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Medici di famiglia, la campagna del sindacato per attirare giovani dottori: “Abbiamo bisogno di te”

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In un momento di crisi degli organici, la Fimmg realizza manifesti per invitare i neo laureati a diventare dottori sul territorio. Intanto le Regioni discutono della riforma dello status di questi professionisti
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I medici di famiglia vivono un periodo delicato. Da una parte una situazione anagrafica molto sbilanciata, con tanti professionisti anziani e sul punto del pensionamento e pochi giovani che entrano, dall’altra una riforma della quale si discute da anni per cambiare il loro status. Di Recente i presidenti di Regione hanno preparato un documento con indicazioni per il governo su come procedere. Intanto, per convincere i giovani a diventare medici di medicina generale, a pochi giorni dai bandi per l’arruolamento, è stato preparato un manifesto che sarà al centro di una “campagna di sensibilizzazione senza precedenti”, sui media e pure nelle città, fuori dalle università.

Il manifesto

Lo slogan del manifesto recita: “La medicina generale ha bisogno di te!”. A realizzarlo è stato il principale sindacato di categoria, la Fimmg: “Oggi hai l’opportunità di scegliere il tuo futuro, diventa un medico di famiglia”, si dice ancora. Fino al 12 giugno ci saranno i concorsi e Fimmg spiega che in qu…

I medici di famiglia vivono un periodo delicato. Da una parte una situazione anagrafica molto sbilanciata, con tanti professionisti anziani e sul punto del pensionamento e pochi giovani che entrano, dall’altra una riforma della quale si discute da anni per cambiare il loro status. Di Recente i presidenti di Regione hanno preparato un documento con indicazioni per il governo su come procedere. Intanto, per convincere i giovani a diventare medici di medicina generale, a pochi giorni dai bandi per l’arruolamento, è stato preparato un manifesto che sarà al centro di una “campagna di sensibilizzazione senza precedenti”, sui media e pure nelle città, fuori dalle università.

Il manifesto

Lo slogan del manifesto recita: “La medicina generale ha bisogno di te!”. A realizzarlo è stato il principale sindacato di categoria, la Fimmg: “Oggi hai l’opportunità di scegliere il tuo futuro, diventa un medico di famiglia”, si dice ancora. Fino al 12 giugno ci saranno i concorsi e Fimmg spiega che in questo periodo i giovani vengono scoraggiati da scegliere la medicina generale. “E’ incredibile che sia la nostra Federazione a doversi sostituire a chi avrebbe il compito di incentivare tale scelta anche in considerazione degli investimenti fatti con le tasse degli italiani, e che resta indifferente, anzi, crea premesse incerte sul futuro di questa categoria di professionisti e sul rapporto fiduciario tra medici di famiglia e cittadini, unico caposaldo per le sfide sanitarie che aspettano il nostro Ssn”, dice il segretario del sindacato, Silvestro Scotti.

Il problema degli organici

Come per certe specialità ospedaliere, i medici di famiglia soffrono una fase di difficoltà a reclutare i giovani. Sale l’età media dei professionisti in servizio, e addirittura il governo ha approvato un decreto per rendere possibile il pensionamento a 73 anni. E infatti su 2.623 borse di studio disponibili per la formazione in medicina generale, che è affidata alle varie Regioni in collaborazione con lo stesso sindacato, ne sono state assegnate 2.240. “In alcune regioni, come Lombardia e Veneto – dicono dalla Fimmg – si sono toccate punte di oltre il 40% di borse non assegnate. Tutto questo a danno dei cittadini, che già oggi vedono compresso il diritto alla salute”. Si stima che tra quest’anno e il 2027 siano destinati alla pensione circa 7.300 medici (su circa 35 mila). Il problema è che gli ingressi dai tirocini triennali sono inferiori. E infatti aumenta il numero dei medici cosiddetti “massimalisti”, cioè dottori che hanno almeno 1.500 assistiti (e che in casi particolari possono arrivare a 1.800).

La riforma temuta

Il sindacato dei medici di famiglia combatte da anni contro ogni tentativo di riforma della professione. Oggi sono convenzionati e da tempo si parla del loro passaggio alle dipendenze delle Asl. Di recente le Regioni lavorano su una bozza di riforma, ne hanno parlato anche i presidenti. Al momento l’idea è quella di lasciare la libertà a ogni singola Regione di mantenere la situazione com’è, di utilizzare per i servizi territoriali sia medici convenzionati che dipendenti, oppure di far passare tutti i dottori di famiglia alle dipendenze. Un’impostazione che potrebbe creare differenze tra realtà locali (già diffusissime in sanità) anche in un settore centrale dell’assistenza. Per questo in molti ritengono che la riforma, sulla quale andrebbe fatta una legge, si arenerà ancora una volta.

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