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Papa Leone continua la riforma di Francesco: la prima nomina per la curia è suor Tiziana Merletti

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Sarà la nuova segretaria del dicastero per gli Istituti di vita consacrata. Affiancherà suor Brambilla, un’altra figura che era stata scelta da Bergoglio
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CITTÀ DEL VATICANO – La prima scelta significativa di Leone XIV per la curia vaticana premia una donna: suor Tiziana Merletti è la nuova segretaria del dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, la struttura che si occupa di tutti gli ordini religiosi sparsi nel mondo. Un organismo nel quale, tra l’altro, c’è una donna anche nel ruolo più importante. A gennaio, infatti, papa Francesco aveva infranto il tabù con la prima nomina femminile per l’incarico di prefetto vaticano, indicando suor Simona Brambilla alla guida del dicastero e lasciando a un cardinale, il salesiano Ángel Fernández Artime, solo il ruolo di pro-prefetto.

Sulla scia di Francesco

La risposta che si attendeva da Prevost rispetto alle aperture di Bergoglio sul ruolo delle donne nel governo della Chiesa è quindi arrivata in modo chiaro, sulla linea della continuità. Era uno dei temi affrontati nelle discussioni dei cardinali anche durante le congregazioni generali che hanno preceduto i…

CITTÀ DEL VATICANO – La prima scelta significativa di Leone XIV per la curia vaticana premia una donna: suor Tiziana Merletti è la nuova segretaria del dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, la struttura che si occupa di tutti gli ordini religiosi sparsi nel mondo. Un organismo nel quale, tra l’altro, c’è una donna anche nel ruolo più importante. A gennaio, infatti, papa Francesco aveva infranto il tabù con la prima nomina femminile per l’incarico di prefetto vaticano, indicando suor Simona Brambilla alla guida del dicastero e lasciando a un cardinale, il salesiano Ángel Fernández Artime, solo il ruolo di pro-prefetto.

Sulla scia di Francesco

La risposta che si attendeva da Prevost rispetto alle aperture di Bergoglio sul ruolo delle donne nel governo della Chiesa è quindi arrivata in modo chiaro, sulla linea della continuità. Era uno dei temi affrontati nelle discussioni dei cardinali anche durante le congregazioni generali che hanno preceduto il Conclave. Da quanto trapelato, c’era una spinta convinta a insistere nella valorizzazione del contributo femminile. “La Chiesa va avanti, mai indietro”, aveva confidato il nunzio in Siria Mario Zenari, per il quale il processo avviato da Francesco è da considerare “irreversibile”. “È chiaro che la strada è segnata”, aveva fatto eco anche l’iracheno Louis Sako. Proprio in quei giorni, Donna Chiesa Mondo, l’inserto mensile dell’Osservatore romano, aveva pubblicato una mappa di quattro pagine con tutte le cariche affidate a figure femminili negli organismi della Santa Sede: dai dicasteri alle commissioni alle pontificie accademie. Ce ne sono tre anche nell’organismo che era guidato dal cardinale Prevost, quello che sceglie i vescovi di tutto il mondo.

Gli incarichi di peso in curia

“Per parlare di rivoluzione la presenza delle donne deve diventare sistemica, strutturata, stabile”, rivendicava l’editoriale del mensile, riconoscendo che in particolare la nomina di suor Brambilla e quella, pure pesantissima, di suor Raffaella Petrini alla guida del Governatorato vaticano, “crepano un soffitto di cristallo che sembrava infrangibile” e “dimostrano la volontà riformatrice di Francesco che con passo lento ma costante ha avviato un cammino”.

Ora Leone XIV sembra confermare il percorso del predecessore. Finora il nuovo Papa aveva firmato solo un’altra nomina per la curia, ma si trattava di una promozione a capo ufficio del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale del gesuita Avelino Chicoma Bundo Chico, che già era minutante nello stesso settore. L’incarico di suor Merletti interviene invece sui vertici di un dicastero, aggiungendo una donna in quella che di fatto è la casella numero tre di un dicastero delicatissimo, chiamato a valutare le situazioni interne di quasi un milione di religiosi maschili e femminili consacrati all’interno dei diversi ordini e congregazioni.

Il primo vescovo americano

Nelle nomine di oggi, c’è posto anche per la prima nomina di Prevost nell’episcopato statunitense: si tratta del nuovo vescovo di San Diego, Michael Pham, che è di nascita vietnamita ma a San Diego era già ausiliare. Il Papa ha pure attribuito il titolo di "venerabile" a tre "servi di Dio" di cui è in corso la causa di beatificazione. Per due di loro è stata riconosciuta “l'offerta della vita", formula che Bergoglio aveva voluto fosse equiparata a quella tradizionale “in odium fidei” per la formalizzazione del martirio e che è stata utilizzata ad esempio per il carabiniere Salvo D’Acquisto. Prevost l’ha applicata al vescovo Alessandro Labaka Ugarte (in religione Manuel), dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, e a suor Agnes Arango Velasquez (in religione Maria Nieves de Medellín), suora professa della Congregazione delle Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia, entrambi morti a luglio 1987 nella zona di Tigüin, in Ecuador. Il terzo venerabile è invece Matteo Makil, vescovo titolare di Tralle, primo vicario apostolico di Kottayam, in India, fondatore della Congregazione delle Suore della Visitazione della Beata Vergine Maria, vissuto tra il 1800 e il 1900.

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