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Farmaci e oppiacei comprati da ragazzini per drogarsi: sulle chat venti euro per un ricetta falsa

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Dall’inchiesta sull’istigazione al suicidio di Andrea Prospero, il ragazzo trovato morto in un b&b di Perugia, è nato un altro filone di indagine: su alcune piattaforme si possono acquistare prescrizioni da presentare in farmacia. Diverse le morti sospette
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Qualcuno ha ricevuto una chiamata direttamente da una farmacia: “Dottore, mi perdoni, una verifica. Ho qui un ragazzino con una ricetta a sua firma per una confezione di oxycontin. Sembra nervoso, mi conferma che è un suo assistito?”. Al medico basta una rapida verifica nel suo database: quel nome non è tra i suoi pazienti. E quella ricetta, bianca, con il suo nome (vero), la città dove esercita ( vera), riporta un codice regionale falso. Ritirata al banco e rapido dietrofront del ragazzino senza battere ciglio. Qualche altro medico è stato invece rintracciato direttamente dalla polizia che di ricette false con prescrizioni di oppiacei o potentissimi psicofarmaci, bianche ma anche dematerializzate, ne ha già recuperate diverse, a firma falsa di sanitari di diverse regioni italiane, da nord a sud. False o meglio falsificate come quella che nei mesi scorsi ha consentito ad Andrea Prospero, lo studente universitario di Lanciano morto suicida quattro mesi fa a Perugia per un mix di farmac…

Qualcuno ha ricevuto una chiamata direttamente da una farmacia: “Dottore, mi perdoni, una verifica. Ho qui un ragazzino con una ricetta a sua firma per una confezione di oxycontin. Sembra nervoso, mi conferma che è un suo assistito?”. Al medico basta una rapida verifica nel suo database: quel nome non è tra i suoi pazienti. E quella ricetta, bianca, con il suo nome (vero), la città dove esercita ( vera), riporta un codice regionale falso. Ritirata al banco e rapido dietrofront del ragazzino senza battere ciglio. Qualche altro medico è stato invece rintracciato direttamente dalla polizia che di ricette false con prescrizioni di oppiacei o potentissimi psicofarmaci, bianche ma anche dematerializzate, ne ha già recuperate diverse, a firma falsa di sanitari di diverse regioni italiane, da nord a sud. False o meglio falsificate come quella che nei mesi scorsi ha consentito ad Andrea Prospero, lo studente universitario di Lanciano morto suicida quattro mesi fa a Perugia per un mix di farmaci, di rifornirsi di ansiolitici e psicofarmaci.

Le morti sospette

Proprio dall’inchiesta sull’istigazione al suicidio di Andrea, che ha già portato agli arresti domiciliari il coetaneo romano che lo ha spinto a farla finita in diretta chat, è nato un altro filone di indagine che dalla Procura di Perugia si sta allargando a diverse altre Procure italiane con un contestuale monitoraggio di morti sospette di ragazzi uccisi da un mix di farmaci pericolosissimi, alcuni dei quali utilizzati nelle cure palliative per i malati terminali, ottenibili naturalmente solo dietro prescrizione medica, che non si sa come si siano procurarsi. Ultimo, a Settimo torinese, Lorenzo Notario, 14 anni, stroncato da un arresto cardiaco nella notte a casa dei nonni dopo aver assunto farmaci. Nel suo computer aveva cercato: controindicazioni alcol e farmaci.

Il traffico di farmaci

Molti minorenni e comunque giovanissime vittime di un traffico di farmaci assunti come droghe gestito online da coetanei, spesso dai banchi di scuola. Come rivelano le chat sulle piattaforme utilizzate, da Telegram a Signal, con nickname di profili che gli investigatori della polizia postale stanno ricostruendo per cercare di dare un nome e un volto a chi si cela dietro pseudonimi come Chef o assistente Chef, solo per nominare uno dei più attivi “spacciatori” di ricette già rivelato dall’inchiesta sulla morte di Andrea Prospero. E che ancora dopo il suicidio dello studente a cui nelle settimane precedenti aveva procurato ricette false, ha tranquillamente continuato a gestire il suo traffico spostandosi da una piattaforma all’altra.

Venti euro a ricetta

Gli investigatori, infiltratisi nelle piattaforme come potenziali clienti o agenti provocator, stanno ricostruendo il sistema. Che funziona così: venti euro a ricetta, prezzo popolare, invio a domicilio meglio se ad una cassetta postale o ad un punto locker qualsiasi. Trenta o quaranta euro per la ricetta dematerializzata che consente di pagare in farmacia solo il ticket e dà meno all’occhio in farmacia anche se richiede una vera e propria manovra da hacker nel sistema del Servizio nazionale sanitario con la violazione del portale al quale i medici, accedendo ognuno con le proprie credenziali contenute in una carta magnetica, inviano le ricette di cui poi mandano copia agli assistiti.

L’inchiesta partita dai cellulari di Andrea Prospero

Tutto è partito dall’analisi del pc e dei telefoni cellulari ritrovati a gennaio a Perugia nel bed and breakfast in cui è morto Andrea Prospero ma soprattutto da quelli sequestrati al diciottenne romano finito agli arresti domiciliari per aver istigato Prospero ad ingerire tutte insieme le compresse di ossicodone e psicofarmaci che aveva. Chat che si stanno rivelando una miniera per gli investigatori e da cui emerge un dato estremamente preoccupante: nel giro sono coinvolti molti minorenni come si evince da conversazioni che avvengono mentre i ragazzi sono a scuola. Parlano di verifiche, interrogazioni e ricette da preparare.

Diverse le regioni già interessate dalle inchieste: i medici (del tutto ignari) già individuati, i cui dati sono stati rubati per la realizzazione delle ricette sono iscritti agli albi di Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Lazio ma dal monitoraggio delle piattaforme online promette di venir fuori un giro assai più ampio.

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