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Dl Sicurezza, scontri al corteo mentre il governo pone la fiducia

Luca Blasi, assessore alla Cultura del III Municipio di Roma Capitale, ferito negli scontri durante la manifestazione a Piazza Barberini a Roma contro il Decreto Legge Sicurezza 

 

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Spintoni e manganellate a Roma tra dimostranti e poliziotti. Un assessore municipale ferito alla fronte: “Facevo da paciere”
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Il governo che in aula pone la fiducia, tra le rivendicazioni della premier Giorgia Meloni e le accuse delle opposizioni. Gli scontri fuori dal palazzo, con la polizia che carica i manifestanti tra cui un assessore del III Municipio di Roma, Luca Blasi, portavoce della rete che si è creata in questi mesi contro questa norma.

Il decreto sicurezza si presenta agli italiani così come era stato annunciato: con una polemica durissima tra maggioranza e opposizione e la contestazione dei movimenti che ritengono il provvedimento fortemente voluto dal governo Meloni «un attentato alla democrazia». La norma introduce 14 nuove fattispecie di reato e nove aggravanti: ci sono le misure contro l’accattonaggio, quelle sui delitti compiute nelle vicinanze …

Il governo che in aula pone la fiducia, tra le rivendicazioni della premier Giorgia Meloni e le accuse delle opposizioni. Gli scontri fuori dal palazzo, con la polizia che carica i manifestanti tra cui un assessore del III Municipio di Roma, Luca Blasi, portavoce della rete che si è creata in questi mesi contro questa norma.

Il decreto sicurezza si presenta agli italiani così come era stato annunciato: con una polemica durissima tra maggioranza e opposizione e la contestazione dei movimenti che ritengono il provvedimento fortemente voluto dal governo Meloni «un attentato alla democrazia». La norma introduce 14 nuove fattispecie di reato e nove aggravanti: ci sono le misure contro l’accattonaggio, quelle sui delitti compiute nelle vicinanze delle stazioni. C’è poi il pacchetto sulle occupazioni delle case che arriva dopo una lunghissima campagna mediatica. Non a caso è il punto della norma che la premier Meloni ieri ha rivendicato: «Dicevano che era inutile e persino disumano. E invece - ha scritto ieri sui suoi social - grazie alle nuove norme in Italia sono già stati eseguiti i primi sgomberi immediati di immobili occupati abusivamente».

Il dl Sicurezza prevede però anche tutta una serie di novità sulle manifestazioni di piazza: c’è la misura “anti no ponte” che punisce chi manifesta con l’intenzione di bloccare un’opera pubblica, quelle che puniscono i blocchi stradali («la norma anti Ghandi» denunciano le opposizioni) e ancora la resistenza passiva che potrà essere punita anche con il carcere. Sono quelle leggi che da mesi sono al centro delle proteste di associazioni e centri sociali. Gli stessi che ieri, proprio mentre in Parlamento la maggioranza stringeva per votare il testo, erano in piazza per esprimere il proprio dissenso. Alcune centinaia di persone, radunatesi in piazza Barberini, hanno iniziato a percorrere via del Tritone verso il Parlamento dove sono entrate in contatto con lo schieramento di agenti anti sommossa. «Stavo cercando di calmare gli animi mediando tra le prime linee di manifestanti e il cordone delle forze dell’ordine, quando sono stato circondato da tre agenti e colpito con una manganellata. Mi hanno colpito al volto, all’altezza della tempia e sono stato portato al Santo Spirito» ha denunciato Blasi.

«Questo è un decreto pensato solo per la propaganda e non per la sicurezza» dice Matteo Mauri, del Partito democratico. «Un decreto vergogna». «Questa norma» gli fa eco Federico Cafiero De Raho, ex procuratore nazionale antimafia oggi deputato 5S, “non assicura affatto maggiore sicurezza ma restringe gli spazi di dissenso espressione del disagio e dell’emarginazione sociale”.

Non ci sarà spazio per le discussioni, dopo quelle di ieri in aula.Terminato l’iter parlamentare assai contestato, proprio perché è stata nei fatta impedita ogni modifica al testo, oggi alle 18 comincerà la votazione in aula con l’appello nominale, preceduta dalle dichiarazioni di voto. «Il testo contiene misure decisive per la sicurezza nazionale» ha detto il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi. Come a confermare che oggi in aula non ci potranno essere sorprese.

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