Svelato il segreto dei centenari del Cilento: dieta mediterranea, poco alcol e zero stress
di Elena DusiAlla domanda “ti senti mai stressato?” alcuni hanno risposto “che vuol dire?”. Al questionario che chiedeva se bevessero alcol, i centenari del Cilento hanno barrato il no, salvo aggiungere che un bicchiere di vino non mancava mai dalla loro tavola.
“Alcol, per molti dei nostri volontari, vuol dire whisky o superalcolici. Il loro stile di vita è ancora quello di una volta. Dieta mediterranea, verdure coltivate nell’orto, attività fisica, valori solidi e una saggezza riconosciuta da figli e amici, che li considerano un punto di riferimento anziché un peso” racconta Salvatore Di Somma.
Il convegno del decennale
Dal 2016 il professore di medicina dell’università La Sapienza di Roma, oggi in pensione, fondatore di Great Health Science, startup che si o…
Alla domanda “ti senti mai stressato?” alcuni hanno risposto “che vuol dire?”. Al questionario che chiedeva se bevessero alcol, i centenari del Cilento hanno barrato il no, salvo aggiungere che un bicchiere di vino non mancava mai dalla loro tavola.
“Alcol, per molti dei nostri volontari, vuol dire whisky o superalcolici. Il loro stile di vita è ancora quello di una volta. Dieta mediterranea, verdure coltivate nell’orto, attività fisica, valori solidi e una saggezza riconosciuta da figli e amici, che li considerano un punto di riferimento anziché un peso” racconta Salvatore Di Somma.
Il convegno del decennale
Dal 2016 il professore di medicina dell’università La Sapienza di Roma, oggi in pensione, fondatore di Great Health Science, startup che si occupa di longevità, segue i centenari del parco nazionale del Cilento per scoprire i segreti biologici, psicologici e sociali della loro longevità.
Al suo decimo anniversario il progetto Ciao (Cilento Initiative on Aging Outcomes o Iniziativa sui risultati dell’invecchiamento nel Cilento) ha fatto il punto con un convegno organizzato ad Acciaroli, nel cuore del parco, il 22 e 23 maggio.
Vi hanno partecipato anche i ricercatori svedesi e di San Diego, in California, che hanno collaborato con Ciao e con i loro volontari hanno svolto il ruolo di pietra di paragone (spesso perdente) rispetto alla salute dei centenari campani.
Il parco dei centenari
Nel Cilento vivono oggi circa 300 centenari. “Se l’aspettativa di vita in Italia è di 85 anni per le donne e 81 per gli uomini, in questa regione si raggiungono rispettivamente i 91 e gli 84-85” spiega Di Somma.
“Vivono spesso in aree rurali e raramente hanno visto un medico. Per raggiungerli abbiamo usato un camper con le attrezzature mediche e ci siamo avvalsi della mediazione dei circa trenta medici di famiglia della zona”.
A Pioppi nel 1959 il medico americano Ancel Keys riconobbe la peculiarità di un’alimentazione a base di verdure, legumi e olio d’oliva. Capì che era alla base del basso numero di infarti registrati nella zona e coniò il termine “dieta mediterranea”.
Vissuto a lungo nella località marina a due passi da Pollica, anche lui raggiunse i cento anni (è morto nel 2004). “Ma già Cicerone – prosegue Di Somma – aveva trascorso un periodo nell’antica Velia, oggi Ascea, all’interno di quello che oggi è il parco, per ristabilirsi da una malattia”. La descrisse come “una località appartata, salubre e amena”.
Sempre qui nella storia si sono succedute la scuola filosofica eleatica di Parmenide e quella medica salernitana.
La salute dei vasi sanguigni
Nel convegno di Acciaroli si parlerà di diversi aspetti dei centenari del Cilento. Uno dei più peculiari è una molecola chiamata bioadrenomedullina, prodotta dal tessuto di cui sono fatti i vasi sanguigni. Quando il suo livello è adeguato, anche la circolazione dei piccoli capillari è in buona salute. Gli organi, ricevendo più sangue, restano efficienti nonostante l’invecchiamento.
Nel caso dei centenari del progetto Ciao i valori dell’ormone sono simili a quelli di individui con trent’anni di meno. “E sappiamo – sottolinea Di Somma - quanto l’irrorazione sanguigna nel cervello sia importante per evitare le demenze”.
La buona salute del cuore, già notata da Keys, è stata confermata dalle misurazioni dei ricercatori di Ciao: livelli bassi di colesterolo Ldl (cattivo) e della glicemia caratterizzano i grandi anziani del Cilento, grazie alla dieta mediterranea e probabilmente anche a una componente genetica.
Gli atout della dieta
“Molti centenari consumano grandi quantità di olio di oliva, legumi e cereali integrali. Il primo in particolare sembra essere un cardine degli effetti salutari della dieta mediterranea. La carne rossa finisce raramente sui loro piatti.
Mangiano la verdura del loro orto, si muovono a piedi. Sono magri e non fumano. Vivono in villaggi di 1000-1.500 persone. Invecchiano nello stesso luogo in cui sono nati e nonostante l’età continuano a frequentare amici e parenti, restando lucidi e positivi” spiega Di Somma.
Il confronto con gli svedesi
“In uno degli studi di Ciao abbiamo confrontato la loro salute cardiovascolare con quella di un gruppo di svedesi, abituati a consumare più burro, carne rossa e alcol. La differenza era evidente. Ma quando gli svedesi, leggermente più giovani, hanno trascorso un periodo in Cilento seguendo l’alimentazione locale, i valori del loro sangue sono migliorati in meno di una settimana".
“Anche il loro microbioma, la popolazione di batteri che vive nell’intestino, si è arricchita delle specie più benefiche, quelle che producono aminoacidi protettivi nei confronti delle malattie cardiovascolari”.
La crisi della dieta mediterranea
Se lo stile di vita dei centenari del Cilento fa pensare a un’Italia del passato, ormai in via d’estinzione, l’impressione è purtroppo quella giusta.
“Agli stessi esami medici dei centenari abbiamo sottoposto i loro figli 60 e 70enni. Pur vivendo con loro, fanno meno attività fisica, pesano di più, consumano più cibi industriali e meno prodotti dell’orto” osserva il medico.
“E gli effetti si vedono. La loro salute cardiovascolare si situa a metà strada fra i loro genitori e gli svedesi. L’effetto protettivo del Cilento rimane, grazie probabilmente all’eredità genetica dei loro genitori, ma è ridotto. Stimiamo che il Dna contribuisca al buon invecchiamento per un 25-30%. Il resto dipende da noi”.
Se i centenari del Cilento per ora godono di buona salute, non altrettanto può dirsi per la dieta mediterranea, destinata a invecchiare anche prima di loro. A differenza dei loro portabandiera, per lei non sarà scontato arrivare a spegnere le cento candeline.