reclutamento dei ricercatori a tempo determinato.
Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta della ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, la "Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario" che punta a superare l'attuale sistema di Abilitazione scientifica nazionale, che nel corso di questi anni, sostiene la maggioranza, si è trasformata in una sorta di diritto alla chiamata in ruolo, con un eccessivo allungamento della validità del titolo abilitativo.
Non sarà più un presidio di merito e qualità, quindi - fa notare il ministero dell'Università -, “ma un elefantiaco processo di selezione indipendente dalla grandezza e dalle specificità del settore scientifico interessato”, che nel tempo ha visto aumentare anche i contenziosi.
Con il nuovo sistema, invece, i futuri docenti universitari saranno valutati ogni due anni e questi controlli influenzeranno i fondi destinati agli atenei: chi assume i candidati più qualificati, avrà più fondi. Per più qualificati, si intende coloro i quali, nel periodo successivo all'assunzione, dimostrano con i loro indicatori di produttività, con le loro pubblicazioni e con la loro attività complessiva, di aver contribuito al miglioramento della qualità dell'università che li ha reclutati. Quest'anno il Fondo di finanziamento ordinario è pari a 9,4 miliardi di euro, dopo le profonde polemiche sul taglio operato dal governo.
ll nuovo modello prevede l'istituzione di una piattaforma informatica, gestita dal ministero dell'Università, attraverso la quale i candidati potranno auto-dichiarare il possesso dei requisiti minimi richiesti in termini di produttività e qualificazione scientifica per partecipare ai concorsi. La selezione dei docenti non avverrà più a livello centrale, ma sarà demandata alle singole università.
Le commissioni interne
Le Commissioni giudicatrici per il reclutamento dei professori ordinari, associati e dei ricercatori saranno composte da un membro interno scelto dall'università e da membri esterni all'ateneo, selezionati tramite sorteggio tra i docenti disponibili.
L'intervento normativo, dsal punto di vista del ministero punta a superare “alcune criticità del sistema vigente”, prima fra tutte la generazione di aspettative nei candidati sull'automatico accesso ai ruoli universitari; un meccanismo, quello attuale, che ha determinato “un numero eccessivo di abilitati”, non assorbibili dalle università attraverso le ordinarie procedure di chiamata, “con conseguenti effetti distorsivi sul sistema di reclutamento e sulla programmazione strategica degli atenei”.
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"È un passo importante", assicura la ministra Anna Maria Bernini, per allineare il sistema di reclutamento universitario ai migliori standard internazionali. Senza stravolgere i processi che hanno reso il nostro sistema universitario un polo di eccellenza e di crescente attrazione, vogliamo migliorarne quegli elementi che, alla prova dei fatti, si sono dimostrati disfunzionali o non centrati sull'obiettivo. È una proposta che punta al merito e alla trasparenza del sistema".
Pd: “Riforma aumenta divari”
Alfredo D’Attorre, responsabile università e ricerca del Pd, è critico: "Il governo annuncia un'altra mirabolante riforma dell'università, grazie alla quale i docenti saranno valutati ogni due anni e gli atenei virtuosi riceveranno più soldi. Peccato che una valutazione biennale dei professori esiste già e che attualmente il 30 per cento dell'Ffo viene ripartito su base premiale, con tutte le conseguenze che ciò ha già determinato in termini di crescita dei divari tra università e tra territori".
Di nuovo 2 prove nei concorsi
La Flc Cgil: “L’ennesima Riforma Bernini è un altro Ddl truffa. Si torna al passato per gestire una nuova stagione di tagli e scarsità delle risorse che questo governo ha inaugurato per l’università e la ricerca. L’abilitazione scientifica viene soppressa, ma si condiziona la possibilità di presentare le domande negli atenei al possesso di specifici requisiti di produttività e qualificazione scientifica su proposta dell’Anvur”.
E poi, sulle modifiche ai concorsi locali: “Vengono reintrodotte due prove e la discussione della pubblicazioni scientifiche e delle esperienze didattiche facendo riemergere, così, due spazi discrezionali delle commissioni giudicanti che permettono più facilmente di indirizzare i risultati dei pochi fortunati vincitori dei concorsi”.
Nasce l’incarico di ricerca
E’ passato a maggioranza, alla Commissione Cultura del Senato, l’emendamento Occhiuto, che consente di creare un secondo tipo di pre-ruolo – l’incarico di ricerca – che affianchi il contratto di ricerca nel percorso di chi si è laureato e dottorato e inizia una carriera universitaria. Questa seconda figura ha un costo inferiore e inferiori tutele per il precario (non prevede la maternità e la malattia pagata).
La Conferenza dei rettori, dopo un 2024 di battaglia, ora applaude alle decisioni che istituiscono l’incarico di ricerca in uno scambio con il governo. Scrive la presidente Crui, Giovanna Iannantuoni: “Esprimiamo piena soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento Occhiuto-Cattaneo, una svolta strategica per il settore della ricerca nel nostro Paese. Abbiamo superato l’impasse generato dall’abolizione degli assegni di ricerca in favore del solo contratto di ricerca Riconsegniamo nelle mani dei giovani ricercatori italiani gli strumenti per partecipare ai progetti internazionali”.
Francesco Verducci, senatore del Pd, ideatore di quel contratto di ricerca che oggi rischia di essere messo a lato con la nascita della figura più economica per gli atenei, dice: “Oggi è una giornata mortificante per l’università e la ricerca italiana. Si sancisce il ritorno a un sistema imperniato sullo sfruttamento dei ricercatori”.
Gli atenei romani in mobilitazione hanno realizzato un flash mob al Senato: “L’incarico di ricerca, della durata di un solo anno, è una nuova forma di assegno di ricerca che moltiplicherà la precarietà”.