Il Cnr è senza presidente e senza quattro membri su cinque del Consiglio d’Amministrazione. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il più grande ente di ricerca italiano, con 5mila ricercatori e 1,7 miliardi di budget all’anno, si ritrova così paralizzato: senza Cda diventa anche impossibile scegliere una guida. Parte dei fondi per la ricerca – inclusi quelli del Pnrr – non possono essere spesi
L’unica strada percorribile per usce dall’impasse – temono gli 8mila dipendenti – sarà la nomina di un commissario da parte del governo. Il Cnr si ritroverebbe così affidato a una figura scelta unilateralmente dalla politica.
Contro questa ipotesi protestano da giorni i partiti dell’opposizione, che hanno fatto appello al ministro dell’università e della ricerca Anna Maria Bernini affinché sblocchi al più presto la situazione.
Bernini ha risposto alle 15 in Parlamento al question time. Senza dissipare del tutto la nebbia ha detto: “Faremo a breve le nomine che devono essere fatte. Comprendo le …
Il Cnr è senza presidente e senza quattro membri su cinque del Consiglio d’Amministrazione. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il più grande ente di ricerca italiano, con 5mila ricercatori e 1,7 miliardi di budget all’anno, si ritrova così paralizzato: senza Cda diventa anche impossibile scegliere una guida. Parte dei fondi per la ricerca – inclusi quelli del Pnrr – non possono essere spesi
L’unica strada percorribile per usce dall’impasse – temono gli 8mila dipendenti – sarà la nomina di un commissario da parte del governo. Il Cnr si ritroverebbe così affidato a una figura scelta unilateralmente dalla politica.
Contro questa ipotesi protestano da giorni i partiti dell’opposizione, che hanno fatto appello al ministro dell’università e della ricerca Anna Maria Bernini affinché sblocchi al più presto la situazione.
Bernini ha risposto alle 15 in Parlamento al question time. Senza dissipare del tutto la nebbia ha detto: “Faremo a breve le nomine che devono essere fatte. Comprendo le preoccupazioni, ma mi sento di rassicurare sul fatto che esiste continuità”.
La protesta dei direttori degli istituti
A stretto giro di posta i direttori degli istituti del Cnr hanno inviato un comunicato di protesta: “L’operatività dell’Ente è gravemente compromessa a causa della mancata nomina degli organi di governo. Dopo la scadenza, il 26 maggio, del mandato della Presidente e del Direttore Generale – già prorogato di 45 giorni – e l’assenza, da gennaio, dei tre membri ministeriali del Consiglio di Amministrazione, il Cnr si trova oggi privo di rappresentanza legale, una condizione senza precedenti. Tale stallo amministrativo impedisce di compiere atti fondamentali, approvare il bilancio 2024 e gestire fondi strategici, tra cui quelli derivanti da progetti Pnrr”.
Anche due rappresentanti della scienza italiana, Elena Cattaneo, scienziata dell’università di Milano e senatrice a vita, e Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica e membro dell’Accademia dei Lincei, lanciano il loro appello.
La paralisi istituzionale
“Auspichiamo che il ministero dell'Università e della Ricerca provveda al più presto alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione del Cnr e all'indizione della procedura di selezione del nuovo presidente” scrivono.
“Solo così potremo evitare che il più grande ente di ricerca italiano precipiti in una gravissima paralisi istituzionale, con il rischio di colpire duramente la progettazione e l’attuazione di programmi di ricerca finanziati e già avviati, per i quali è indispensabile la piena e immediata operatività”.
“Ieri - ricordano Cattaneo e Parisi - è scaduta la proroga della carica dell'attuale presidente, la professoressa Maria Chiara Carrozza, il cui mandato è terminato il 12 aprile”. Da allora il ministero aveva provveduto a una proroga di 45 giorni.
“Da oggi quindi il Cnr è ufficialmente senza presidente, senza vicepresidente e con un solo componente nel Consiglio di amministrazione”.
La mancata nomina del Cda
I rappresentanti del Consiglio d’Amministrazione mancanti devono essere proposti da Crui (la conferenza dei rettori), UnionCamere, Confindustria e la Conferenza Stato-Regioni. Questi enti, prosegue la lettera di Cattaneo e Parisi “hanno indicato per tempo le terne e il nome per i componenti di loro competenza”.
“Se il Mur riuscisse almeno a formalizzare le nomine del CdA - spiegano i due studiosi - l'organo potrebbe procedere ad interim, affidando le funzioni del presidente al membro più anziano, finché il ministro, avviata la procedura di selezione del nuovo presidente, non ne nomini uno nuovo”.
Gli appelli dei ricercatori
Anche gli appelli dei ricercatori del Cnr nei giorni scorsi erano caduti nel vuoto. “Il comitato di selezione che opera su tutti gli enti di ricerca vigilati dal Mur avrebbe dovuto emettere attraverso il Ministero un bando concorsuale per la selezione del nuovo presidente”, spiega il fisico Rino Falcone, ex direttore dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione.
“La mancata pubblicazione del bando in Gazzetta Ufficiale lascia intendere che non ci sia la volontà di nominare un nuovo presidente”.
Nelle scorse settimane, ricorda Falcone, sono state inviate due lettere al ministro Bernini, una firmata dai direttori degli 88 istituti di ricerca del Cnr e una dai direttori dei sette dipartimenti, ma entrambe non hanno ricevuto risposta.
“Negli appelli si chiedeva di nominare urgentemente il presidente e il Cda del Cnr per evitare che l'ente rimanesse acefalo, ma entrambi sono caduti nel vuoto”.
A rischio l’autonomia della ricerca
Cattaneo e Parisi concludono il loro appello chiedendo al Ministero di procedere immediatamente alle nomine: “Siamo fiduciosi che il Mur, fin dalle prossime ore, adotterà tutti gli atti necessari affinché si proceda senza indugio al rinnovo del Cda, preservando, nel rispetto della legge, quella libertà e autonomia che devono essere proprie del più grande ente di ricerca del Paese”.